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sabato 25 maggio 2013

Rivelazioni di Gesù a Maria Valtorta

SANTISSIMA  TRINITÀ
 Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta

Domenica 26 maggio 2013 – Anno C

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,12-15
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

Corrispondenza nell’"Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta: Volume 9
Capitolo 600 pagina 480

[...] «Io vi do IL comando di amarvi. E di perdonare. Avete capito? Se anche nel mondo è l’odio, in voi sia solo l’amore. Per tutti. Quanti traditori troverete sulla vostra via! Ma non li dovete odiare e rendere loro male per male. Altrimenti il Padre odierà voi. Prima di voi fui odiato e tradito Io. Eppure, voi lo vedete, Io non odio. Il mondo non può amare ciò che non è come esso. Perciò non vi amerà. Se foste suoi, vi amerebbe; ma non siete del mondo, avendovi Io presi da mezzo al mondo. E per questo siete odiati.
Vi ho detto: il servo non è da più del padrone. Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno voi pure. Se avranno ascoltato Me, ascolteranno pure voi. Ma tutto faranno per causa del mio Nome, perché non conoscono, non vogliono conoscere Colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato, non sarebbero colpevoli. Ma ora il loro peccato è senza scusa.
Hanno visto le mie opere, udito le mie parole, eppure mi hanno odiato, e con Me il Padre. Perché Io e il Padre siamo una sola Unità con l’Amore. Ma era scritto: “Mi odiasti senza ragione”. Però, quando sarà venuto il Consolatore, lo Spirito di verità che dal Padre procede, sarà da Lui resa testimonianza di Me, e voi pure mi testimonierete, perché dal principio foste con Me.
Questo vi dico perché, quando sarà l’ora, non rimaniate accasciati e scandalizzati. Sta per venire il tempo in cui vi cacceranno dalle sinagoghe e in cui chi vi ucciderà penserà di fare culto a Dio con ciò. Non hanno conosciuto né il Padre né Me. In ciò è la loro scusante. Non ve le ho dette così ampie prima di ora, queste cose, perché eravate come bambini pur mo’ nati. Ma ora la madre vi lascia. Io vado. Dovete assuefarvi ad altro cibo. Voglio lo conosciate.
Nessuno più mi chiede: “Dove vai?”. La tristezza vi fa muti. Eppure è bene anche per voi che Io me ne vada. Altrimenti non verrà il Consolatore. Io ve lo manderò. E quando sarà venuto, attraverso la sapienza e la parola, le opere e l’eroismo che infonderà in voi, convincerà il mondo del suo peccato deicida e di giustizia sulla mia santità. E il mondo sarà nettamente diviso nei reprobi, nemici di Dio, e nei credenti. Questi saranno più o meno santi, a seconda del loro volere. Ma il giudizio del principe del mondo e dei suoi servi sarà fatto.
Di più non posso dirvi, perché ancora non potete intendere. Ma Egli, il divino Paraclito, vi darà la Verità intera, perché non parlerà di Se stesso. Ma dirà tutto quello che avrà udito dalla Mente di Dio e vi annunzierà il futuro. Prenderà ciò che da Me viene, ossia ciò che ancora è del Padre, e ve lo dirà. Ancora un poco da vedersi. Poi non mi vedrete più. E poi ancora un poco, e poi mi vedrete.
Voi mormorate fra voi ed in cuor vostro. Udite una parabola. L’ultima del vostro Maestro.
Quando una donna ha concepito e giunge all’ora del parto, è in grande afflizione perché soffre e geme. Ma quando il piccolo figlio è dato alla luce ed ella lo stringe sul cuore, ogni pena cessa e la tristezza si muta in gioia, perché un uomo è venuto al mondo. Così voi. Voi piangerete e il mondo riderà di voi. Ma poi la vostra tristezza si muterà in gioia. Una gioia che il mondo mai conoscerà. Voi ora siete tristi. Ma, quando mi rivedrete, il vostro cuore diverrà pieno di un gaudio che nessuno avrà più potere di rapirvi.
Una gioia così piena che vi offuscherà ogni bisogno di chiedere e per la mente e per il cuore e per la carne. Solo vi pascerete di rivedermi, dimenticando ogni altra cosa. Ma proprio da allora potrete tutto chiedere in mio Nome, e vi sarà dato dal Padre perché abbiate sempre più gioia.
Domandate, domandate. E riceverete.
Viene l’ora in cui potrò parlarvi apertamente del Padre. Sarà perché sarete stati fedeli nella prova e tutto sarà superato. Perfetto quindi il vostro amore, perché vi avrà dato forza nella prova. E quanto a voi mancherà Io ve lo aggiungerò prendendolo dal mio immenso tesoro e dicendo: “Padre, lo vedi. Essi mi hanno amato credendo che Io venni da Te”. Sceso nel mondo, ora lo lascio e vado al Padre, e pregherò per voi».
«Oh! ora Tu ti spieghi. Ora sappiamo ciò che vuoi dire e che Tu sai tutto e rispondi senza che nessuno ti interroghi. Veramente Tu vieni da Dio!».
«Adesso credete? All’ultima ora? È tre anni che vi parlo! Ma già in voi opera il Pane che è Dio e il Vino che è Sangue non venuto da uomo, e vi dà il primo brivido di deificazione. Voi diverrete dèi se sarete perseveranti nel mio amore e nel mio possesso. Non come lo disse satana ad Adamo ed Eva, ma come Io ve lo dico. È il vero frutto dell’albero del Bene e della Vita.
Il Male è vinto in chi se ne pasce, ed è morta la Morte. Chi ne mangia vivrà in eterno e diverrà “dio” nel Regno di Dio. Voi sarete dèi se permarrete in Me. Eppure ecco... pur avendo in voi questo Pane e questo Sangue, poiché sta venendo l’ora in cui sarete dispersi, voi ve ne andrete per vostro conto e mi lascerete solo... Ma non sono solo. Ho il Padre con Me. Padre, Padre! Non mi abbandonare!
Tutto vi ho detto... Per darvi pace. La mia pace. Ancora sarete oppressi. Ma abbiate Fede. Io ho vinto il mondo».
Gesù si alza, apre le braccia in croce e dice con volto luminoso la sublime preghiera al Padre. Giovanni la riporta integralmente. Gli apostoli lacrimano più o meno palesemente e rumorosamente.

