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sabato 7 marzo 2015

Vangelo di oggi


Sabato 7 marzo 2015
II Settimana di Quaresima


+ VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Un’altra parabola ci presenta oggi la liturgia, qui si fa riferimento anche alla morte. “Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”. Non possiamo dire lo stesso dei cristiani che vengono martirizzati in Iraq, ed è grande l’angoscia che colpisce soprattutto i credenti. Se questi fratelli martiri entrano in un’altra vita, quella vera del Cielo, non è umano quanto sta avvenendo di gravissimo in Iraq e con i potenti del mondo che continuano ad osservare in silenzio.
È una buona occasione per le organizzazioni segrete che vogliono distruggere il Cristianesimo l’azione dell’Isis contro i cristiani, infatti i terroristi musulmani pretendono la conversione di massa all’islamismo o la morte di tutti i cristiani. Il silenzio dei potenti è un tacito assenso a questa tragedia che ha visto finora la morte di migliaia di seguaci di Gesù Cristo.
Uccisi nei modi più orrendi, anche i bambini vengono quasi squartati dai sanguinari terroristi musulmani, colmi di odio satanico per i cristiani. La nostra preghiera deve essere forte, costante e potente, non lasciamo soli questi coraggiosi cristiani e chiediamo per tutti l’intervento del Signore e la potentissima protezione dell’Immacolata.
Sempre i terroristi musulmani sono entrati in Libia e stanno occupando grandi città anche per favorire la fuga dei libanesi verso l’Europa, ma tappa obbligata è l’Italia. Sono un milione i migranti pronti a invadere l'Italia, l'allarme lo ha lanciato Fabrice Leggeri, direttore di Frontex.  Il nostro ministro degli esteri Paolo Gentiloni ha risposto: “Non serve sollevare allarmi e allarmismi”. Forse li solleverà quando gli immigrati invaderanno in massa l’Italia? Dobbiamo solo aspettare?
Ho già scritto che gli immigrati vanno aiutati e non discriminati e che tra loro ci sono molti -e forse la maggioranza- di persone che cercano di migliorare la loro condizione di vita, cercando un lavoro e una buona sistemazione in Europa. Ma in mezzo a loro ci sono pure migliaia di terroristi musulmani che arrivano in Italia e riescono a nascondersi nei covi dei loro complici.
È una grande tragedia umanitaria vedere centinaia di migliaia di immigrati attraversare il mare in tempesta, azzardano viaggi proibitivi con queste condizioni climatiche spaventose. Sono pure costretti a partire anticipando i tempi, perché i terroristi hanno premura di arrivare in Italia infiltrati tra i buoni e preparare attentati in Europa.
Lo scorso anno sono entrati in Italia 200 mila immigrati, della maggioranza non si conosce il nome né la residenza perché riescono a fuggire anche dai centri di accoglienza, mentre tra breve si preparano incalcolabili sbarchi di migranti e non abbiamo le strutture per accoglierli.
I politici italiani stranamente non fanno nulla per fermare le partenze in Libia e si rimane amareggiati nel vedere questi politici benestanti e solenni, indifferenti verso questo dramma umanitario.
A questo si aggiunge la beffa dell’accoglienza degli immigrati negli alberghi, lo Stato italiano paga per ognuno anche 70 euro, ma la cifra media dovrebbe scendere di diverse decine di euro. Sono contento per l’ospitalità data agli immigrati, ma per quanto tempo potranno rimanerci? Non è un’illusione momentanea che li farà soffrire quando lasceranno quelle strutture? E gli italiani poveri che non riescono a mangiare?
