domenica 1 febbraio 2015
Medjugorje tutti i giorni: Perché l'Angelo custode non ci difende dagli attac...
Medjugorje tutti i giorni: Perché l'Angelo custode non ci difende dagli attac...: Don Amorth: L'Angelo custode ci suggerisce come superare gli assalti del maligno, altroché; e se noi ubbidiamo all'Angelo custo...
giovedì 29 gennaio 2015
Vangelo del giorno
Giovedì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Lettera agli Ebrei 10,19-25.
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù,
per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne;
avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio,
accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso.
Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone,
senza disertare le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina.
Salmi 24(23),1-2.3-4ab.5-6.
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondata sui mari,
e sui fiumi l'ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna.
Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,21-25.
Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere?
Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.
Se uno ha orecchi per intendere, intenda!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più.
Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
Giovedì della III settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
Qualcosa di bello per Dio
“Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi”
Cristo non si vede, non possiamo mostrargli il nostro amore; al contrario, i nostri prossimi li vediamo e possiamo fare a loro quello che ci piacerebbe fare a Cristo, se lo vedessimo.
Oggi è Cristo stesso presente in coloro di cui non abbiamo bisogno, che non prendiamo a lavorare, non curiamo, che hanno fame, sono nudi, non hanno casa. Allo Stato e alla società appaiono inutili; nessuno ha tempo da dedicare a loro. Sta a noi, cristiani, voi ed io, degni dell’amore di Cristo se il nostro amore è vero, sta a noi cercarli, aiutarli; sono là perché noi andiamo a cercarli.
Lavorare per lavorare, è questo il pericolo che sempre ci minaccia. Ma il rispetto, l’amore e la devozione intervengono per spingerci a indirizzare a Dio e a Cristo il nostro lavoro. Ecco perché cerchiamo di farlo nel modo più bello possibile.
domenica 25 gennaio 2015
MESSAGGIO DATO ALLA VEGGENTE MARIJA: Medjugorie
MESSAGGIO DATO ALLA VEGGENTE MARIJA:
"Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio ne la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli,
iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
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"Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio ne la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli,
iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
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Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta
III DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO
Rivelazione di Gesù a Maria
Valtorta
Domenica 25
gennaio 2015
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco
1,14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella
Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il Regno
di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo». Passando lungo il mare
della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le
reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò
diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, Lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo
fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro
padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, Lo seguirono.
Corrispondenza nell’“Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria
Valtorta
Volume 1
Capitolo 49 pagina 303
Gesù viene avanti per una piccola stradetta, un sentiero
fra due campi. È solo. Giovanni procede verso di Lui da tutt’altro viottolo fra
i campi, e Lo raggiunse alfine, passando per un vano fra la siepe. Giovanni,
tanto nella visione di ieri come oggi, è tutt’affatto giovanetto. Un volto roseo
e imberbe di uomo appena fatto, e biondo per giunta. Perciò non un segno di
barba o di baffi, ma solo il rosato delle guance lisce e delle labbra rosse e la
luce ridente del suo bel sorriso e dello sguardo puro, non tanto per il suo
colore di turchese cupa, quanto per la limpidità dell’anima vergine che vi
traspare. I capelli biondo castani e soffici, ondeggiano nel passo veloce quasi
quanto una corsa. Chiama, quando sta per passare la siepe:
“Maestro!”.
Gesù si arresta e si volge con un sorriso.
“Maestro, Ti ho tanto desiderato! Mi hanno detto, nella
casa dove stai che eri venuto verso la campagna... Ma non dove. E temevo di non
vederti”. Giovanni parla lievemente curvo per il rispetto. Eppure è pieno di
confidente affetto nella sua attitudine e nello sguardo che, stando col capo
lievemente piegato sulla spalla, eleva verso Gesù.
“Ho visto che mi cercavi e sono venuto verso di te”.
“Mi hai visto? Dove eri,
Maestro?”.
“Là ero”.
E Gesù accenna ad un ciuffo d’alberi lontani che, per la
tinta della chioma, direi ulivi.
“Là ero. Pregavo e pensavo a quanto dirò questa sera
nella sinagoga. Ma ho lasciato subito non appena ti ho visto”.
“Ma come hai fatto a vedermi se io appena vedo quel
luogo, nascosto come è dietro quel ciglio?”.
“Eppure lo vedi? Ti sono venuto incontro perché ti ho
visto. Ciò che non fa l’occhio, fa l’amore”.
