Regina mundi corredentrice dell'umanità

domenica 18 giugno 2017

Vangelo del giorno



  

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, solennità

Libro del Deuteronomio 8,2-3.14b-16a.
Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile;
che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima;
che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Salmi 147,12-13.14-15.19-20.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.



Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 10,16-17.
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,51-58.
In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».



  
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, solennità
Meditazione del giorno
San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), sacerdote, curato d'Ars
Pensieri del santo Curato d'Ars
L'Eucaristia apre la porta del Paradiso
      Se si potessero capire bene tutti i beni nascosti nella santa Comunione, ce ne sarebbero abbastanza per saziare il cuore umano.

      Nostro Signore ha detto: "Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà" (Gv 16,23b). Mai avremmo pensato di chiedere a Dio suo Figlio. Ma ciò che l'uomo non avrebbe potuto immaginare Dio l'ha fatto. Quanto l'uomo non può dire né concepire e che non osò mai desiderare Dio, nel suo Amore, l'ha detto, l'ha pensato e l'ha messo in atto.

      Senza la divina Eucaristia non ci sarebbe alcuna gioia in questo mondo, la vita non si sopporterebbe. Quando riceviamo la santa Comunione, riceviamo la nostra gioia e la nostra felicità. Volendosi dare a noi nel Sacramento del suo Amore, il buon Dio ci ha dato un desiderio grande e vasto che solo Lui può soddisfare...Di fronte a questo bel Sacramento siamo come una persona che muore di sete davanti a un fiume; ed ella non avrebbe che da piegare la testa!... Come una persona che resta povera, nonostante sia vicina a un gran tesoro; non dovrebbe che stendere la mano!

       Se si potessero capire bene tutti i beni nascosti nella santa Comunione, ce ne sarebbero abbastanza per saziare il cuore umano.

mercoledì 17 maggio 2017

Vangelo del giorno

  

Mercoledì della V settimana di Pasqua

Santo(i) del giorno : S. Pascual Baylón, religioso O.F.M. (1540-1592),  S. Giulia Salzano, vergine e fondatrice (1846-1929)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Santa Teresa di Calcutta
« Rimanete in me e io in voi »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».





   
Mercoledì della V settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Santa Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
Something Beautiful for God
« Rimanete in me e io in voi »
      Non è possibile che ci si impegni nell'apostolato diretto se non si ha un'anima di preghiera. Siamo consapevoli di essere una cosa sola con Cristo, come egli era consapevole di essere una cosa sola con il Padre; la nostra attività sarà veramente apostolica nella misura in cui lo lasceremo lavorare in noi e attraverso di noi con la sua potenza, il suo desiderio e il suo amore. Dobbiamo giungere alla santità, non allo scopo di sentirci in stato di santità, bensì affinché Cristo possa pienamente vivere in noi. Il dono totale di noi stessi all'amore, alla fede, alla purezza è legato al servizio dei poveri. Quando avremo imparato a cercare Dio e la sua volontà, allora i nostri rapporti con i poveri diventeranno un cammino di santificazione per noi e per gli altri.

      Amate pregare: lungo la giornata provate spesso il bisogno di pregare e sforzatevi di pregare. La preghiera dilata il cuore fino alla capacità di questo dono che Dio ci fa di se stesso. Chiedete e cercate, e il vostro cuore crescerà fino a poter accoglierlo e tenerlo in voi.

      Diventiamo un tralcio vero della vite di Gesù, un tralcio che porta frutto. A questo scopo, accogliamo Gesù nella nostra vita come piace a lui venire in essa:
come Verità, per essere detta,
come Vita, per essere vissuta,
come Luce, per essere accesa,
come Amore, per essere amato,
come Cammino, per essere seguito,
come Gioia, per essere donata,
come Pace, per essere sparsa,
come Sacrificio, per essere offerto,
tra i nostri parenti, i nostri prossimi e i nostri vicini.

martedì 16 maggio 2017



  

Martedì della V settimana di Pasqua

Santo(i) del giorno : S. Luigi Orione, sacerdote e fondatore (1872-1940) ,  B. Vladimir Ghika, principe, sac. e martire (1873-1954)
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Letture del giorno

Meditazione del giorno : Beato Columba Marmion
La sorgente della pace

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,27-31a.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.
Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me,
ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato».






   
Martedì della V settimana di Pasqua
Meditazione del giorno
Beato Columba Marmion (1958-1923), abate
L'unione a Dio in Cristo, dalle lettere dell'abate Marmion
La sorgente della pace
      Desidero fortemente che possiate acquistare la calma e la pace. Il miglior modo di conquistare questa calma è una rassegnazione assoluta alla santa volontà di Dio: lì è il luogo della pace... Sforzatevi di nulla desiderare, di non attaccarvi a nulla senza prima aver presentato a Dio il vostro cuore ed averlo posto nel sacro Cuore di Gesù, per volerlo in Lui e con Lui.

      Una delle principali ragioni per cui perdiamo la pace dell'anima è che desideriamo qualcosa, ci attacchiamo a qualche oggetto, senza sapere se Dio lo vuole o no; allora, quando un ostacolo si oppone ai nostri desideri, subentra un turbamento, usciamo dal conformarci alla santa Volontà e perdiamo la pace.

lunedì 15 maggio 2017

Preghiera del sacro manto in onore di San Giuseppe



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SAN GIUSEPPE
Patrono e Custode delle famiglie cristiane


SACRO MANTO IN ONORE DI SAN GIUSEPPE

 Si tratta di un particolare omaggio reso a San Giuseppe, per onorare la sua persona 
e per metterci sotto il manto della sua protezione.
Si consiglia di recitare queste Orazioni per trenta giorni consecutivi
dei trent'anni di vita vissuti da san Giuseppe in compagnia di Gesù Cristo.
Sono senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a San Giuseppe.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia.

3 Gloria alla SS. Trinità.
(ringraziandola di avere esaltato S. Giuseppe ad una dignità del tutto eccezionale.)

OFFERTA:

1. Eccomi, o gran Patriarca, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti l'amore che ti porto. Aiutami, S. Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto assistimi nell'ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l'eternità. Amen.

2. O glorioso Patriarca S. Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti presento con devozione i miei omaggi e incomincio a offrirti questa preziosa raccolta di preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell'antico Giuseppe, il quale fu una tua anticipata figura: non solamente, infatti, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi il Sole divino, ma ti rischiarò pure della sua dolce luce la mistica Luna, Maria. Deh!, glorioso Patriarca, se l'esempio di Giacobbe, che andò di persona a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell'Egitto, servì a trascinarvi anche i figli suoi, non varrà l'esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono di tutta la loro stima e di tutta la loro fiducia, a trarre me pure, per intessere in tuo onore questo manto prezioso? Deh!, o gran Santo, fa' che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l'antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa' che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, che vivono sereni sotto il manto del tuo patrocinio. Questo patrocinio io desidero averlo per ogni giorno della mia vita e nel momento dell'ultimo mio respiro. Amen.