Sono molti i politici di ogni estrazione che agiscono senza Dio, decidono senza amore per la persona, ignorano la morale!
Mai come oggi prevale nella politica la strategia ampia e anticristiana degli incappucciati, per questo sono molti a dirigersi verso gli stessi interessi e a promuovere esclusivamente i loro progetti. Non di vita, non di verità, non di bene comune. Solo l’intervento di Gesù potrà sollevare dalle poltrone parlamentari quanti non operano per il bene comune.
Preghiamo ogni giorno per l’Italia, chiediamo alla Madonna di salvare l’Italia da ogni pericolo di guerra e di invasione!
Ieri abbiamo sentito che una violenta bufera ha colpito parte dell’Italia, anche se non colpevolizzo satana di ogni disgrazia, quello che è successo a Forte dei Marmi fa riflettere. Questa è una cittadina frequentata dai ricchi o da presunti tali che comunque sono amici della gente che ama apparire e vive di esteriorità. È uno dei luoghi italiani più adatto all'alta società, valutata in soldi e non in morale.
Non sto qui a condannare i turisti che vanno, vi si recano anche molte persone perbene che amano il lusso e lo sfarzo senza dare scandali.
Forte dei Marmi fa parte della Versilia, la quale è la parte della Toscana nord-occidentale, all'interno della provincia di Lucca, compresa nei territori dei comuni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema. La riviera costiera ha una forte vocazione turistica con una immensa spiaggia dorata ed una vivace attività mondana. Qui infatti sono numerosi i locali notturni e le discoteche storiche che si affacciano direttamente sul mare.
Ieri un vento a 140 km orari ha sradicato 1000 alberi secolari, maestosi e adornanti, sistemati in tutta la cittadina rimasta distrutta, perché gli alberi pesantissimi si sono abbattuti sulle case, macchine e altro. Perché proprio Forte dei Marmi e non una zona vicina?
Non pensiamo a satana, pensiamo che è stata permissione di Dio per tutta l’immoralità e la vergognosa perversione che vivono anche i giovani, frequentatori delle discoteche e di altri luoghi salottieri.
Introduco alcune parole di Gesù che sono l’argomento del Vangelo di oggi: “Un uomo aveva due figli”. Abbiamo letto la parabola e ci accorgiamo che le conseguenze del peccato nell’anima sono tremende, fino ad oscurare l’intelletto e far dimenticare ogni riconoscenza e amore. Il figlio più piccolo dimenticò tutto il bene ricevuto dal padre e lo abbandonò.
Molti cristiani dimenticano con facilità le Grazie e gli aiuti ricevuti da Gesù e dalla Madonna, Li abbandonano e adorano gli idoli.
Tutti siamo il figliol prodigo, nel senso che abbiamo tutti la possibilità di ritornare a Dio dopo avere dilapidato ogni suo dono e Grazia. Per farlo dobbiamo valutare il peccato come massima tragedia dell’uomo. Se non c’è questa consapevolezza rimane difficile convertirsi sul serio e iniziare una nuova vita con Gesù.
Non bisogna pensare che avviene in pochi minuti la conversione e la convinzione della tragedia del peccato, è un cammino di Fede. Occorre pazienza se si continua a peccare, ma risolutezza nella lotta, bisogna proporsi una maggiore vigilanza e la pratica della virtù opposta.
Ognuno di noi rispecchia uno dei due figli della parabola, ma tutti possiamo essere il figliol prodigo che rinasce a vita nuova.