“Sì, fa l’amore. Mi ami dunque,
Maestro?”.
“E tu mi ami, Giovanni, figlio di
Zebedeo?”.
“Tanto, Maestro. Mi pare di averti sempre amato. Prima
di averti conosciuto, prima ancora, l’anima mia ti cercava, e quando Ti ho visto
essa mi ha detto: ‘Ecco Quello che cerchi’. Io credo che Ti ho incontrato perché
la mia anima ti ha sentito”.
“Tu lo dici, Giovanni, e dici giusto. Io pure ti sono
venuto incontro perché l’anima mia ti ha sentito. Per quanto mi
amerai?”.
“Per sempre, Maestro. Non voglio amare più altri che Tu
non sia”.
“Hai padre, madre, fratelli e sorelle, hai la vita, e
con la vita la donna e l’amore. Come farai a lasciare tutto per
Me?”.
“Maestro... non so... ma mi pare, se non è superbia
dirlo, che la tua predilezione mi terrà posto di padre, madre e fratelli e
sorelle e anche della donna. Di tutto, sì, di tutto mi terrò sazio se Tu mi
amerai”.
“E quel giorno che Io avessi a morire..”.
“No!, sei giovane, Maestro... Perché morire?”.
“Perché il Messia è venuto per predicare la Legge nella
sua verità e per compier la Redenzione. E il mondo aborre la Legge né vuole la
Redenzione. Perciò perseguita i messi di Dio”.
“Oh! ciò non sia! Non lo dire a chi Ti ama, questo
pronostico di morte!... Ma se Tu avessi a morire, amerò ancora Te. Lascia che io
Ti ami”.
Giovanni ha lo sguardo supplice. Più chinato che mai,
cammina a fianco a Gesù e pare che mendichi amore. Gesù si ferma. Lo guarda, lo
trapana collo sguardo del suo occhio profondo, e poi gli pone la mano sul capo
chino.
“Voglio che tu mi ami”.
“Oh! Maestro!”. Giovanni è felice. Per quanto la sua
pupilla sia lucida di pianto, ride con la bocca ben disegnata, e prende la mano
divina e la bacia sul dorso e se la stringe al cuore. Riprendono il cammino”.
“Hai detto che mi cercavi”.
“Sì, per dirti che i miei amici Ti vogliono conoscere...
e perché, oh! come avevo voglia di stare con Te ancora! Ti ho lasciato da poche
ore... ma non potevo già più stare senza di Te”.
“Sei stato dunque un buon annunziatore del
Verbo?”.
“Ma anche Giacomo, Maestro, ha parlato di Te in modo
da... convincere”.
“In che modo che anche chi diffidava -né è colpevole,
perché prudenza era causa del suo riserbo- si è persuaso. Andiamo a farlo del
tutto sicuro”.
“Aveva un poco paura”.
“No! Non paura di Me! Sono venuto per i buoni e più per
chi è in errore. Io voglio salvare. Non condannare. Con gli onesti sarò tutto
misericordia”.
“E coi peccatori?”.
“Anche. Per disonesti intendo quelli
che hanno la disonestà spirituale e ipocritamente si fingono buoni mentre fanno
opere malvagie. E tali cose fanno e in tal modo per avere utile proprio e
ricavare utile dal prossimo. Con questi sarò
severo”.
“Oh! Simone, allora, può star sicuro. È schietto come
nessun altro”.
“Così mi piace e voglio siate
tutti”.
“Vuol dirti tante cose, Simone”.
“Lo ascolterò dopo aver parlato nella sinagoga. Ho fatto
avvisare poveri e malati oltre che ricchi e sani. Tutti hanno bisogno della
Buona Novella”.
Il paese si avvicina. Dei bambini giuocano sulla strada
e uno, correndo, viene a sbattere fra le gambe di Gesù e cadrebbe, se Egli non
fosse sollecito ad afferrarlo. Il bambino piange lo stesso, come se si fosse
fatto male, e Gesù gli dice tenendolo in braccio:
“Un israelita che piange? Che avrebbero dovuto fare i
mille e mille bambini che sono divenuti uomini valicando il deserto dietro a
Mosè? Eppure più per loro che per gli altri -perché l’Altissimo ha amore degli
innocenti e provvede ai passeri del bosco e della gronda- proprio per questi ha
fatto scendere la manna tanto dolce. Ti piace il miele? Sì? Ebbene, se sarai
buono mangerai un miele più dolce di quello delle tue api”.