ORAZIONI:

1. Salve, o glorioso S. Giuseppe, depositario dei tesori incomparabili dei Cielo e padre putativo di Colui che sostiene tutte le creature. Dopo Maria SS., tu sei il Santo più degno dei nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l'onore di allevare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato di vedere. S. Giuseppe, salva l'anima mia e ottienimi dalla misericordia divina la grazia che umilmente imploro. E per le Anime benedette del Purgatorio ottieni un grande sollievo nelle loro pene.

3 Gloria al Padre.

2. O potente S. Giuseppe, tu fosti dichiarato patrono universale della Chiesa, e io t'invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro S. Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l'orfano, l'abbandonato, l'afflitto, ogni sorta di sventurati; non c'è dolore, angustia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso. Degnati, quindi, di usare a mio favore i mezzi che Dio ha messo nelle tue mani, affinché io possa conseguire la grazia che ti domando. E voi, anime sante dei Purgatorio, supplicate S. Giuseppe per me.

3 Gloria al Padre.

3. A tante migliaia di persone che ti hanno pregato prima di me hai donato conforto e pace, grazie e favori. L'animo mio, mesto e addolorato, non trova riposo in mezzo alle angustie dalle quali è oppresso. Tu, o caro Santo, conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera. Tu sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Mi prostro al tuo cospetto e sospiro, o caro S. Giuseppe, sotto il grave peso che mi opprime. Nessun cuore umano mi è aperto, al quale possa confidare le mie pene; e, se pur dovessi trovare compassione presso qualche anima caritatevole, essa tuttavia non mi potrebbe aiutare. A te pertanto ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché S. Teresa ha detto e ha lasciato scritto nelle sue memorie: "Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa". Oh! S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore e pietà delle anime sante dei Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre orazioni.

3 Gloria al Padre.

4. O eccelso Santo, per la tua perfettissima obbedienza a Dio, abbi pietà di me.
 Per la tua santa vita piena di meriti, esaudiscimi.
Per il tuo carissimo Nome, aiutami.
Per il tuo clementissimo cuore, soccorrimi.
Per le tue sante lacrime, confortami.
Per i tuoi sette dolori, abbi compassione di me.
Per le tue sette allegrezze, consola il mio cuore.
Da ogni male dell'anima e dei corpo liberami.
Da ogni pericolo e disgrazia scampami.
Soccorrimi con la tua santa protezione e impetrami, nella tua misericordia e potenza, quello che mi è necessario e soprattutto la grazia di cui ho particolare bisogno. 
Alle anime care dei Purgatorio ottieni la pronta liberazione dalle loro pene.

3 Gloria al Padre.

5. O glorioso S. Giuseppe innumerevoli sono le grazi e i favori, Che tu ottieni per poveri afflitti. Ammalati d ogni genere, oppressi, calunniati, traditi, privati d'ogni umano conforto, miseri bisognosi di pane o di appoggio, implorano la tua regale protezione e vengono esauditi nelle loro domande. Deh! non permettere, o S. Giuseppe carissimo, che io abbia ad essere la sola, fra tante persone beneficate, che resti priva della grazia che ti ho domandato. Mostrati anche verso di me potente e generoso e io ti, ringrazierò benedicendoti in eterno, glorioso Patriarca San Giuseppe, mio grande protettore e particolare liberatore delle anime sante dei Purgatorio.

3 Gloria al Padre.

6. O eterno divin Padre, per i meriti di Gesù e di Maria, degnati accordarmi la grazia che imploro. A nome di Gesù e di Maria, mi prostro riverente alla tua divina presenza e ti prego devotamente perché voglia accettare la mia ferma decisione di perseverare nella schiera di coloro che vivono sotto il patrocinio di S. Giuseppe. Benedici quindi il prezioso manto, che io oggi dedico a lui quale pegno della mia devozione.

3 Gloria al Padre.

PIE SUPPLICHE
in ricordo della vita nascosta di. S. Giuseppe con Gesù e Maria

S. Giuseppe, prega Gesù che venga nell'anima mia e la santifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nel mio cuore e lo infiammi di carità.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia intelligenza e la illumini.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nella mia volontà e la fortifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei pensieri e li purifichi.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei affetti e li regoli.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nei miei desideri e li diriga.
S. Giuseppe, prega Gesù che venga nelle mie operazioni e le benedica.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il suo santo amore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù l'imitazione delle sue virtù.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la vera umiltà di spirito.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la mitezza di cuore.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la pace dell'anima.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il santo timore di Dio.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il desiderio della perfezione.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la dolcezza di carattere.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un cuore puro e caritatevole.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la grazia di sopportare con pazienza le sofferenze della vita.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la sapienza delle verità eterne.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza nell'operare il bene.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la fortezza nel sopportare le croci.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù il distacco dai beni di questa terra.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di camminare per la via stretta del cielo.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù di essere libero da ogni occasione di peccato
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù un santo desiderio del Paradiso.
S. Giuseppe, ottienimi da Gesù la perseveranza finale
S. Giuseppe, non mi allontanare da te.
S. Giuseppe, fa' che il mio cuore non cessi mai di amarti e la mia lingua di lodarti
S. Giuseppe, per l'amore che portasti a Gesù aiutami ad amarlo.
S. Giuseppe, degnati di accogliermi come tuo devoto.
S. Giuseppe, io mi dono a te: accettami e soccorrimi.
S. Giuseppe, non mi abbandonare nell'ora della morte.
Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l'anima mia. 

3 Gloria al Padre 

INVOCAZIONI A SAN GIUSEPPE 

I. Ricordati, o purissimo sposo di Maria, o caro mio protettore S. Giuseppe, che mai si udì aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io mi rivolgo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O S. Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

II. Glorioso S. Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa' che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell'anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l'affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

LITANIE A SAN GIUSEPPE

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo pietà
Signore, pietà Signore pietà
Cristo, ascoltaci Cristo ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo,Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Santa Maria prega per noi
S. Giuseppe prega per noi
Inclita prole di Davide prega per noi
Luce dei Patriarchi prega per noi
Sposo della Madre di Dio prega per noi
Custode purissimo della Vergine prega per noi
Tu che nutristi il Figlio di Dio prega per noi
Solerte difensore di Cristo prega per noi
Capo dell'Alma Famiglia prega per noi
O Giuseppe giustissimo prega per noi
O Giuseppe castissimo prega per noi
O Giuseppe prudentissimo prega per noi
O Giuseppe obbedientissimo prega per noi
O Giuseppe fedelissimo prega per noi
Specchio di pazienza prega per noi
Amante della povertà prega per noi
Esempio agli operai prega per noi
Decoro della vita domestica prega per noi
Custode dei vergini prega per noi
Sostegno delle famiglie prega per noi
Conforto dei sofferenti prega per noi
Speranza degli Infermi prega per noi
Patrono dei moribondi prega per noi
Terrore dei demoni prega per noi
Protettore della S. Chiesa prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello dì Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi

CHIUSURA DEL SACRO MANTO.