1 Ave Maria per Padre Giulio

Sostieni l’apostolato per Gesù e Maria.  Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16). 

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Verificherò ogni giorno la mia fedeltà alla preghiera umile, fiduciosa e sincera, e sul mio impegno nell’annunciare il Vangelo ai conoscenti.

Pensiero
Si diventa umile nelle umiliazioni, si diventa virtuoso attraverso le prove e nella vita nascosta.  (Don Edoardo Poppe)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro sito:


Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.


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giovedì 5 marzo 2015

Vangelo di oggi .


Giovedì 5 marzo 2015
II Settimana di Quaresima


+ VANGELO (Lc 16,19-31)
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli Angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Questa è una parabola piena di insegnamenti, una lettura che rilascia ogni volta nuove intuizioni per vivere come chiede Gesù. Leggendola senza il desiderio di scoprire tanti significati presenti nel racconto, si rimane un po’ indifferenti sia alla condizione dei due personaggi sia alla retribuzione diversa che spetta a loro.
L’insegnamento principale che ci indica Gesù è il distacco, fino ad arrivare a distaccarsi dall’amor proprio che fa sorgere sempre opinioni discordanti con la realtà. Il distacco dalle cose ci dà la necessaria libertà per seguire Gesù.
In questo tempo di Quaresima la Chiesa ci invita ripetutamente a liberarci dalle cose terrene per riempire il nostro cuore di Dio.
Chi ripone la sua fiducia nelle cose della terra, allontanando il suo cuore dal Signore, è condannato alla sterilità e all’inefficacia di ciò che veramente importa. Gesù desidera che ci occupiamo delle cose della terra e le amiamo correttamente: “Soggiogate e dominate la terra” (Gn 1,28).
Una persona, però, che ami “disordinatamente” le cose della terra non lascia spazio nella sua anima all’amore per Dio.
L’attaccamento ai beni e l’amore per Gesù sono incompatibili. “Non potete servire Dio e mammona” (Mt 6,24).
Le cose materiali e gli idoli possono diventare una pastoia che ci impedisce di avvicinarci a Gesù. E se non arriviamo a Lui, a che serve la nostra vita? I beni materiali sono buoni perché sono di Dio, sono mezzi che Dio ha messo a disposizione dell’uomo fin dalla creazione, affinché ne usasse sviluppando la società con gli altri uomini.
Siamo amministratori di tali beni per un tempo limitato, molto breve.
Quando il ricco epulone lo ha capito era troppo tardi, la sua vita corrotta e la mancanza di amore verso Dio e i poveri lo hanno fatto precipitare nell��inferno. Da lì invocava aiuto ma non poteva assolutamente riceverlo e Abramo nella parabola spiega: “Tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
Gesù dice che dopo il Giudizio non ci sarà possibilità di cambiare destinazione, qui e adesso siamo noi a scegliere il nostro futuro.
Chi mette le ricchezze al centro della sua vita esclude se stesso dal Regno dei Cieli. Un idolo occupa il posto che solo Dio deve occupare. Chi non rompe i lacci, sia pure sottili, che lo legano in modo disordinato alle cose materiali, alle persone, a se stesso, si esclude da una vera vita interiore, da un rapporto d’amore con Gesù.
Adesso ognuno sceglie lo stile di vita che piace e si può imitare il ricco epulone pur non essendo ricchi di beni ma ricchi di vizi e corruzione. Quest’uomo visse senza Dio e morì senza Dio, si concentrò solo sui piaceri della carne e la sua carne brucerà nell’inferno per l’eternità. È stata una sua scelta.
Mentre il povero Lazzaro non aveva nulla ma era umile, buono, ringraziava lo stesso Dio. Era ignorato dal ricco epulone ma era amato da Dio. Così succede a tutti quelli che soffrono in questa vita: ignorati dai potenti e dai conoscenti ricchi ma benedetti da Dio, il quale non toglie gli occhi dai suoi figli che soffrono con amore e pregano con devozione.
L’egoismo e l’imborghesimento impediscono di scorgere le necessità altrui. Vogliamo essere puri, pazienti e buoni come Lazzaro.

1 Ave Maria per Padre Giulio

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Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Verificherò ogni giorno la mia fedeltà alla preghiera umile, fiduciosa e sincera, e sul mio impegno nell’annunciare il Vangelo ai conoscenti.

Pensiero
Si diventa umile nelle umiliazioni, si diventa virtuoso attraverso le prove e nella vita nascosta.  (Don Edoardo Poppe)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro sito:


Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.