“Dove? Quando?”.
“Quando, dopo una vita di fedeltà a Dio, andrai a Lui”.
“Io so che non vi andrò se non viene il Messia. La mamma
mi dice che per ora noi di Israele siamo come tanti Mosè e moriamo in vista
della Terra Promessa. Dice che stiamo lì ad aspettare di entrarvi e che solo il
Messia ci farà entrare”.
“Ma che bravo piccolo israelita! Ebbene Io ti dico che
quando tu morrai entrerai subito in Paradiso, perché il Messia avrà già aperto
le porte del Cielo. Però devi essere buono”.
“Mamma! Mamma!”. Il bambino scivola dalle braccia di
Gesù e corre incontro ad una giovane sposa, che rientra con un’anfora di rame.
“Mamma! Il nuovo Rabbi mi ha detto che io andrò subito
in Paradiso quando morirò e mangerò tanto miele... ma se sono buono. Sarò
buono!”.
“Lo voglia Dio. Scusa. Maestro, se Ti ha dato noia. È
tanto vivace!”.
“L’innocenza non dà noia, donna. Dio ti benedica, perché
sei una madre che alleva i figli nella conoscenza della
Legge”.
La donna si fa rossa alla lode e risponde: “A Te pure la
benedizione di Dio” e scompare col suo piccolo”.
“Ti piacciono i bambini,
Maestro?”.
“Sì, perché sono puri... e sinceri... e
amorosi”.
“Hai dei nipoti, Maestro?”.
“Non ho che una Madre... Ma in Lei c’è la
purezza, la sincerità, l’amore dei pargoli più santi, insieme alla sapienza,
giustizia e fortezza degli adulti. Ho tutto in mia Madre, Giovanni”.
“E l’hai lasciata?”.
“Dio è sopra anche alla più santa delle
madri”.
“La conoscerò io?”.
“La conoscerai”.
“E mi amerà?”.
“Ti amerà perché Ella ama chi ama il suo Gesù”.
“Allora non hai fratelli?”.
“Ho dei cugini da parte del marito di mia
Madre. Ma ogni uomo mi è fratello e per tutti sono venuto.
Eccoci davanti alla sinagoga. Io entro, e tu mi raggiungerai coi tuoi
amici”.
Giovanni se ne va e Gesù entra in una stanza quadrata
col solito apparato di lumi a triangolo e di leggii con rotoli di pergamena. Vi
è già folla in attesa e in preghiera. Anche Gesù prega. La folla bisbiglia e
commenta dietro a Lui, che si curva a salutare il capo della sinagoga e poi si
fa dare a caso un rotolo. Gesù inizia la lezione. Dice:
«Queste cose lo Spirito mi fa leggere per voi. Nel capo
settimo del libro di Geremia si legge:
“Queste cose dice il Signore degli eserciti, Dio
d’Israele: Emendate i vostri costumi e i vostri affetti e allora abiterò con voi
in questo luogo. Non vi cullate nelle parole vane da voi ripetute: c’è qui il
Tempio del Signore, il Tempio del Signore, il Tempio del Signore. Perché se voi
migliorerete i vostri costumi e i vostri affetti, se renderete giustizia fra
l’uomo e il suo prossimo, se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova,
se non spargerete in questo luogo il sangue innocente, se non andrete dietro a
dèi stranieri, per vostra sventura, allora Io abiterò con voi in questo luogo,
nella terra che Io diedi ai vostri padri per secoli e
secoli”.
Udite, o voi d’Israele. Ecco che Io vengo ad illuminarvi
le parole di luce che la vostra anima offuscata non sa più vedere e capire.
Udite. Molto pianto scende sulla terra del Popolo di Dio e piangono i vecchi che
ricordano le antiche glorie, piangono gli adulti piegati al giogo, piangono i
fanciulli che non hanno avvenire di futura gloria. Ma la gloria sulla terra è
nulla rispetto ad una gloria che nessun oppressore, che non sia Mammona e la
mala volontà, possono strappare. Perché piangete? Come l’Altissimo, che fu
sempre buono per il popolo suo, ora ha girato altrove il suo sguardo e nega ai
suoi figli di vederne il Volto?