Estratto di "l'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta

Regina Mundi


Papa Francesco Davar: L'Evento - Biobbia mp3 on line

Il progetto Davar, nato quasi timidamente, sotto lo sguardo di Maria, a Marzo 2009, per la festa dell’Annunciazione, si conclude oggi, 24 maggio 2013, nella festa della Madonna Aiuto dei Cristiani.
Possiamo dire di cuore che lungo tutto il corso di questa avventura, abbiamo visto la presenza continua della nostra Madre e Maestra, la Regina Mundi, alla quale non saremo mai abbastanza grati. E’ Lei che ci ha guidati e aiutati in questa impresa che ha coinvolto moltissime persone. L’esperienza infatti è andata ben oltre le nostre aspettative.
In questi quattro anni, nei quali, moltissime persone si sono alternate nella lettura, si sono intrecciate anche tante relazioni e amicizie che hanno varcato i confini nazionali ed europei.
Molti cuori si sono aperti e, oltre a noi che abbiamo coordinato questo progetto, tanti altri hanno iniziato ad amare di più la Parola di Dio. Ringraziamo di cuore il Signore per ciò che ha fatto per noi e per quanto ancora farà crescere nel segreto dei cuori. “Amen. Vieni, Signore Gesù.“

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Storia Bellissima .


Una bambina si trovava x strada in mezzo a un gruppo di persone alle quale il suo papà stava raccontando come Gesù Cristo l'aveva salvato, liberato è trasformato dal suo vecchio modo di vivere. Fra i presenti, improvvisamente un uomo cominciò a gridare: "Perchè non taci e non ti siedi vecchio ? Stai solo sognando!"..... Mentre quell'uomo sbraitava si sentì tirare per il cappotto. Guardò verso il basso e vide una bimba che, guardandolo diritto negli occhi disse: " Signore, quell'uomo è il mio papà, lei dice che il mio papà è un sognatore? mi permetto di dirle che prima il mio papà era un ubriacone e, quando ritornava a casa di notte, picchiava e maltrattava mia madre, poverina la sentivo piangere tutta la notte, pensi che il più delle volte non avevamo vestiti e saltavamo spesso i pasti perchè il mio papà spendeva tutto il denaro nell'alcool e nel gioco. Io non potevo andare a scuola perchè non avevo neanche le scarpe. Ora guardi che scarpe e vestito che ho. Ora il mio papà lavora !!" ... Poi facendo segno perchè guardasse dall'altra parte della strada, aggiunse: " Vede quella signora che sorride ? ..quella è la mia mamma. lei ora non piange più la notte, la sento invece cantare e glorificare il Signore"...... Ed infine la bambine concluse: " Gesù ha trasformato il mio papà ed ha cambiato la nostra casa, quindi, caro signore, se il mio papà stà sognando PER FAVORE NON LO SVEGLI!!!