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell'anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto dei tuo patrocinio. lo fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l'anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità: consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. Rivolgi una parola per me a quell'amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti direttissimo sposo. Impetrami quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno dei tuo speciale patrocinio. Amen. 

- FINE DEL SACRO MANTO -
(ripetere tutte le preghiere della pagina per 30 giorni)

Anime del Purgatorio .

Cari amici Buongiorno e buon lunedì  nella Santa provvidenza di Dio anche in questo giorno .
Mi raccomando affidiamoci  a lui  e ricordiamoci sempre di pregare .
Oggi  vorrei  parlarvi e ricordarvi delle Sante Anime del Purgatorio , che  sono  anime  che  avendo ancora delle macchie nella loro anima, non possono ancora accedere  in Paradiso per contemplare il Santo Volto di Dio , pero essendosi  pentite  dei loro peccati e quindi essendo anime salvate, e non come le anime dell'inferno, Dio le ha mandate ad espiare le loro colpe in Purgatorio  e a seconda  della loro condotta  dovranno stare  da pochi giorni o mesi ho addittura anni  ho perfino  fino alla fine del mondo ad espiare le loro colpe  e purificare cosi la loro anima per poter accede in Paradiso dove c'è la beatitudine eterna nel contemplare il volto di Dio .

Purtroppo queste anime non possono più aiutarsi con le loro preghiere per espiare le loro colpe, pero con la loro preghiera possono ancora aiutare  noi viventi e noi possiamo  contraccambiare  pregando per loro e  facendo dire messe insuffraggio per queste anime per poterle al più presto liberarle , e sopratutto ricordiamoci come dice Madre Provvidenza  di non dimenticarci di quelle anime  che  sono negli strati più profondi del purgatorio e  delle povere anime che non anno più nessuno che preghi per loro e faccia suffragi a loro nome  .( Anche se c'è da dire che ogni messa che si celebra i sacerdoti sicuramente le donano anche a loro  )  . Detto questo quindi  ricordiamoci  di non crogiolarci finché siamo su questa terra troppo nei vizi e negli agii di questo mondo , ma cerchiamo di pregare per  la nostra anima , per noi e per il mondo intero e anche quando ci sentiamo stanchi e diciamo come a volte succede a me,  be pregherò domani , chiediamo scusa e preghiamo subito, ogni  giorno, anche se lavoriamo troviamo sempre un piccolo  spazio per Dio . Ne vale   della nostra vita futura , perché sappiamo bene che non resteremo  in eterno su questa terra, quindi lavoriamo finché Dio ce ne da la possibilità  su questa terra per la nostra futura vita in cielo .

Un abbraccio fraterno nel Signore .
Pierpaolo .

 
                                                             Madre Provvidenza al secolo Anna Maria ANDREANI. 





Una grande santa è salita al cielo.
Madre Provvidenza al secolo Anna Maria ANDREANI è nata il 19 Agosto 1933 a Cornale di Pradalunga (Bg) da genitori saggi e molto religiosi.

Fin dall’infanzia ha sentito forte la vocazione di donarsi al Signore per la salvezza delle anime. Da giovane ha lavorato nell’insegnamento, sia come educatrice presso la gioventù, sia come assistente delle operaie e impiegata nelle fabbriche. È stata direttrice in una colonia marina a Varazze e assistente in altre, dove educava gratuitamente i figli dei poveri. È stata mamma degli orfani nell’opera S. Vincenzo ed ha insegnato ai poliomielitici, mongoloidi e menomati psichici a Bergamo e a Varazze. Ha insegnato in due preventori antitubercolari a Selvino (Bg) e a Sovere (Bg), e curato da vicino i fanciulli malati.

Ha lavorato nell’Azione Cattolica Italiana come propagandista.

Durante la sua giovinezza cresceva sempre più forte in lei la vocazione di lasciare il mondo per ritirarsi in una clausura carmelitana a scrivere, per aiutare i fratelli a seguire Cristo sempre più da vicino.

Si è consacrata a Dio con i Santi Voti nel 1954 nella cattedrale di S. Ambrogio a Varazze (Sv), e più avanti si è fatta Carmelitana Secolare nel Santuario di Concesa di Trezzo d’Adda (MI). Le vie di Dio sono il più delle volte diverse da quelle degli uomini.

All’età di trent’anni, il 22 Febbraio 1964, si è offerta per la conversione di un Sacerdote. La notte seguente fu colpita da un glaucoma bilaterale, e perse totalmente la luce degli occhi.

Dopo diversi interventi chirurgici, senza esiti, ebbe la gioia, per mezzo di un Carmelitano, P. Francesco CELLERINO, di avere un incontro con Sua Santità il Papa Paolo VI, il 28 Maggio 1969. Esposta a Lui la propria vocazione di entrare nel Carmelo per la santificazione dei Sacerdoti, Lui le rispose: «Vai pellegrina per il mondo fino a quando incontrerai un Vescovo che ti accoglierà. Accogli tutti quei giovani che sono smarriti e sono alla ricerca di una luce».

«Santità - rispose Anna Maria – io sono non vedente».

E il Papa a lei: «Non temere: la Provvidenza ti accompagnerà».

Il suo Padre Spirituale di allora, P. Fernando D’URBANO, Camilliano, ora defunto, le disse: «Obbedisci al Papa. Fatti mettere su di un treno senza chiedere dove va, senza prendere né valigia né denaro, e senza la luce degli occhi. Credi che Dio ti accompagnerà. Non cercar nulla a nessuno, lascia che gli altri cerchino te».

Pensò allora alle parole del Vangelo: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la Sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali, e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa» (Lc 10, 2-5).

Salita sul treno le venne incontro subito la divina Provvidenza con un militare che le pagò il biglietto per Roma.

Da una mano all’altra, e da una città all’altra, sotto la guida del suo Padre Spirituale, che ogni tanto sentiva per telefono, viaggiò sette anni pellegrina, arricchendo così la sua vita di tanta esperienza, attraverso prove di ogni genere.

Durante quegli anni trovò anche il tempo di scrivere, seduta su qualche pietra, con gli occhi del Signore, a grandi caratteri, l’amore di Dio verso l’uomo e le varie risposte dell’uomo verso Dio.