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mercoledì 4 marzo 2015

Vangelo di oggi


Mercoledì 4 marzo 2015
II Settimana di Quaresima


+ VANGELO (Mt 20,17-28)
Lo condanneranno a morte.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; Lo condanneranno a morte e Lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo Regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che Io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’Uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù “non è venuto per farsi servire, ma per servire”, una verità che i Consacrati sono chiamati a vivere pienamente. Tutti i cristiani devono comprendere che non è il potere o un posto di privilegio nella società, a permettere la realizzazione della vita. Il potere è buona cosa se amministrato nel timore di Dio e a servizio del popolo. Amministrato con assoluta onestà.
Purtroppo, la perdita dei valori morali ha fatto deragliare questa società verso la deriva finale, così nella politica e tra i dirigenti statali è fesso chi non ruba o non riceve mazzette o rimborsi sotto altri nomi. Ieri abbiamo conosciuto la catastrofe del presidente del Camera di commercio di Palermo, Roberto Helg, con il suo arresto si apre una pagina che non terminerà di essere studiata.
Perché lui era il paladino della legalità, sempre in prima linea contro il racket e il malaffare, ricoperto di incarichi e titoli lunghissimi in quanto ritenuto, appunto, il paladino della lotta contro la corruzione. Non era un politico ma a qualche politico faceva riferimento per avere raggiunto incarichi importanti. Solo come presidente della Camera di commercio guadagnava 265 mila euro l’anno, più altri 100 mila euro come vicepresidente della Gesap che gestisce l’aeroporto Falcone e Borsellino.
Ricoperto d’oro, oserei dire, nonostante il fallimento della sua azienda nel 2012. La domanda allora è semplice: chi lo appoggiava?
È pure terribile leggere che per questo compito guadagnava 265 mila euro l’anno da una parte e 100 mila in un’altra, senza faticare, con la sola presenza alle riunioni e mettendo firme. Presente e attivo però all’appuntamento con la vittima che chiedeva un aiuto per il suo negozio di pasticceria all’interno dell’aeroporto.
La richiesta del corrotto è stata pronta, nelle intercettazioni parla con esperienza, come chi è esperto nel chiedere tangenti.
Il governo italiano dovrebbe portare la soglia degli stipendi dei dirigenti statali a 100 mila euro, una buona cifra per vivere sfarzosamente.
Come mai non si occupano di questo taglio che farebbe risparmiare allo Stato diversi miliardi di euro? I giochi della politica sono un mistero.
Molti di quelli che occupano posti statali di rilievo e guadagnano più di 100 mila euro, danno ogni mese una percentuale al politico o al Partito che lo ha messo lì. Di percentuale non sappiamo nulla, ma non si spiegano certi stipendi di presentatori televisivi che per qualche trasmissione settimanale guadagnano più di un milione di euro l’anno. Sono soldi dei contribuenti e i politici fanno finta di nulla.
Ritornando al paladino della legalità, già vi ho avvisato di non credere ciecamente quanto viene detto in televisione. Se seguite la retta intenzione e non vi lasciate coinvolgere dalla passione politica, quando ascoltate dichiarazioni dei politici, con un flash veloce cercate di ricordare se ha sempre detto la verità o i fatti seguenti hanno smontato forse le sue parole.
Parlo dei politici di tutti gli schieramenti, lo evidenzio per aiutarvi a discernere il vero dal falso. Se un politico del paese o della regione o del Parlamento parla con intento ingannevole, si capisce facilmente, basta valutare la sua storia.
Moltissimi politici italiani di tutti gli schieramenti negli ultimi decenni hanno mostrato la loro condizione indegna e l’assenza di un briciolo di morale. Hanno rubato soldi utilizzando mille stratagemmi, si sono arricchiti lasciando milioni di italiani con la pensione minima, quasi tre milioni di famiglie nella povertà assoluta, hanno tagliato contributi alla sanità e alle forze dell’ordine.
Qual è la vera e unica ansia della stragrande maggioranza dei parlamentari? Il potere per il denaro, il denaro per la ricchezza.
Quando ascoltate un politico tenete presente che molto spesso dice il contrario della verità. Ne pensa una e dice l’altra.
Non sono solo i politici italiani, è l’umanità ridotta a mascherarsi per non svelare l’identità e a ricoprire ogni giorno nuovi personaggi: “Uno, nessuno e centomila”. L’ateo Pirandello vuole mostrare la consapevolezza che l'uomo non è Uno, e che la realtà non è oggettiva.
Fa passare il protagonista dal considerarsi unico per tutti (Uno, appunto) fino a concepire che egli è un nulla (Nessuno), attraverso la presa di coscienza dei diversi se stesso che via via diventa nel suo rapporto con gli altri (Centomila).
Come un buon politico moderno e irreligioso, Pirandello indica in quest’opera famosa che la realtà perde la sua oggettività e si sgretola nell'infinito vortice del relativismo.
Un politico si valuta dalle sue opere e non dalle parole, questo non è un giudizio ma la constatazione della connessione tra parole e vita. Il paladino di cui sopra non faceva altro che condannare il racket e il malaffare. Vi riporto alcune affermazioni di Helg di alcuni giorni fa:
Sono fortemente soddisfatto dell'esito dell'operazione Apocalisse 2 e dal fatto che sia stata determinante la collaborazione degli imprenditori e dei commercianti vittime del racket, come ha detto anche il Procuratore Lo Voi. Il lavoro che da anni facciamo per incitare alla denuncia continua a dare i suoi frutti e siamo certi che il clima di fiducia verso lo Stato tra gli operatori economici è decisamente cambiato. Lavorare nella piena legalità è l'unica scelta possibile”.
Un politico presidente di una Provincia del Nord alcuni anni fa investì quasi 200 milioni di euro per nuove autostrade, sapendo di pagare una valutazione più che raddoppiata, ma egli era sicuro della copertura, non si sa di chi. Denunciato è stato indagato ma mai arrestato, il processo si è prolungato fino alla scadenza dei termini…
Questa è oggi la nostra amatissima e povera Italia. Preghiamo ogni giorno per l’Italia.
Cosa ci può sorprendere oramai? Helg che chiede 100 mila euro di tangente? E i miliardi di euro in contributi e spese gonfiate che spariscono da Roma verso direzioni ignote?
“Lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà”. Noi attendiamo con gioiosa ansia la fine di questi tempi dominati da satana, aspettiamo il momento del grandioso segno di Garabandal con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. “Vieni, Signore Gesù”.

