Che cos’è che fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
“Vide e credette”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l’amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che ci danno tutti i gulag dell’Europa dell’Est e che riecheggia nella gioia pasquale alla fine del nostro millennio.
Antifona d'ingresso
Sono risorto, e sono sempre con te;
tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. (cf. Sal 139,18.5-6)
Oppure:
Il Signore è davvero risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza nei secoli eterni. (Lc 24,34; cf. Ap 1,6)
Colletta
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte
e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...
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Prima lettura
At 10,34a.37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
Sal 117
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
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Seconda lettura
Col 3,1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Parola di Dio
Sequenza
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
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Vangelo
Gv 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, oggi Cristo, nostra Pasqua, è risorto: la nostra salvezza è compiuta! Con gioia ed esultanza apriamo il nostro cuore al Signore per tutte le necessità della Chiesa, del mondo e della nostra vita.
Lo invochiamo dicendo: Signore, Dio della gloria, ascoltaci!
1. Per tutte le comunità cristiane, perché la Pasqua segni un autentico passaggio verso una vita spirituale più matura e consapevole, preghiamo.
2. Per il mondo intero, perché riconosca le meraviglie del Signore e scopra in Cristo il punto di riferimento di coloro che cercano la verità di Dio e la verità dell'uomo, preghiamo.
3. Per chi è solo e in difficoltà, perché si senta avvolto dall'amore del Signore, che lo ha chiamato a partecipare alla sua gloria, preghiamo.
4. Per noi che partecipiamo a questa Eucaristia, perché la gioia pasquale non si esaurisca in questo giorno, ma ci accompagni nella vita quotidiana, preghiamo.
O Signore, Dio della gloria, che conosci i nostri cuori, sostienici nei nostri propositi di rinnovamento della vita alla luce della Pasqua e accogli ogni nostra invocazione, perché il mondo intero possa riconoscere in te la fonte della vita e della speranza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Preghiera sulle offerte
Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce
e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO PASQUALE I
Cristo agnello pasquale
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...
Antifona di comunione
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)
Preghiera dopo la comunione
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l’inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
Omelia (08-04-2012)
don Roberto Rossi
Pasqua di Risurrezione: Mi ami tu?
Gesù disse a Simon Pietro:
- Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di questi altri?
Simone disse:
- Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene.
Gesù replicò:
- Abbi cura dei miei agnelli!
Poi gli disse una seconda volta:
- Simone, figlio di Giovanni, mi ami davvero?
Simone gli disse:
- Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene.
Gesù replicò:
- Abbi cura delle mie pecore.
Una terza volta Gesù disse:
- Simone figlio di Giovanni, mi ami davvero?
Pietro fu addolorato che Gesù gli dicesse per la terza volta "Mi ami?". Rispose:
- Signore, tu sai tutto. Tu sai che io ti amo.
Gesù gli disse:
- Abbi cura delle mie pecore. (Vangelo di Giovanni, cap. 21)
Ci auguriamo di lasciarci avvolgere dall'amore di Gesù Cristo che ci fa risorgere a vita nuova, oggi!
Con la risurrezione di Cristo, Figlio di Dio, una speranza nuova è entrata definitivamente nel cuore della storia. Il messaggio della risurrezione è l'unico che ogni uomo e ogni donna, di ogni latitudine e longitudine del pianeta, si attendono; è il fuoco che cova sotto la cenere della distrazione, la ragione ultima di una fede spesso oscura e tentennante, l'apertura della nostra volontà ad un progetto di cambiamento. Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo d'essere circondati da "cristiani anonimi", credenti non praticanti, Gesù sì, la Chiesa no? A quella signora avrei voluto dire che anche la fede che cova sotto la cenere, lo stoppino fumigante come lo avrebbe definito Gesù, ha una incredibile forza eversiva. È la speranza ad essere eversiva. Perché Cristo è risorto. È vero, noi, il popolo che cammina tra i viottoli impervi della storia, non lo abbiamo visto risorgere, ma neppure lo hanno visto coloro scelti da Dio come testimoni: hanno visto una tomba vuota. È da questa tomba vuota che si genera la nostra speranza.
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!» Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti (Gv 20,1-9).
Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: "Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto"» (Mc 16,6-7 ).
La speranza è una virtù che nasce dalla nostra fragilità. È tensione a ricostruire, come hanno fatto Pietro, Giovanni, Maria di Magdala, gli apostoli e i discepoli, un sogno infranto. L'attesa feconda dell'incontro con Gesù che "ci precede in Galilea". Perché egli ci precede sempre. Chi ci separerà dall'amore di Cristo?, si chiede san Paolo.
Se voi siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio? (Col 3,1).
Mi piace immaginare "lassù" come il luogo non solo simbolico, sul quale, confessiamolo, si sbizzarrisce spesso a briglia sciolta la nostra immaginazione, ma come un luogo reale e antropologico in cui non ci saranno più crocifissi e crocifissori, vittime e carnefici, ingiustizie e guerre. In questo senso la morte di Gesù continua ad alimentare la speranza in questo mondo rinnovato. In questo senso, è la vita stessa di Gesù che dà significato alla sua morte, così come la nostra morte non potrà che essere solidale con il modello etico della nostra esistenza. Questo vorrà dire per noi, per le nostre famiglie, essere testimoni credibili. Non è cosa di poco conto.
Eppure, forse oggi, giorno del passaggio dalla morte alla vita, il nostro cuore è ancora sepolto in quell'antro buio, chiuso dalla nostra stessa paura che attende ancora, come la pietra, di essere rimossa o spezzata. Ma l'orizzonte che intravediamo è quel "lassù" - in cui il Cristo regna accanto a Dio - e che deve essere inteso come un "qui e ora" se non vogliamo trasformare la nostra religiosità in devozione privata, in pura alienazione. Questo orizzonte ci obbliga a mettere in conto qualche rischio, ad abbassare la guardia quando sarebbe più ragionevole stare coperti, a percorrere ad un tempo le strade apparentemente contraddittorie dell'annuncio e del silenzio - quando tutti parlano di tutto, sarebbe meglio lasciar parlare il nostro silenzio - e a liberare la fantasia e il sogno, proprio come i primi discepoli che apparivano ai più ubriachi di vino nuovo.
E proporre gesti concreti di riconciliazione e di perdono, di misericordia vera, non a parole che non costano nulla, a partire dal rapporto di coppia e di famiglia. Prendere il passo di chi non crede più, di chi fa fatica, della coppia alla quale è stata negata l'Eucaristia perché convivente, di chi dice che Pasqua è "un giorno come un altro"? Che siano queste "le cose di lassù"? Se è così potremo finalmente cantare con il Salmista:
La destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita. E annunzierò le opere del Signore
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