Non è più il Dio che aperse il mare e ne fece passare
Israele e per arene condusse e nutrì, e contro nemici o difese e, perché non
smarrisse la via del Cielo, come diede ai corpi la nuvola, diede alle anime la
Legge? Non è più il Dio che addolcì le acque e fece venire manna agli sfiniti?
Non è il Dio che vi volle stabilire in questa terra e con voi strinse alleanza
di Padre a figli? E allora perché ora lo straniero vi ha percossi?
Molti fra voi mormorano: “Eppure qui è il Tempio!”. Non
basta avere il Tempio e in quello andare a pregare Iddio. Il primo tempio è nel cuore di ogni uomo, e in quello va fatta
preghiera santa. Ma santa non può essere se prima il cuore non si corregge e col
cuore non si correggono i costumi, gli affetti, le norme di giustizia verso i
poveri, verso i servi, verso i parenti, verso Dio.
Ora guardate. Io vedo ricchi dal cuore duro che fanno
ricche offerte al Tempio, ma non sanno dire al povero: “Fratello, ecco un pane e
un denaro. Accettalo. Da cuore a cuore, e non t’avvilisca l’aiuto come a me non
dia superbia il dartelo”. Ecco: Io vedo oranti che si lamentano con Dio che non
li ascolta prontamente, ma poi, al misero, e talora è loro sangue, che gli dice:
“Ascoltami”, rispondono con cuore di selce: “No”.
Ecco, Io vedo che voi piangete perché la vostra borsa è
spremuta dal dominatore. Ma poi voi spremete sangue a chi odiate, e di far vuoto
un corpo di sangue e vita non avete orrore. O voi di Israele! Il tempo della
Redenzione è giunto. Ma preparatene le vie in voi con la buona volontà.
Siate onesti, buoni, amatevi gli uni
con gli altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non
invidiate.
Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti
chiamati ad un destino. Non chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirà, con i
vostri peccati. Avete sin qui errato? Ora non più. Ogni errore cada. Semplice,
buona, facile è la Legge che torna ai dieci comandi iniziali, ma tuffati in luce
d’amore. Venite. Io ve li mostrerò quali sono: amore, amore, amore. Amore di Dio
a voi, di voi a Dio. Amore fra prossimo. Sempre amore, perché Dio è Amore e i
figli del Padre sono coloro che sanno vivere l’amore.
Io sono qui per tutti e per dare a tutti la luce di Dio.
Ecco la Parola del Padre che si fa cibo in voi. Venite, gustate, cambiate il
sangue dello spirito con questo cibo. Ogni veleno cada, ogni concupiscenza
muoia. Una gloria nuova vi è porta: quella eterna, e a lei verranno coloro che
faranno la Legge di Dio vero studio del loro cuore. Iniziate dall’amore. Non vi
è cosa più grande. Ma quando saprete amare, saprete già tutto, e Dio vi amerà, e
amore di Dio vuol dire aiuto contro ogni tentazione. La benedizione di Dio sia
su chi volge a Lui cuore pieno di buona volontà».
Gesù tace. La gente bisbiglia. L’adunanza si scioglie
dopo inni cantati molto salmodiandoli.
Gesù esce sulla piazzetta. Sulla porta sono Giovanni e
Giacomo con Pietro e Andrea.
“La pace sia con voi” dice Gesù e aggiunge: “Ecco l’uomo
che per essere giusto ha bisogno di non giudicare senza prima conoscere. Ma che
però è onesto nel riconoscere il suo torto. Simone, hai voluto vedermi? Eccomi.
E tu, Andrea, perché non sei venuto prima?”.
I due fratelli si guardano imbarazzati. Andrea mormora:
“Non osavo..”.
Pietro, rosso, non dice nulla. Ma quando sente che Gesù
dice al fratello: “Facevi del male a venire? Solo il male non si deve osare di
farlo”, subito interviene schietto:
“Sono stato io. Lui voleva condurmi subito da Te. Ma
io.... io ho detto... Sì. Ho detto: Non ci credo, e non ho voluto. Oh! ora sto
meglio!..”.
Gesù sorride. E poi dice: “E per la tua sincerità Io ti
dico che ti amo”.
“Ma io... io non sono buono... non sono
capace di fare quello che Tu hai detto nella sinagoga. Io sono iracondo, e se
qualcuno mi offende... eh!... Io sono avido e mi piace aver denaro... e nel mio
mercato di pesce... eh!... non sempre... non sempre sono stato senza frode. E
sono ignorante. E ho poco tempo da seguirti per avere la luce. Come farò? Io
vorrei diventare come Tu dici... ma... ”.