“Carissimo Padre Giulio, da tanto la seguo e voglio ringraziarla per quello che fa. Leggo tutti i giorni i suoi commenti e apprezzo molto quello che dice.  Ho letto che finalmente le è stata riconosciuta l'innocenza per quelle menzogne di cui l'hanno incolpata. Iniziare la giornata dopo avere letto i suoi messaggi è per me motivo di continuare sul cammino di Fede e di Preghiera che da un paio d'anni ho intrapreso assieme a mia moglie. Le invio un forte abbraccio e le auguro di continuare così. Buona giornata e nuovamente un grazie dal profondo del cuore. Ulisse Fingo”.

“Caro Padre Giulio, sono proprio contento! Pur avendo letto nella rete le notizie sul Suo allontanamento dai Padri Francescani dell'Immacolata, e avendoLa conosciuta “informaticamente” relativamente da poco tempo, non riuscivo a cogliere dai Suoi scritti preziosi, alcunchè di stridente rispetto al Magistero della Chiesa, al Vangelo o a qualunque altra buona qualità vorrei riscontrare in un sacerdote, anzi!! Più che amore, buon senso, e carità non ho mai visto in Lei e ho inoltrato il Suo link anche ad amici che si sono registrati anch'essi. I Suoi scritti quotidiani sono per me un appuntamento importantissimo e uno stimolo a confrontarmi con la lieta novella del Vangelo, cosa che devo dire onestamente prima non era così assidua e che grazie a Lei ho riscoperto. Sia lodato il Signore per questa bellissima notizia e Le chiedo di ricordarmi nella preghiera perchè io viva questa Quaresima con abbandono all'amore del Signore e fedeltà a quanto Lui ha patito per la nostra salvezza e felicità. Un carissimo saluto. Francesco Celenza”.

“Sono molto felice, Padre Giulio Maria, non ho mai avuto dubbi sulla sua rettitudine. È una notizia bellissima, che ci conferma l'amore della Madonna, soprattutto per quelli che la amano e la seguono. Lei merita questo e molto altro, grazie per quello che fa per noi. Un caro saluto Manuela”.