SAN FILIPPO NERI

SAN FILIPPO NERI

Un giovane era molto angustiato perché, per vergogna, taceva alcuni peccati durante la santa confessione. Quando sentì parlare del sacerdote Filippo Neri come si può parlare solamente di un sacerdote santo, decise di recarsi presso di lui, perché temeva per la salvezza della sua anima. Il futuro santo appena lo vide, gli corse incontro, come se lo conoscesse da sempre, lo abbracciò e lo guardò un po’ severamente, ma anche con molta compassione. Il giovane ne fu talmente commosso da non riuscire a trattenere la lacrime. Chiese a san Filippo di confessarlo, ma questi prima volle che pregassero insieme. Al termine delle orazioni, il santo sacerdote disse: «Ora che sei ben disposto e ti sei preparato con la preghiera, andiamo al confessionale. Però non lasciarti vincere dal demonio: non tacere nessuno dei peccati che hai commesso». Il giovane restò allibito: come faceva san Filippo ad esserne a conoscenza? Infatti anche a san Filippo Neri, come a molti santi confessori, Dio concesse il dono di scrutare nelle anime. Dopo l’assoluzione, il giovane penitente non riuscì a trattenere la lacrime dalla gioia: finalmente si era riconciliato con Dio! Anche san Filippo era molto commesso, perché il buon pastore aveva riportato una pecorella smarrita al sicuro nell’ovile. San Filippo, congedandolo, gli disse: «Figliuolo, io sapevo ad uno ad uno i tuoi peccati. Adesso vedo che hai mutato faccia e sei di buona cera».

Un giorno San Filippo Neri andò a trovare un suo penitente, un uomo molto ricco. Lo trovò un po’ triste e gliene chiese la ragione. Questi spiegò al sacerdote che si era reso conto che non riusciva a progredire nella vita spirituale. San Filippo allora gli disse di toccare i piedi del crocifisso appeso alla parete. L’uomo obbedì al suo confessore, nonostante sapesse che non ci sarebbe riuscito perché la croce era appesa piuttosto in alto. Infatti non riuscì a toccare i piedi del Crocifisso e lo fece notare al futuro santo. San Filippo allora prese un sacco pieno di denari dell’uomo, nascosto sotto il letto, lo avvicinò alla parete, proprio sotto la Croce. «Sali su questo sacco – disse all’uomo – e vediamo se così ci arrivi». Ovviamente l’esperimento riuscì. «Hai capito, figliolo? Per riuscire a toccare Gesù – spiegò San Filippo Neri – bisogna mettersi le ricchezze sotto i piedi. Ora gli sei più vicino, ecco, ma devi sempre metterti sotto i piedi queste monete».

venerdì 24 maggio 2013

PIME – GUINEA BISSAU Io, sacerdote Pime, frustato dal demonio in terra di missione


» 24/05/2013 13:11
PIME – GUINEA BISSAU
Io, sacerdote Pime, frustato dal demonio in terra di missione
di Piero Gheddo
Padre Gheddo racconta sul suo blog l’esperienza di p. Dionisio Ferraro, originario di Vincenza e missionario in Guinea Bissau. Durante la preparazione di un opuscolo sulla fede, una notte viene frustato a sangue dal diavolo, con ferire profonde sul corpo. In Africa la presenza di Satana “non stupisce nessuno”, in Italia “è presente” ma “se ne parla troppo poco”.