“Non è difficile, Simone. Sai un poco la Scrittura? Sì?
Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice Michea. Non ti
chiede di strapparti il cuore, né di sacrificare gli affetti più santi. Per ora
non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te
stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo d’erba, abbiano
fatto palma robusta e gloriosa.
Per ora Egli ti chiede questo: praticare
giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio.
Sforzati a fare questo e il passato di Simone sarà cancellato e tu diverrai
l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo. Non più Simone. Ma Cefa. Pietra
sicura a cui mi appoggio”.
“Questo mi piace! Questo lo capisco. La Legge è così...
è così... ecco, io quella non la so più fare come l��hanno fatta i rabbini!... Ma
questo che Tu dici, sì. Mi pare che ci riuscirò. E Tu mi aiuterai. Stai qui di
casa? Conosco il padrone”.
“Qui sto. Ma ora andrò a Gerusalemme e poi predicherò
per la Palestina. Sono venuto per questo. Ma verrò qui sovente”.
“Io verrò ad udirti ancora. Voglio essere tuo discepolo.
Un poco di luce entrerà nella mia testa”.
“Nel cuore soprattutto, Simone. Nel cuore. E tu, Andrea,
non parli?”.
“Ascolto, Maestro”.
“Mio fratello è timido”.
“Diverrà un leone. La sera scende. Dio vi benedica e vi
dia buona pesca. Andate”.
“La pace a Te”.
Se ne vanno. Appena fuori, Pietro dice:
“Ma che avrà voluto dire prima, quando diceva che
pescherò con altre reti e farò altre pesche?”.
“Perché non glielo hai chiesto? Volevi dire tanto e poi
quasi non parlavi”.
“Mi... vergognavo. È così diverso da tutti i
rabbi!”.
“Ora va a Gerusalemme... ”.
Giovanni dice questo con tanto desiderio e nostalgia.
“Io volevo dirgli se mi lasciava andare con Lui... e non
ho osato..”.
“Vaglielo a dire, ragazzo” dice Pietro.
“Lo abbiamo lasciato così... senza una parola di
amore... Almeno sappia che Lo ammiriamo. Va', va'. A tuo padre lo dico io”.
“Vado, Giacomo?”.
“Va'!”.
“Giovanni parte di corsa... e di corsa torna giubilante.
«Gli ho detto: “Mi vuoi con Te a Gerusalemme?” Mi ha
risposto: “Vieni, amico”. Amico, ha detto! Domani a quest’ora verrò qui. Ah! A
Gerusalemme con Lui!».
...la visione ha fine.
Estratto di “l'Evangelo come mi è stato rivelato” di
Maria Valtorta
Vangelo del giorno
Domenica 25
gennaio 2015
III DOMENICA DEL TEMPO
ORDINARIO
+
VANGELO
(Mc 1,14-20)
Convertitevi e
credete al Vangelo
+
Dal Vangelo secondo
Marco
Dopo che Giovanni fu
arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e diceva: «Il
tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel
Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello
di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse
loro: «Venite dietro a Me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito
lasciarono le reti e Lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio
di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le
reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca
con i garzoni e andarono dietro a Lui. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio
Maria Scozzaro
Anche questa domenica
dobbiamo rilevare alcune incongruenze, anche oggi vengono modificate alcune
parole e queste manomissioni stravolgono il vero significato della Parola di
Dio. Ho già spiegato i motivi e l’importanza del verbo seguire, è importante per
noi che vogliamo conoscere la vera Parola e non quella modificata nell’ultima
traduzione.
Ho già discusso i diversi
significati di “seguirono” e di “andare dietro”, non mi sembra
opportuno ripetere la spiegazione.
Oggi voglio
parlarvi del distacco dai beni materiali per incontrare veramente il Signore.
Non si tratta di un
distacco effettivo di qualcosa che si deve utilizzare o
che appartiene alla famiglia, come la casa o i soldi guadagnati onestamente
anche se bisogna pensare anche ai poveri, è un distacco spirituale che non fa
ritenere primario un bene materiale e non si pone davanti a
Dio.
Il distacco affettivo dai beni materiali è indispensabile
per liberare il cuore, appunto, da un affetto che toglie amore verso
Gesù.