“Padre Giulio sono molto felice per Lei, per la Sua riabilitazione. Quando ho letto la lettera poi ho fatto qualche ricerca  mi erano sorti dei dubbi perché è da poco che leggo  i Suoi commenti al Vangelo che mi arrivano e le Sue bellissime parole  e quindi non conoscevo bene tutta la Sua storia. Io sono costernata a pensare a quanta cattiveria c’è  e a quanto male si può fare ad una Persona per salvare i propri interessi, ho capito che ci vuole tanta pazienza e poi arriva la Giustizia Divina, però Padre quanto tempo!!!! Io non ho un parlare forbito come le persone che Le scrivono e non riesco ad esprimere quello che provo veramente, sappia che se non  riesco a leggere un  giorno  il Vangelo ed i Suoi commenti per qualche  motivo di lavoro (ho internet solo in  ufficio) mi manca terribilmente e non vedo l’ora che arrivi la mattina dopo per leggerli tutte e due. Grazie infinite per questo. Pace e bene Padre. Laura”.

“Sono un peccatore ma leggendola, da anni ho imparato a credere in Maria. La sua fiducia è stata ripagata con la giustizia divina, purtroppo quella degli uomini non sempre è così. Pregherò ancora per LEI che il cielo la benedica per la sua santa opera. Preghi per me ne ho tanto bisogno. Dio la benedica Roberto Simeoni. Padre felicissimo di aver letto della sua riabilitazione”.

“Caro Padre Giulio, mi unisco con sincero affetto alla sua gioia. Avevo letto qualche commento relativo a dei provvedimenti nei suoi confronti, ma la serenità che traspare nei suoi insegnamenti non mi hanno mai fatto dubitare del suo apostolato! Prego affinché il Signore continui a sostenerla... sempre! Manuela”.

“Sono felicissima per Lei caro Padre, d'altronde non poteva essere altrimenti per una persona così dedita alla salvezza delle povere anime in pena come me. Se non fosse stato per Lei non so oggi dove sarei potuta essere. È grazie a Lei che ho ritrovato il Signore, certo ho ancora molto cammino da fare, ma sono fiduciosa. Grazie per avermi guidato finora e grazie soprattutto alla Misericordia che la Madonna e il Signore hanno avuto per me. Le mando un abbraccio affettuoso come se stessi abbracciando mio padre. Grazie. Federica Paolini”.

“Caro Padre siamo felici della sua completa riabilitazione e le siamo vicini in questo momento di gioia. Anche Padre Pio ha sofferto umiliazioni simili alla sua. È l'esperienza della Croce di Cristo. Un cordiale saluto ed un forte abbraccio da me e dalla mia famiglia. Roberta Braga”.

“Pace e Bene. Padre Giulio ne sono felice e contenta per voi, la giustizia divina trionfa sempre, tempo ci vuole ma trionfa, alleluia!!!!! L'onestà paga, la Madonna accompagna sempre il vostro apostolato. Con affetto da Montreal (Canada) Michelina”.

“Grazie a Dio!! E la sua benedizione scenda enormemente su di Lei, per continuare la sua missione in questo mondo, abbiamo tutti tanto bisogno di Santi Sacerdoti. Buona serata. Cecilia”.

“Il Signore è grande nella Sua Bontà, grazie padre Giulio delle sue catechesi che ci confortano tutti i giorni e continuiamo a pregare per lei e per il Signore e la nostra dolce Mamma. Il Signore la benedica sempre. Barbara”.

“Sono contenta della bella notizia, veramente Gesù e Maria  hanno fatto in modo che è venuta fuori la verità. Io le sono vicina con la preghiera, ma chiedo una Sua BENEDIZIONE ossequi.  Suor Epifania Bossi. Grazie delle belle meditazioni”.