Milano (AsiaNews) - Il missionario p. Dionisio Ferraro del Pime è nato a Casoni (Vicenza) nel 1944, è sacerdote dal 1970 e in Guinea Bissau dal 1972. È stato superiore regionale del Pime in Guinea (1981-1985). Oggi è parroco a Bambadinca, in ambiente totalmente pagano nella diocesi di Bafatà, la seconda in Guinea nata nel 2001. L'ho intervistato a Milano il 21 maggio 2013 e ha approvato questa intervista. Papa Francesco parla spesso del demonio, ma forse alcuni non credono nella sua esistenza.
Chiedo a padre Dionisio di raccontarmi la sua drammatica esperienza: "Nel 2011 ero venuto in Italia, rimanendo colpito dalla mancanza di fede in molti, e Benedetto XVI aveva indetto l'Anno della Fede (11 ottobre 2011 - 24 novembre 2012). Tornando in Guinea a marzo, mi ero proposto di scrivere un opuscolo in criolo (lingua nazionale, col portoghese) intitolato: 'Signore, rafforzaci nella fede'. Mi serviva per la preparazione degli adulti al battesimo, ma andava bene anche per altri, fino all'ultimo capitoletto sulla Madonna, nostra Madre nella fede. Circa 50 paginette. L'ho preparato e poi mi sono proposto di portarlo a Bissau in tipografia, ma non trovavo la giornata libera: 120 km all'andata, con quelle strade ci vogliono circa 3 ore o anche più (e altrettante al ritorno)! A Bambadinca io vado a letto presto. Non abbiamo luce elettrica e nemmeno televisione, all'aperto ci sono le zanzare, così alle 21 vado a letto. Dormo bene e subito. All'una di notte mi sveglio, accendo la lampada e mi alzo: prego e scrivo fino a circa le 3, poi mi viene ancora sonno e dormo fino alle 5,30-6, senza mettere la sveglia".
"All'una di notte del 23 marzo 2011 mi alzo, rileggo l'opuscolo, mi piace e decido che il giorno dopo vado a Bissau dal tipografo. Mi metto a letto piegato verso sinistra e quando sento che viene il sonno mi giro sulla destra e dormo. Da noi in Guinea, in stanze ben chiuse e senza luce, dormiamo senza nessun vestito o copertura per il caldo. Sto addormentandomi e sento delle frustate tremende sulla spalla sinistra, sul braccio, sul lato sinistro del corpo e sulla gamba. Grido dal dolore e dallo stupore e mentre qualcuno nel buio continua a frustarmi, cerco di proteggermi la testa con le mani e penso che dormo nella stanza di una casa in muratura, la porta è ben chiusa e le due finestre hanno le inferriate. Nessuno  può entrare in stanza, mi viene in mente il demonio e grido: 'Vade retro, Satana! Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!'. E, magicamente, le frustate cessano. Grido ancora ma è inutile in casa non c'è nessuno. Sento sulla spalla sinistra e sul ginocchio che c'è del sangue, mi spavento e prego Gesù e Maria, accendo la lampada, mi guardo allo specchio e vedo il sangue. Mi lavo, mi asciugo, metto polvere di penicillina e una pomata antibiotica, la cura poi è andata avanti una quindicina di giorni. Sento molto dolore, ma questo non mi impedisce di pensare: vado alla porta, è chiusa a chiave dall'interno, le inferriate solide e intatte, guardo sotto il letto e nell'armadio, non c'è nessuno, nello stanzino del bagno nemmeno. Grido a me stesso e al Signore: 'È il demonio, non vuole che pubblichi questo libretto'. Mi inginocchio e prego ancora".
"Mi rimetto a letto e il Signore mi manda di nuovo il sonno, quando squilla la sveglia mi alzo. Penso che debbo far vedere le ferite e il sangue al vescovo. Vado a Bafatà da mons. Pedro Zilli, italo-brasiliano del Pime, vede le ferite e sente il mio racconto, mi dice di pregare prima di andare a letto e dare la benedizione alla stanza; poi vado a Bissau e faccio vedere le ferite al superiore regionale del Pime in Guinea, p. Davide Sciocco, e anche lui mi dice di pregare. Più tardi l'ho poi raccontato al vicario generale della diocesi di Bafatà che è un prete "fidei donum" diocesano di Verona, don Luca Pedretti: 'Tieni sempre l'acqua benedetta in camera e dai la benedizione'. "Dopo questo fatto, ho pensato: 'Il mio libretto è incompleto'. Così, dopo l'ultimo capitolo sulla Madonna nostra Madre nella fede, ne aggiungo un altro sul demonio. Ho citato alcuni testi biblici dell'Antico Testamento e poi Marco 1,13, Gesù va nel deserto 40 giorni poi è tentato dal diavolo; e ancora Marco 4, 15, Satana porta via la Parola di Dio seminata e altre citazioni con brevi commenti. Aggiungo: questi sono fatti biblici, che possono sembrare lontani da noi e non più attuali oggi. Invece sono confermati dalla mia esperienza. E racconto quel che mi è capitato: nella notte del 23 marzo 2011, Satana mi ha frustato perché non voleva che pubblicassi questo libretto".
Dico a padre Dionisio che il suo racconto susciterà in Italia stupore, ma forse anche incredulità. Risponde: "Vi capisco perché voi in Italia non avete un'esperienza diretta e personale del demonio, ma tornando nella mia patria per un mese o due, mi accorgo di quanto il demonio è presente della società italiana, nelle famiglie, ma se ne parla troppo poco. Da noi in Guinea, un Paese ancora pagano, la presenza di Satana non stupisce nessuno. Ci credono davvero e lo vedono dove c'è il male, l'odio, la violenza, la divisione, le mafie; e lo temono molto. Parlare di Satana alla nostra gente è utile e infatti, da quando è uscito questo mio libro, molti vengono a chiedermi altre notizie sul demonio ed entrano sempre più in una visione evangelica della vita. Cioè scoprono, toccano con mano, che Gesù Cristo è l'unico che possa liberarli dal demonio, il vero nemico di Dio e dell'uomo".