Ricordava spesse volte alcuni fatti accaduti durante il suo lungo pellegrinaggio: una notte un barbone divise la sua pagnotta con lei, mentre era seduta sola su una panca, senza che lei vedesse il suo volto; la storia dolorosa di chi, pur avendo un posto, avrebbe potuto aiutarla, ma non lo fece.

Tanti episodi in tale cammino doloroso ebbe modo di valutare: per esempio, il povero che le dava un piatto di minestra; oppure, mentre trascorreva la notte sotto la rugiada dopo essersi rotta una gamba, ecco l’autista di un camion che la raccolse e la portò in un albergo, pagando tutto lui la sua permanenza.

Nei sette anni di pellegrinaggio in cerca della sua vocazione scoprì che Dio parla soprattutto attraverso l’umile, l’indigente, il solo, l’abbandonato, il disperato. Chi soffre è sempre colui che dona con cuore più sincero.

Dio le stava preparando la strada dura e faticosa delle Fondazioni.

Per mezzo della protezione e della guida di Sua Eminenza il Card. Giuseppe SIRI, ebbe la gioia di diventare Madre di più figli spirituali, accompagnata da un Sacerdote, anch’egli preparato da Dio sul suo cammino così solitario, ma pieno di luce.

Sua Eccellenza Mons. Giuseppe FRANCIOLINI, Vescovo di Cortona, in accordo con Sua Em.za il Card. SIRI, le diede l’abito religioso carmelitano. Durante quella cerimonia il Vescovo le disse che, come Fondatrice, si sarebbe chiamata anche col nome di Madre Provvidenza.

In venticinque anni di lavoro nella Chiesa e per la Chiesa abbiamo insieme preparato, con l’aiuto di Dio, 150 Sacerdoti che sono stati inviati in tutti i Continenti. Tali Sacerdoti non erano solo italiani, ma provenivano da tutti i Continenti. Abbiamo quindi fondato non solo in Italia, ma nelle varie parti del mondo: in India, Filippine, Samoa, Angola, Antille, Colombia, Ecuador, Vietnam, Birmania, Venezuela, Brasile, Argentina, ecc.

Le fondazioni missionarie sono state diverse, sia di vita attiva che di vita contemplativa. Lo spirito è soprattutto quello di vivere e comunicare una fede profonda.

La finalità principale è stata quella di aiutare i Sacerdoti in difficoltà e di occuparci della formazione di numerosi chierici con l’apertura di Seminari sia in Italia che all’estero. Comunque il Fondatore è sempre Dio: noi siamo stati solo i Suoi collaboratori.

Sua Em.za il Card. Giuseppe SIRI ha voluto che Madre Provvidenza si dedicasse, come una vera Madre, a tutte le necessità non solo spirituali di tali giovani, ma anche per quanto riguarda il vestiario, l’alimentazione e l’ordine generale. Le consigliò pure di pubblicare una rivista per gli associati laici: «Svegliarino», con il supplemento «Missionarium».

Scrivere e aiutare sono sempre stati un bisogno del suo spirito. Infatti, oltre alle proprie famiglie religiose, nel mondo si è costituita un’altra famiglia che si chiama «Figli di Madre Provvidenza».

La Madre ha sempre ricevuto molte lettere di persone in necessità e ha cercato di aiutarle con la preghiera e col consiglio.

Infatti sta scritto nel Vangelo: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (Mt 7,7).

Dopo tanto lavoro per la costruzione di numerosi edifici, sia pur in terra di missione, nonostante il suo stato di necessità, dopo tante sofferenze, si era ritirata a Cornale di Pradalunga in provincia di Bergamo nella sua casa natale, dove poté trovare un po’ di tempo anche per curarsi, perché negli anni di Fondazione viaggiò giorno e notte, dando alla Chiesa numerosi Sacerdoti e Suore.

Trovò finalmente il tempo per dettare alle Sorelle spirituali che la accompagnarono quello che sentì nel suo cuore per il bene dei fratelli, pur riservando per essi anche un po’ di tempo per incontrarli nei momenti difficili.

Questa, in breve, la sua storia che terminò il 16 Giugno dopo una terribile crisi respiratoria.

La Madre soffriva molto a causa di varie malattie. Da due anni però aveva anche un’asma persistente che non le dava tregua né giorno, né notte. Circa ogni due ore doveva ripetere l’aerosol per aver un po’ di respiro. È proprio stato a causa di quest’ultima malattia che si è interrotta la sua vita.

La crisi non è stata lunga. Infatti in poche ore ha concluso la sua esistenza. Tutto è cominciato nel pomeriggio del 15 giugno. Una crisi respiratoria acuta ci ha costretto a chiamare il medico che la curava, il quale, visto il caso urgente, ha fatto applicare subito l’ossigeno, chiamando contemporaneamente l’ambulanza perché venisse trasferita in ospedale. Erano circa le ore 19. Dopo diverse visite e controlli medici, radiografie e analisi del sangue, al Pronto Soccorso tentarono di farla migliorare con una iniezione di cortisone, ma purtroppo il suo corpo non reagì più a tale forte medicina, anzi le fece salire la glicemia di colpo da 140 a 400, e il respiro divenne sempre più affannoso.

Dopo sei ore dal ricovero nell’ospedale di Alzano (BG), nonostante l’ossigeno il suo cuore cessò di battere. Erano le ore 0,35 di Domenica 16 giugno. Le sue malattie erano troppe per riuscir a vivere ancora a lungo. Il suo calvario era ormai stato completato. Da diversi giorni continuava a dire: «Io sto molto male; sappiate che io sto molto male e non so quanto durerò ancora».

Madre Provvidenza era un’anima mistica ed ha vissuto la Passione di Gesù al completo in tutte le sue membra. Infatti (ora lo posso dire) spesse volte Gesù le diceva: «Tu dovrai soffrire tutti i dolori della Mia Passione». Molte volte pronunciava le seguenti parole: «Quando io nacqui mi disse una voce: tu sei nata a portar la Mia croce».

Ora abbiamo una grande santa in Paradiso, anche se la sua scomparsa ha lasciato un incolmabile vuoto.

I funerali si sono svolti mercoledì 19 giugno alle ore 16, 30. Centinaia di persone hanno partecipato e sessanta Sacerdoti hanno concelebrato. Moltissime persone sono venute anche da fuori e da molto lontano.

Da oggi, purtroppo ci tocca un compito molto difficile: continuare l’opera intrapresa dalla Madre a sostegno e beneficio di tutte quelle persone che lei spesso incontrava e consigliava. Tutti quelli che l’avevano conosciuta piangevano perché sapevano d’aver perso una vera amica, una confidente e un’infallibile consigliera. La Madre ha aiutato migliaia di persone. Ora siamo sicuri le aiuterà dal Cielo.