“Ave Maria caro padre. Apprendo con grande gioia, la sua riabilitazione nell'Istituto e, colgo l'occasione per ringraziarla dei suoi preziosi commenti al Vangelo del giorno. Che il Signore Gesù, e la Vergine Maria, la preservino e la proteggano per il suo impegno e la sua dedizione. La saluto con affetto e gratitudine, sperando, di poterla incontrare. Ave Maria. Domenico Macrì”.

“Congratulazioni carissimo Padre Giulio. Il bene trionfa sempre ! Lorenza Gisotti Bellini”.

“Sia lodato Gesù Cristo. Con grande piacere apprendo questa notizia, Leggo sempre la sua newsletter, commentata e spiegata in maniera impeccabile, come poteva essere diversamente? Gianni Papa”.

“Rev.mo Padre Giulio M. Scozzaro, La ringrazio di tutto cuore per quello che fa per noi e continuo ad assicurarle preghiere. Che Dio la conservi a lungo e Le doni ogni bene che Lei sa trasmettere a noi. Siano lodati Gesù e Maria... Alina”.

“Buonasera, sono Maria Rita di Sassari. Grazie per aver condiviso con noi questa gioia, e di come ha affrontato questa lunga sofferenza e ingiustizia. Il Suo esempio è utile anche per me.
Grazie anche per il Vangelo e il commento che ci invia ogni giorno, lo leggo sempre con molto interesse ed attenzione, mi aiuta a  capire, riflettere e migliorare. Trovo anche molto utili i suoi commenti sulle notizie di attualità, molte cose non vengono dette dai mass media. Un cordiale saluto Maria Rita”.

“Reverendo Padre, sono felicissima per Lei! come vede, la giustizia, quando è guidata dalla mano divina, trionfa sempre. Le auguro ogni bene e continui, oggi più che mai, a sostenere la comunità con la sua preghiera ed i suoi commenti al Vangelo. Un abbraccio. Avv. Anna Maria Vasco”.

“Gracas a DEUS ! Unito nella preghiera ! Padre Paolo Alutto CRS (San Paulo) Brasile”.

“Il Signore è buono! Auguri sentivo la sua grandezza e purezza! Francesca Nicosia da Caltanissetta”.

“Nel ringraziare la Madonna perché questa veramente è opera sua in favore di un suo figlio prediletto, faccio a Lei, padre Giulio, i miei auguri di pace e gioia per questa riammissione. Il  Signore non abbandona coloro che confidano in Lui. Siano lodati Gesù e Maria. Adélard (Padri Silvestrini)”.

“Padre Giulio sono immensamente felice per lei e con lei!!! La ringrazio per i suoi commenti alla Parola che mi illuminano la giornata e mi ricordano l'amore di Gesù e Maria per me e per tutta l'umanità. La prego di fare una preghiera per me perché vorrei costruire una famiglia ed in questo momento è davvero difficile trovare persone dal cuore sano. Comunque ho la speranza nel cuore e confido in Gesù. Che Dio la benedica. Marilena Ricci”.

“Sì, Carissimo, ho sempre creduto a tutto il suo operato. Con attenzione ho letto i suoi commenti e ho capito che c'era la luce del Signore nostro Gesù. Che il Nostro Amato Padre la benedica. Viva Gesù viva la Madonna. Beppe”.

1 Ave Maria per Padre Giulio

Sostieni l’apostolato per Gesù e Maria.  Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16). 

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Verificherò ogni giorno la mia fedeltà alla preghiera umile, fiduciosa e sincera, e sul mio impegno nell’annunciare il Vangelo ai conoscenti.

Pensiero
Si diventa umile nelle umiliazioni, si diventa virtuoso attraverso le prove e nella vita nascosta.  (Don Edoardo Poppe)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro sito:


Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.


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martedì 3 marzo 2015

Vangelo di oggi .