Preghiera a Maria per il 24 di Maggio

Preghiera a Maria per il 24 di Maggio

Atto di affidamento a Maria
 
Ti saluto Maria, madre di Gesù e nostra.
Tu sei sempre Madre e una madre non sa abbandonare.
I Tuoi occhi penetranti vedono nelle nostre case,
guardano con affetto l’intima vita di ogni famiglia,
leggono nei misteri nascosti di ogni cuore.
Consola le angosce che Tu sola sai,
ascolta i tristi silenzi di chi non osa più confidarsi,
rianima gli spiriti offesi e avviliti dalle sventure
e dalle incomprensioni.
 
Tu conosci quanto per noi,
immersi in un mondo inaridito e ostile,
sia difficile credere.
Ma  Tu conosci anche quanto sia difficile non credere
e continuare a ragionare bene.
Aiutaci dunque tutti: illumina, rinvigorisci,
rallegra la fede dei credenti e come dono iniziale,
conserva in coloro che non credono,
almeno la luce di una sana e retta ragione.
 
Tu sai quanto per  noi, delusi da mille insuccessi,
sia arduo mantenere viva la speranza.
Ma sai anche che senza speranza
non ci riesce di sopportare la vita.
Tieni desta in tutti noi la fiducia in Gesù Salvatore
e in chi non ha fede
mantieni almeno la fiducia nella bontà e bellezza della vita.
 
Tu vedi quanto sia faticoso per noi praticare l’amore
in un mondo che vive nella violenza e nell’odio.
Ma  vedi anche che senza amore
ogni convivenza umana si avvelena e degrada.
Insegna a tutti l’arte di amare
e fa che fiorisca  la volontà di una reale fraternità.
 
Veglia su questi figli che non si stancano di invocarti:
veglia sul nostro lavoro perché non manchi il pane
a nessuna delle nostre mense.
 
Veglia sulla mente e suoi cuori
perché in tutti rinasca la passione per la verità e il bene.
Veglia sui nostri ammalati e allevia le loro sofferenze.
Veglia sui nostri anziani
e salvali dalla malinconia di sentirsi inutili.
Veglia suoi nostri bambini e suoi nostri giovani
e difendili dai molti guai in agguato.
Veglia su chi si è dato alla colpa, al vizio, alla prepotenza, alla corruzione e aiutalo Tu a guarire e risorgere.
Noi ci affidiamo a Te e alla dolce tenacia del Tuo affetto!
 
“Fate tutto quello che Egli vi dirà!”: come alle nozze di Cana con questo invito ti rivolgi anche a noi.
 
Aiutaci a compiere senza riserve e senza pentimenti,
ciò che ci dice il nostro Salvatore!
Aiutaci a seguirlo e a cercare nel suo insegnamento
la verità che illumina e nutre.
Fa che aspiriamo ad assomigliare a Lui,
il frutto benedetto del Tuo grembo,
l’unigenito di Dio, il più affascinante dei figli dell’uomo.
Amen
 