Moltissimi credenti pregano
e non vedono alcun cambiamento nella loro vita, non hanno compreso che il cuore
impegnato ad adorare i beni materiali non cerca Gesù, non riesce a donare a Lui
un rilevante interesse.
Il Vangelo
oggi ci presenta la chiamata di quattro Apostoli e il loro pronto distacco dalle
cose che ritenevano importanti.
Non possiamo anche noi
provare a individuare quelle cose che non aiutano la vita spirituale e a
distaccarcene? Chiediamo aiuto a Gesù!
Gli apostoli gettarono
innanzitutto le reti che rappresentavano il mezzo per procurarsi il
sostentamento e qui vediamo l’abbandono pieno alla chiamata di Gesù. Non si è
trattato del loro primo incontro ma quando Gesù affermò “seguitemi”, senza perdere tempo
abbandonarono tutto e cominciarono a condividere la vita e il Vangelo del
Signore.
“Subito” lasciarono le reti, riflettiamo su questo avverbio di
tempo. Non rimandarono ma istantaneamente Lo seguirono.
Oggi l’umanità rimanda
l’incontro con Dio e sta agonizzando. Anche molti credenti hanno l’abitudine a
rimandare la vera conversione, l’abbandono dei peccati, la vittoria sui vizi. Si
rimanda ciò che appartiene alla sfera spirituale ma si esegue immediatamente
quanto diletta i bassi istinti, i vizi, i piaceri
umani.
La verità comunque è che
non si può abbandonare quanto è contrario al Vangelo se non si comincia il
distacco dal peccato e da ogni diletto dei sensi. Il distacco graduale non è
diverso dalla rinuncia immediata, è sempre una vittoria sulla propria volontà,
differisce la modalità e che dipende dalla generosità e dalla forza spirituale
della persona.
Gesù ci
chiede una rinuncia reale e concreta. In un altro passo afferma che non si può
servire Dio e Mammona. Bisogna decidersi.
1 Ave Maria per Padre
Giulio
Sostieni
l'apostolato per Gesù e Maria. Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola
di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è
vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere
tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte
impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla
Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il
vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di
vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell'unica Chiesa fondata da
Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16).
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna
con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco
portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi
molto per me.
Vi benedico e prego per
tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel
Rosario.
Proposito
Devo collaborare con tutte
le mie forze nell’apostolato per far conoscere Gesù.
Pensiero
Solo quando saprò che il
demonio cesserà dall’insidiare le anime, io cesserò dal cercare nuovi mezzi per
salvarle dai suoi inganni e dalle sue insidie. (San Giovanni Bosco)
Per superare
le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere
Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni
giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli.
Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi
malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie.
Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna.
Potete stamparla dal nostro sito:
“Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e
alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a
questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle
stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della
Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle
due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù,
la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi
cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme,
la preghiera diventa potente”.
Per leggere tutti gli altri commenti
sabato 24 gennaio 2015
VANGELO DEL GIORNO .
Sabato 24 gennaio 2015
II settimana
del Tempo Ordinario
+ VANGELO
(Mc
3,20-21)
I suoi dicevano:
«È fuori di sé».
+
Dal Vangelo secondo
Marco
In quel tempo, Gesù
entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure
mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;
dicevano infatti: «È fuori di sé». Parola del
Signore
Commento di Padre Giulio
Maria Scozzaro
In questi giorni abbiamo ascoltato una rivelazione del
ministro degli esteri italiano, gli sarà sfuggita probabilmente perché subito
qualcun’altro ha cercato di mettere una pezza ma ha causato un danno maggiore.
Il ministro ha detto che i terroristi islamici sono infiltrati tra gli
immigrati. Chi non lo sapeva in Italia? Più che rivelazione è una presa di
coscienza.
I
politici italiani se ne stanno accorgendo adesso… temono probabili attentati
contro l’Italia ma però già annunciati dagli imam.
Per capire la reale gravità della presenza di miliziani
dell’Isis in Italia e il fallimento del dialogo con gli integralisti islamici, è
opportuno ascoltare questa dichiarazione di guerra dell’imam di Londra contro
l’Italia. Non teme di annunciare la conquista di Roma da parte dei musulmani:
https://www.youtube.com/watch?v=3uVnT0fVMZM
Il ministro italiano ha ammesso una verità che tutti gli
altri hanno cercato maldestramente di insabbiare, rimane comunque il dato del
numero elevatissimo di immigrati entrati in Italia nel 2014: sono stati
centoquarantamila, di cui solo sessantamila registrati, di tutti gli altri non
si conosce il nome e rimane un mistero la loro destinazione, non si conosce
nulla di decine di migliaia di persone.