P. Luigi Duilio Graziotti
Fondatore 



Dal diario di Madre Provvidenza,
scomparsa  in concetto di santità.
Una notte mi sentii svegliare con un tocco sulla mano destra. Chiesi chi fosse. Così mi venne risposto: <>. Quando mi disse il nome mi ricordai che la conobbi davvero. Era una donna venuta da me anni or sono a chiedere consigli. Vi confesso che ero sveglia e non dormivo. Le chiesi allora: <>.




Mi disse inoltre che pregare per le anime abbandonate significa ottenere grazie da Dio, perché loro recitano preghiere per chi cerca di suffragarle e di liberarle dai loro tormenti.La assicurai che avrei pregato per lei. Soggiunse che si chiamava Antonietta e che nel suo girone c'erano tante anime abbandonate senza parenti e amici che pregassero per loro. Dico la verità che io cominciai a tremare, soprattutto perché non la vedevo. Lei infatti mi disse: <>.

Mi sono decisa di scrivere quanto sopra per ricordare che, invece di trascorrere giorni nell'ozio e nei divertimenti, vi ricordiate di chi tanto soffre nell'aldilà, proprio dove ci sarà un posto anche per noi, perché se qualche mancanza l' hanno fatta anche i Santi, tanto più

Una grande santa è salita al cielo.
Madre Provvidenza al secolo Anna Maria ANDREANI è nata il 19 Agosto 1933 a Cornale di Pradalunga (Bg) da genitori saggi e molto religiosi.

Fin dall’infanzia ha sentito forte la vocazione di donarsi al Signore per la salvezza delle anime. Da giovane ha lavorato nell’insegnamento, sia come educatrice presso la gioventù, sia come assistente delle operaie e impiegata nelle fabbriche. È stata direttrice in una colonia marina a Varazze e assistente in altre, dove educava gratuitamente i figli dei poveri. È stata mamma degli orfani nell’opera S. Vincenzo ed ha insegnato ai poliomielitici, mongoloidi e menomati psichici a Bergamo e a Varazze. Ha insegnato in due preventori antitubercolari a Selvino (Bg) e a Sovere (Bg), e curato da vicino i fanciulli malati.

Ha lavorato nell’Azione Cattolica Italiana come propagandista.

Durante la sua giovinezza cresceva sempre più forte in lei la vocazione di lasciare il mondo per ritirarsi in una clausura carmelitana a scrivere, per aiutare i fratelli a seguire Cristo sempre più da vicino.

Si è consacrata a Dio con i Santi Voti nel 1954 nella cattedrale di S. Ambrogio a Varazze (Sv), e più avanti si è fatta Carmelitana Secolare nel Santuario di Concesa di Trezzo d’Adda (MI). Le vie di Dio sono il più delle volte diverse da quelle degli uomini.

All’età di trent’anni, il 22 Febbraio 1964, si è offerta per la conversione di un Sacerdote. La notte seguente fu colpita da un glaucoma bilaterale, e perse totalmente la luce degli occhi.

Dopo diversi interventi chirurgici, senza esiti, ebbe la gioia, per mezzo di un Carmelitano, P. Francesco CELLERINO, di avere un incontro con Sua Santità il Papa Paolo VI, il 28 Maggio 1969. Esposta a Lui la propria vocazione di entrare nel Carmelo per la santificazione dei Sacerdoti, Lui le rispose: «Vai pellegrina per il mondo fino a quando incontrerai un Vescovo che ti accoglierà. Accogli tutti quei giovani che sono smarriti e sono alla ricerca di una luce».

«Santità - rispose Anna Maria – io sono non vedente».

E il Papa a lei: «Non temere: la Provvidenza ti accompagnerà».

Il suo Padre Spirituale di allora, P. Fernando D’URBANO, Camilliano, ora defunto, le disse: «Obbedisci al Papa. Fatti mettere su di un treno senza chiedere dove va, senza prendere né valigia né denaro, e senza la luce degli occhi. Credi che Dio ti accompagnerà. Non cercar nulla a nessuno, lascia che gli altri cerchino te».

Pensò allora alle parole del Vangelo: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la Sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali, e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa» (Lc 10, 2-5).

Salita sul treno le venne incontro subito la divina Provvidenza con un militare che le pagò il biglietto per Roma.

Da una mano all’altra, e da una città all’altra, sotto la guida del suo Padre Spirituale, che ogni tanto sentiva per telefono, viaggiò sette anni pellegrina, arricchendo così la sua vita di tanta esperienza, attraverso prove di ogni genere.

Durante quegli anni trovò anche il tempo di scrivere, seduta su qualche pietra, con gli occhi del Signore, a grandi caratteri, l’amore di Dio verso l’uomo e le varie risposte dell’uomo verso Dio.

Ricordava spesse volte alcuni fatti accaduti durante il suo lungo pellegrinaggio: una notte un barbone divise la sua pagnotta con lei, mentre era seduta sola su una panca, senza che lei vedesse il suo volto; la storia dolorosa di chi, pur avendo un posto, avrebbe potuto aiutarla, ma non lo fece.

Tanti episodi in tale cammino doloroso ebbe modo di valutare: per esempio, il povero che le dava un piatto di minestra; oppure, mentre trascorreva la notte sotto la rugiada dopo essersi rotta una gamba, ecco l’autista di un camion che la raccolse e la portò in un albergo, pagando tutto lui la sua permanenza.

Nei sette anni di pellegrinaggio in cerca della sua vocazione scoprì che Dio parla soprattutto attraverso l’umile, l’indigente, il solo, l’abbandonato, il disperato. Chi soffre è sempre colui che dona con cuore più sincero.

Dio le stava preparando la strada dura e faticosa delle Fondazioni.

Per mezzo della protezione e della guida di Sua Eminenza il Card. Giuseppe SIRI, ebbe la gioia di diventare Madre di più figli spirituali, accompagnata da un Sacerdote, anch’egli preparato da Dio sul suo cammino così solitario, ma pieno di luce.

Sua Eccellenza Mons. Giuseppe FRANCIOLINI, Vescovo di Cortona, in accordo con Sua Em.za il Card. SIRI, le diede l’abito religioso carmelitano. Durante quella cerimonia il Vescovo le disse che, come Fondatrice, si sarebbe chiamata anche col nome di Madre Provvidenza.

In venticinque anni di lavoro nella Chiesa e per la Chiesa abbiamo insieme preparato, con l’aiuto di Dio, 150 Sacerdoti che sono stati inviati in tutti i Continenti. Tali Sacerdoti non erano solo italiani, ma provenivano da tutti i Continenti. Abbiamo quindi fondato non solo in Italia, ma nelle varie parti del mondo: in India, Filippine, Samoa, Angola, Antille, Colombia, Ecuador, Vietnam, Birmania, Venezuela, Brasile, Argentina, ecc.