 
Un abbraccio nel Signore
Lisa e Loredana

Vangelo e commento di Padre Giulio Maria Scozzaro



+ VANGELO (Mc 9,41-50)
È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un Vangelo che scuote e confonde i più lontani, invece il suo significato ci indica che la vera realizzazione della vita è il Paradiso, in questo pellegrinaggio si possono rinnegare tantissime cose non importanti. Il senso della Parola di oggi è tutto qui: tra tutte le realtà della vita ciò che conta è andare in Cielo. Tutto si dovrà lasciare di quanto si utilizza e si compie di sbagliato in questa vita, rimane quindi preferibile lasciare volontariamente e adesso comportamenti e cose materiali che fanno peccare gravemente.
Prima di parlare di taglio della mano e del piede, di cavare un occhio, Gesù si esprime sulla gravità dello scandalo. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”. Sembra sproporzionato ma non lo è il confronto tra lo scandalo commesso contro i credenti e la morte violenta di chi è autore della disonestà.
Gesù si riferisce soprattutto ai Consacrati a Dio, quanti sono chiamati ad annunciare il Vangelo nella sua integrità, a vivere quasi come gli Angeli, a rimanere fedeli ai Comandamenti. Se Gesù ha preso come misura uno scandalo contro i suoi piccoli con una pena così grave, addirittura mortale, vuole dirci che lo scandalo arreca non solo cattivo esempio, esso può allontanare dalla Fede e dai Sacramenti i credenti. Quindi, la loro perdizione.
Quando un Consacrato a Dio diffonde una eresia o insegna il modernismo, commette scandali, oltre ad altre conseguenze peccaminose.
Molti credenti chiamati da Gesù piccoli si allontanano dalla Fede dopo avere ascoltato insegnamenti strani o per avere conosciuto episodi gravi, commessi da chi invece deve vivere santamente. Questi sono scandali, inoltre i piccoli che si allontanano corrono anche il rischio della dannazione eterna per la corruzione conosciuta. Purtroppo chi ripete molti peccati, scivola sempre giù, diventa incapace di resistere alle tentazioni. Non controlla più colpevolmente i suoi comportamenti e facilmente sbaglia.
Poi Gesù parla di taglio della mano e del piede, di cavare un occhio, ovviamente è un linguaggio simbolico, vuole dire che è meglio privarsi dell’utilizzo di qualcosa di necessario come un arto ma che in qualche modo permette di compiere gravi peccati, piuttosto che utilizzarli e sbagliare di continuo. Mano, piede, occhio, permettono di muoversi e andare in luoghi sconvenienti, toccare denaro disonesto oppure altro di peccaminoso, o di guardare senza purezza.
Gesù dice che è preferibile non usare la mano, il piede, l’occhio, per commettere peccati gravi e ripetuti. Ci si priva del loro utilizzo quando si devono compiere peccati, così rimane impossibile ripetere gli stessi peccati.
Questo invito comunque riguarda tutti i credenti, come anche lo scandalo, perché anche i genitori possono dare scandalo ai figli e dispiacerli profondamente. Infatti lo scandalo non è solo un cattivo esempio, è di conseguenza offesa alla morale, è un peccato che bisogna confessare.
Nessuno può sentirsi tranquillo di non avere tentazioni, se non si vigila e non si lotta poi si finisce per peccare. La lotta spirituale è necessaria come si lotta contro una malattia fisica e si cerca di vincerla utilizzando le giuste medicine e le soluzioni ottimali. La vita dello spirito è uguale alla vita del corpo, nel senso che tutte e due hanno bisogno di cure e di protezioni, di lotte per non sbagliare e di prevenzioni per evitare le malattie dell’anima e del corpo.
Il credente che non lotta è sempre sconfitto dalle tentazioni, egli utilizza mani, piedi e occhi per fare, andare dove non è opportuno, guardare ciò che favorisce le tentazioni. La proposta di Gesù come sempre è perfetta: è meglio evitare di utilizzare mani, piedi e occhi in modo inopportuno per non commettere peccati che poi arrecano pure abbattimento. Perché i peccati poi si dovranno riparare: Ognuno infatti sarà salato con il fuoco”.
Gesù invita ad usare la ragione illuminata dalla Fede per discernere la convenienza o la distruzione della vita spirituale, continuando a compiere determinati peccati. La debolezza è umana, però chi riflette e comprende che non si può vivere ripetendo sempre gli stessi peccati, diventa sapiente e con l’aiuto della Grazia può cambiare vita.
“Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri”.
La vita del cristiano deve essere condita dalle virtù, dalla saggezza, dalle rinunce e da una mentalità fondata sul Vangelo.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Ogni giorno cercherò di trovare alcuni minuti per una visita a Gesù Eucaristia.

Pensiero
Chi non è generoso con Dio ha poca speranza di ricevere da Lui Grazie straordinarie (San Giovanni Bosco).

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:

Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.