A
me dispiace molto pensare agli immigrati che vagabondano privi di una casa dove
dormire, un pasto caldo, abiti puliti e la pace nel cuore. Mentre gli immigrati
registrati vivono comodamente negli alberghi e nelle case di accoglienza a spese
dello Stato italiano e per ognuno arriva a pagare anche 70 euro al giorno.
Anche la persona meno preparata capisce che c’è qualcosa che non
quadra, tutti ci domandiamo perché trattenerli in questo modo, causando
aspettative di vita agiata agli stessi immigrati (per quanto durerà) e riducendo
alla fame milioni di italiani che ricevono una pensione misera dopo decenni di
duro lavoro!
Esprimo la mia vicinanza agli immigrati che cercano
legittimamente di migliorare la loro vita, solo che in Italia proprio milioni di
italiani vivono ancora peggio degli africani, perché questi sono abituati ad
accontentarsi del necessario e sono fortunati, mentre moltissimi italiani
soffrono terribilmente l’impossibilità di continuare uno stile di vita al di
sopra della loro condizione economica.
Cosa
succederà prossimamente continuando questo andazzo? L’imam di Londra
ne prefigura uno che non si potrà realizzare completamente: i musulmani
vogliono raggiungere il potere e dominare
tutto il mondo, vogliono prendere possesso di Roma ed affermano che lo
ha
rivelato Allah…
Come reagiranno gli sfaticati italiani, difensori di quanto è
contro la Chiesa, quando saranno colpiti dai
musulmani?
È
tempo di pregare molto e di chiedere con insistenza alla Madonna la pace nel
mondo. È in corso una violenta lotta tra il Bene e il male, a livello di spiriti
si cerca il predominio e San Michele Arcangelo guida la schiera dei potentissimi
ed invincibili Spiriti Celesti. Tutti sono al servizio della Celeste
Condottiera, tutti attendono con trepidazione i comandi della Madre di
Dio.
I
potenti del mondo si illudono di ottenere una vittoria che sarà immancabilmente
del Cuore di Gesù, con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Non possono
capire né prevedere questo i potenti, anzi trovano espedienti e nuovi progetti
per islamizzazione l’Europa ma qualcosa è già sfuggita al loro controllo,
l’invasione islamica si sta trasformando in una disfatta per loro, simile a
quella di Caporetto del 24 ottobre 1917.
Proprio nell’anno delle apparizioni di Fatima e l’ultima
delle sei apparizioni era avvenuta undici giorni prima.
Questo è il tempo di Fatima, si manifesterà anche il
segno di Garabandal e saranno rivelati i dieci segreti di
Medjugorje.
Questo è il tempo per deciderci seriamente per Gesù e
pregare molto, ditelo anche ai vostri familiari. Forse qualcuno vi dirà che
siete un po’ fissati, non preoccupatevi, lo dicevano anche di Gesù: “È fuori di sé”.
Gesù emanava l’Amore perfetto e solo i buoni potevano
comprenderlo, così solo i buoni vi comprenderanno nel vostro
apostolato.
È tempo di fare con equilibrio apostolato ovunque: invitate tutti
alla preghiera e fate riflettere sui segni dei tempi!
1 Ave Maria per Padre
Giulio
Sostieni
l'apostolato per Gesù e Maria. Aiuta con donazioni la diffusione
del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il
nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di
offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di
Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la
vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina
della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore,
manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell'unica
Chiesa fondata da Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16).
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna
con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco
portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi
molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni
giorno nella Messa e nel Rosario.
Proposito
Cercherò di riparare con parole o gesti a qualcosa per
cui io o altri abbiamo creato divisioni e, forse, allontanato
qualcuno.
Pensiero
Se riuscissimo ad estirpare ogni anno un difetto, ben
presto diventeremmo uomini virtuosi. (Tommaso da Kempis)
Per superare le prove dolorose, non
soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche
miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera
efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le
testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi
hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un
potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro
sito:
“Continuiamo a
recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di
preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale.
Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il
Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno
decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è
recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra
noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le
potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera
diventa potente”.
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