Le fondazioni missionarie sono state diverse, sia di vita attiva che di vita contemplativa. Lo spirito è soprattutto quello di vivere e comunicare una fede profonda.

La finalità principale è stata quella di aiutare i Sacerdoti in difficoltà e di occuparci della formazione di numerosi chierici con l’apertura di Seminari sia in Italia che all’estero. Comunque il Fondatore è sempre Dio: noi siamo stati solo i Suoi collaboratori.

Sua Em.za il Card. Giuseppe SIRI ha voluto che Madre Provvidenza si dedicasse, come una vera Madre, a tutte le necessità non solo spirituali di tali giovani, ma anche per quanto riguarda il vestiario, l’alimentazione e l’ordine generale. Le consigliò pure di pubblicare una rivista per gli associati laici: «Svegliarino», con il supplemento «Missionarium».

Scrivere e aiutare sono sempre stati un bisogno del suo spirito. Infatti, oltre alle proprie famiglie religiose, nel mondo si è costituita un’altra famiglia che si chiama «Figli di Madre Provvidenza».

La Madre ha sempre ricevuto molte lettere di persone in necessità e ha cercato di aiutarle con la preghiera e col consiglio.

Infatti sta scritto nel Vangelo: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (Mt 7,7).

Dopo tanto lavoro per la costruzione di numerosi edifici, sia pur in terra di missione, nonostante il suo stato di necessità, dopo tante sofferenze, si era ritirata a Cornale di Pradalunga in provincia di Bergamo nella sua casa natale, dove poté trovare un po’ di tempo anche per curarsi, perché negli anni di Fondazione viaggiò giorno e notte, dando alla Chiesa numerosi Sacerdoti e Suore.

Trovò finalmente il tempo per dettare alle Sorelle spirituali che la accompagnarono quello che sentì nel suo cuore per il bene dei fratelli, pur riservando per essi anche un po’ di tempo per incontrarli nei momenti difficili.

Questa, in breve, la sua storia che terminò il 16 Giugno dopo una terribile crisi respiratoria.

La Madre soffriva molto a causa di varie malattie. Da due anni però aveva anche un’asma persistente che non le dava tregua né giorno, né notte. Circa ogni due ore doveva ripetere l’aerosol per aver un po’ di respiro. È proprio stato a causa di quest’ultima malattia che si è interrotta la sua vita.

La crisi non è stata lunga. Infatti in poche ore ha concluso la sua esistenza. Tutto è cominciato nel pomeriggio del 15 giugno. Una crisi respiratoria acuta ci ha costretto a chiamare il medico che la curava, il quale, visto il caso urgente, ha fatto applicare subito l’ossigeno, chiamando contemporaneamente l’ambulanza perché venisse trasferita in ospedale. Erano circa le ore 19. Dopo diverse visite e controlli medici, radiografie e analisi del sangue, al Pronto Soccorso tentarono di farla migliorare con una iniezione di cortisone, ma purtroppo il suo corpo non reagì più a tale forte medicina, anzi le fece salire la glicemia di colpo da 140 a 400, e il respiro divenne sempre più affannoso.

Dopo sei ore dal ricovero nell’ospedale di Alzano (BG), nonostante l’ossigeno il suo cuore cessò di battere. Erano le ore 0,35 di Domenica 16 giugno. Le sue malattie erano troppe per riuscir a vivere ancora a lungo. Il suo calvario era ormai stato completato. Da diversi giorni continuava a dire: «Io sto molto male; sappiate che io sto molto male e non so quanto durerò ancora».

Madre Provvidenza era un’anima mistica ed ha vissuto la Passione di Gesù al completo in tutte le sue membra. Infatti (ora lo posso dire) spesse volte Gesù le diceva: «Tu dovrai soffrire tutti i dolori della Mia Passione». Molte volte pronunciava le seguenti parole: «Quando io nacqui mi disse una voce: tu sei nata a portar la Mia croce».

Ora abbiamo una grande santa in Paradiso, anche se la sua scomparsa ha lasciato un incolmabile vuoto.

I funerali si sono svolti mercoledì 19 giugno alle ore 16, 30. Centinaia di persone hanno partecipato e sessanta Sacerdoti hanno concelebrato. Moltissime persone sono venute anche da fuori e da molto lontano.

Da oggi, purtroppo ci tocca un compito molto difficile: continuare l’opera intrapresa dalla Madre a sostegno e beneficio di tutte quelle persone che lei spesso incontrava e consigliava. Tutti quelli che l’avevano conosciuta piangevano perché sapevano d’aver perso una vera amica, una confidente e un’infallibile consigliera. La Madre ha aiutato migliaia di persone. Ora siamo sicuri le aiuterà dal Cielo.

P. Luigi Duilio Graziotti
Fondatore 



Dal diario di Madre Provvidenza,
scomparsa  in concetto di santità.
Una notte mi sentii svegliare con un tocco sulla mano destra. Chiesi chi fosse. Così mi venne risposto: <>. Quando mi disse il nome mi ricordai che la conobbi davvero. Era una donna venuta da me anni or sono a chiedere consigli. Vi confesso che ero sveglia e non dormivo. Le chiesi allora: <>.


<>.
<>.
<>.
Mi disse inoltre che pregare per le anime abbandonate significa ottenere grazie da Dio, perché loro recitano preghiere per chi cerca di suffragarle e di liberarle dai loro tormenti.La assicurai che avrei pregato per lei. Soggiunse che si chiamava Antonietta e che nel suo girone c'erano tante anime abbandonate senza parenti e amici che pregassero per loro. Dico la verità che io cominciai a tremare, soprattutto perché non la vedevo. Lei infatti mi disse: <>.

Mi sono decisa di scrivere quanto sopra per ricordare che, invece di trascorrere giorni nell'ozio e nei divertimenti, vi ricordiate di chi tanto soffre nell'aldilà, proprio dove ci sarà un posto anche per noi, perché se qualche mancanza l' hanno fatta anche i Santi, tanto più noi.

Una grande santa è salita al cielo.
Madre Provvidenza al secolo Anna Maria ANDREANI è nata il 19 Agosto 1933 a Cornale di Pradalunga (Bg) da genitori saggi e molto religiosi.

Fin dall’infanzia ha sentito forte la vocazione di donarsi al Signore per la salvezza delle anime. Da giovane ha lavorato nell’insegnamento, sia come educatrice presso la gioventù, sia come assistente delle operaie e impiegata nelle fabbriche. È stata direttrice in una colonia marina a Varazze e assistente in altre, dove educava gratuitamente i figli dei poveri. È stata mamma degli orfani nell’opera S. Vincenzo ed ha insegnato ai poliomielitici, mongoloidi e menomati psichici a Bergamo e a Varazze. Ha insegnato in due preventori antitubercolari a Selvino (Bg) e a Sovere (Bg), e curato da vicino i fanciulli malati.

Ha lavorato nell’Azione Cattolica Italiana come propagandista.

Durante la sua giovinezza cresceva sempre più forte in lei la vocazione di lasciare il mondo per ritirarsi in una clausura carmelitana a scrivere, per aiutare i fratelli a seguire Cristo sempre più da vicino.

Si è consacrata a Dio con i Santi Voti nel 1954 nella cattedrale di S. Ambrogio a Varazze (Sv), e più avanti si è fatta Carmelitana Secolare nel Santuario di Concesa di Trezzo d’Adda (MI). Le vie di Dio sono il più delle volte diverse da quelle degli uomini.

All’età di trent’anni, il 22 Febbraio 1964, si è offerta per la conversione di un Sacerdote. La notte seguente fu colpita da un glaucoma bilaterale, e perse totalmente la luce degli occhi.

Dopo diversi interventi chirurgici, senza esiti, ebbe la gioia, per mezzo di un Carmelitano, P. Francesco CELLERINO, di avere un incontro con Sua Santità il Papa Paolo VI, il 28 Maggio 1969. Esposta a Lui la propria vocazione di entrare nel Carmelo per la santificazione dei Sacerdoti, Lui le rispose: «Vai pellegrina per il mondo fino a quando incontrerai un Vescovo che ti accoglierà. Accogli tutti quei giovani che sono smarriti e sono alla ricerca di una luce».

«Santità - rispose Anna Maria – io sono non vedente».

E il Papa a lei: «Non temere: la Provvidenza ti accompagnerà».

Il suo Padre Spirituale di allora, P. Fernando D’URBANO, Camilliano, ora defunto, le disse: «Obbedisci al Papa. Fatti mettere su di un treno senza chiedere dove va, senza prendere né valigia né denaro, e senza la luce degli occhi. Credi che Dio ti accompagnerà. Non cercar nulla a nessuno, lascia che gli altri cerchino te».

Pensò allora alle parole del Vangelo: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la Sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali, e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa» (Lc 10, 2-5).

Salita sul treno le venne incontro subito la divina Provvidenza con un militare che le pagò il biglietto per Roma.

Da una mano all’altra, e da una città all’altra, sotto la guida del suo Padre Spirituale, che ogni tanto sentiva per telefono, viaggiò sette anni pellegrina, arricchendo così la sua vita di tanta esperienza, attraverso prove di ogni genere.

Durante quegli anni trovò anche il tempo di scrivere, seduta su qualche pietra, con gli occhi del Signore, a grandi caratteri, l’amore di Dio verso l’uomo e le varie risposte dell’uomo verso Dio.

Ricordava spesse volte alcuni fatti accaduti durante il suo lungo pellegrinaggio: una notte un barbone divise la sua pagnotta con lei, mentre era seduta sola su una panca, senza che lei vedesse il suo volto; la storia dolorosa di chi, pur avendo un posto, avrebbe potuto aiutarla, ma non lo fece.

Tanti episodi in tale cammino doloroso ebbe modo di valutare: per esempio, il povero che le dava un piatto di minestra; oppure, mentre trascorreva la notte sotto la rugiada dopo essersi rotta una gamba, ecco l’autista di un camion che la raccolse e la portò in un albergo, pagando tutto lui la sua permanenza.

Nei sette anni di pellegrinaggio in cerca della sua vocazione scoprì che Dio parla soprattutto attraverso l’umile, l’indigente, il solo, l’abbandonato, il disperato. Chi soffre è sempre colui che dona con cuore più sincero.

Dio le stava preparando la strada dura e faticosa delle Fondazioni.

Per mezzo della protezione e della guida di Sua Eminenza il Card. Giuseppe SIRI, ebbe la gioia di diventare Madre di più figli spirituali, accompagnata da un Sacerdote, anch’egli preparato da Dio sul suo cammino così solitario, ma pieno di luce.

Sua Eccellenza Mons. Giuseppe FRANCIOLINI, Vescovo di Cortona, in accordo con Sua Em.za il Card. SIRI, le diede l’abito religioso carmelitano. Durante quella cerimonia il Vescovo le disse che, come Fondatrice, si sarebbe chiamata anche col nome di Madre Provvidenza.

In venticinque anni di lavoro nella Chiesa e per la Chiesa abbiamo insieme preparato, con l’aiuto di Dio, 150 Sacerdoti che sono stati inviati in tutti i Continenti. Tali Sacerdoti non erano solo italiani, ma provenivano da tutti i Continenti. Abbiamo quindi fondato non solo in Italia, ma nelle varie parti del mondo: in India, Filippine, Samoa, Angola, Antille, Colombia, Ecuador, Vietnam, Birmania, Venezuela, Brasile, Argentina, ecc.

Le fondazioni missionarie sono state diverse, sia di vita attiva che di vita contemplativa. Lo spirito è soprattutto quello di vivere e comunicare una fede profonda.

La finalità principale è stata quella di aiutare i Sacerdoti in difficoltà e di occuparci della formazione di numerosi chierici con l’apertura di Seminari sia in Italia che all’estero. Comunque il Fondatore è sempre Dio: noi siamo stati solo i Suoi collaboratori.

Sua Em.za il Card. Giuseppe SIRI ha voluto che Madre Provvidenza si dedicasse, come una vera Madre, a tutte le necessità non solo spirituali di tali giovani, ma anche per quanto riguarda il vestiario, l’alimentazione e l’ordine generale. Le consigliò pure di pubblicare una rivista per gli associati laici: «Svegliarino», con il supplemento «Missionarium».

Scrivere e aiutare sono sempre stati un bisogno del suo spirito. Infatti, oltre alle proprie famiglie religiose, nel mondo si è costituita un’altra famiglia che si chiama «Figli di Madre Provvidenza».

La Madre ha sempre ricevuto molte lettere di persone in necessità e ha cercato di aiutarle con la preghiera e col consiglio.

Infatti sta scritto nel Vangelo: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (Mt 7,7).

Dopo tanto lavoro per la costruzione di numerosi edifici, sia pur in terra di missione, nonostante il suo stato di necessità, dopo tante sofferenze, si era ritirata a Cornale di Pradalunga in provincia di Bergamo nella sua casa natale, dove poté trovare un po’ di tempo anche per curarsi, perché negli anni di Fondazione viaggiò giorno e notte, dando alla Chiesa numerosi Sacerdoti e Suore.

Trovò finalmente il tempo per dettare alle Sorelle spirituali che la accompagnarono quello che sentì nel suo cuore per il bene dei fratelli, pur riservando per essi anche un po’ di tempo per incontrarli nei momenti difficili.

Questa, in breve, la sua storia che terminò il 16 Giugno dopo una terribile crisi respiratoria.

La Madre soffriva molto a causa di varie malattie. Da due anni però aveva anche un’asma persistente che non le dava tregua né giorno, né notte. Circa ogni due ore doveva ripetere l’aerosol per aver un po’ di respiro. È proprio stato a causa di quest’ultima malattia che si è interrotta la sua vita.

La crisi non è stata lunga. Infatti in poche ore ha concluso la sua esistenza. Tutto è cominciato nel pomeriggio del 15 giugno. Una crisi respiratoria acuta ci ha costretto a chiamare il medico che la curava, il quale, visto il caso urgente, ha fatto applicare subito l’ossigeno, chiamando contemporaneamente l’ambulanza perché venisse trasferita in ospedale. Erano circa le ore 19. Dopo diverse visite e controlli medici, radiografie e analisi del sangue, al Pronto Soccorso tentarono di farla migliorare con una iniezione di cortisone, ma purtroppo il suo corpo non reagì più a tale forte medicina, anzi le fece salire la glicemia di colpo da 140 a 400, e il respiro divenne sempre più affannoso.

Dopo sei ore dal ricovero nell’ospedale di Alzano (BG), nonostante l’ossigeno il suo cuore cessò di battere. Erano le ore 0,35 di Domenica 16 giugno. Le sue malattie erano troppe per riuscir a vivere ancora a lungo. Il suo calvario era ormai stato completato. Da diversi giorni continuava a dire: «Io sto molto male; sappiate che io sto molto male e non so quanto durerò ancora».

Madre Provvidenza era un’anima mistica ed ha vissuto la Passione di Gesù al completo in tutte le sue membra. Infatti (ora lo posso dire) spesse volte Gesù le diceva: «Tu dovrai soffrire tutti i dolori della Mia Passione». Molte volte pronunciava le seguenti parole: «Quando io nacqui mi disse una voce: tu sei nata a portar la Mia croce».

Ora abbiamo una grande santa in Paradiso, anche se la sua scomparsa ha lasciato un incolmabile vuoto.

I funerali si sono svolti mercoledì 19 giugno alle ore 16, 30. Centinaia di persone hanno partecipato e sessanta Sacerdoti hanno concelebrato. Moltissime persone sono venute anche da fuori e da molto lontano.

Da oggi, purtroppo ci tocca un compito molto difficile: continuare l’opera intrapresa dalla Madre a sostegno e beneficio di tutte quelle persone che lei spesso incontrava e consigliava. Tutti quelli che l’avevano conosciuta piangevano perché sapevano d’aver perso una vera amica, una confidente e un’infallibile consigliera. La Madre ha aiutato migliaia di persone. Ora siamo sicuri le aiuterà dal Cielo.

P. Luigi Duilio Graziotti
Fondatore 



Dal diario di Madre Provvidenza,
scomparsa  in concetto di santità.
Una notte mi sentii svegliare con un tocco sulla mano destra. Chiesi chi fosse. Così mi venne risposto: <>. Quando mi disse il nome mi ricordai che la conobbi davvero. Era una donna venuta da me anni or sono a chiedere consigli. Vi confesso che ero sveglia e non dormivo. Le chiesi allora: .





Mi disse inoltre che pregare per le anime abbandonate significa ottenere grazie da Dio, perché loro recitano preghiere per chi cerca di suffragarle e di liberarle dai loro tormenti.La assicurai che avrei pregato per lei. Soggiunse che si chiamava Antonietta e che nel suo girone c'erano tante anime abbandonate senza parenti e amici che pregassero per loro. Dico la verità che io cominciai a tremare, soprattutto perché non la vedevo. Lei infatti mi disse: <>.

Mi sono decisa di scrivere quanto sopra per ricordare che, invece di trascorrere giorni nell'ozio e nei divertimenti, vi ricordiate di chi tanto soffre nell'aldilà, proprio dove ci sarà un posto anche per noi, perché se qualche mancanza l' hanno fatta anche i Santi, tanto più noi.
L'eterno riposo dona loro, o Signore. Risplenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen
<>.

domenica 14 maggio 2017

Vangelo del giorno






  

V Domenica di Pasqua

Santo(i) del giorno : S. Mattia, apostolo e martire (festa),  S. Maria Domenica Mazzarello, cofondatrice (1837-1881)
image Per saperne di più sui Santi del giorno...

Letture del giorno

Meditazione del giorno : San Bernardo
« Del luogo dove io vado, voi conoscete la via »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,1-12.In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;
quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.
E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre».


  
V Domenica di Pasqua
Meditazione del giorno
San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Trattato sui gradi dell'umiltà e della superbia, cap. 1-2
« Del luogo dove io vado, voi conoscete la via »
      « Io sono la via, la verità e la vita. » La via, è l'umiltà, che conduce alla verità. L'umiltà, è la fatica; la verità è il frutto della fatica. Dirai: Donde posso sapere che egli parla dell'umiltà, dato che dice semplicemente: « Sono la via »? Lui in persona ti risponde quando aggiunge: « Imparate da me, che sono mite e umile di cuore » (Mt 11,29). Propone quindi se stesso come modello di umiltà e di mitezza. Se lo imiterai, non camminerai nelle tenebre ma avrai la luce della vita (Gv 8,12). Cos'è la luce della vita se non la verità? Essa illumina ogni uomo che viene nel mondo (Gv 1,19); essa gli indica la vera via...

      Vedo la via, cioè l'umiltà; desidero il frutto, cioè la verità. Cosa però devo fare se la via è troppo difficile perché io possa giungere alla meta che desidero? Ascolta la sua risposta: « Sono la via, cioè il viatico che ti sosterrà lungo la strada. » A coloro che deviano e non conoscono la strada, egli grida: « Sono io la via »; a coloro che dubitano e non credono: « Sono io la verità »; a coloro che stanno già salendo ma si affaticano: « Sono io la vita ». Ascoltate ancora: « Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose - questa segreta verità - ai dotti e ai sapienti, cioè ai superbi, e le hai rivelate ai piccoli, cioè agli umili » (Lc 10,21)...

      Ascoltate la verità dire a coloro che la cercano: « Avvicinatevi a me, voi che mi desirate, e saziatevi dei miei prodotti » (Sir 24,18), e ancora: « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò » (Mt 11,28). Venite, dice. Dove? A me, la verità. Per dove? Per la via dell'umiltà.