Martedì 3 marzo 2015
II Settimana di Quaresima


+ VANGELO (Mt 23,1-12)
Dicono e non fanno.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».  Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tutto il Vangelo di oggi ci parla dell’umiltà, virtù poco compresa se non nella cognizione principale. Non c’è chiarezza nella comprensione dell’umiltà, molti provano un senso di ribrezzo al solo pensiero di dover agire con umiltà. Perché si oppone all’orgoglio e alla superbia, e l’umiltà non si può praticare se sono presenti questi vizi.
Per esserci l’umiltà occorre la persona umile, un cristiano evidentemente, che ha incontrato il vero Volto di Cristo e ha deciso di metterlo al centro di tutto. La condizione principale per rivestirsi dell’umiltà è la conoscenza di Gesù, l’imitazione dei suoi comportamenti, soprattutto occorre rivestirsi dell’Amore di Cristo.
Quanto è presente l’Amore del Signore in una persona, tanta è l’umiltà che si pratica!
Non ci può essere uomo umile senza Gesù, non c’è d’altronde neanche vita spirituale senza Lui, quindi non si può ostentare un’umiltà di facciata perché la finzione dura poco, né è credibile chi pronuncia parole di umiliazione verso se stesso, quando poi diventa una furia se riceve un’offesa.
Eppure le umiliazioni servono a farci rientrare in noi e così assaporare le violenze degli oltraggi, le offese e i torti che si subiscono, spesso senza una vera ragione. Le umiliazioni ci fanno scendere dalle vette della superbia, diminuiscono il nostro amor proprio, degradano le convinzioni sbagliate di grandezza. È difficile accettare le umiliazioni.
Anche la conoscenza dei propri difetti è un aiuto per diventare umili, ma bisogna vincerli e quindi si comincia una lotta spirituale.
Tutte le virtù necessitano della presenza della Grazia di Dio per farle diventare abiti spirituali, come il vestiario che copre il corpo. Si possono praticare le virtù in modo esemplare, spesso però si tratta di momenti euforici passeggeri, non di una stabilità spirituale fondata sulla Persona di Gesù.
Riguardo l’umiltà, non si può praticare con costanza se non c’è una continua lotta contro la superbia. Non si può essere umili se l’agire è presuntuoso, orgoglioso, pieno di sé, fiero, sprezzante. C’è una vera interdipendenza tra umiltà e superbia: se una scende sale l’altra. Non possono essere presenti allo stesso livello alto o basso.
È il cammino del rinnegamento insegnato da Gesù a renderci umili, la ripetizione di atti che richiedono uno spirito di mortificazione, quindi di rinuncia, privazione, sacrificio, penitenza. La privazione riguarda anche tutto ciò che appare lecito, ma che il credente se ne priva per dominare la propria volontà e condurla piano piano a spezzare la superbia.
I Sacramenti, l’osservanza dei Comandamenti e del Vangelo, la preghiera sincera e fiduciosa, la lotta ai vizi, rendono umili.
Come possiamo constatare, ci sono più opportunità per praticare l’umiltà, all’inizio si farà fatica e non si comprenderà la giusta misura. La ripetizione di atti di rinuncia e di silenzio quando si vorrebbero dire parole poco caritatevoli, come nel giudizio, conducono ad un maggiore autocontrollo e ad una considerazione sempre più bassa di sé.
Una persona umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri.
Può avere tante qualità, talenti, ingegni, ma ha lo spirito dei piccoli del Vangelo, e questa persona è grande davanti a Dio.
La gradualità dell’umiltà non si riesce a comprendere, chi dice di essere umile in realtà non lo è. L’umile invece pensa di essere sempre inadeguato e se riceve complimenti al lavoro, in famiglia o in altri ambienti, non si esalta, non prova neanche vanità, proprio perché si considera piccolo, ha una bassa considerazione di sé.
Questa caratteristica non sorprende, per esempio, Padre Pio non si rallegrava quando lo esaltavano, questo atteggiamento di uno dei Santi più straordinari era la bassa considerazione di sé davanti a Dio. Padre Pio è stato un grande, un eroe, ma vivendo in continua unione con Dio provava una forte umiliazione per i suoi limiti, perché possedeva una grandissima Luce Divina e vedeva anche i difetti più innocenti.
Più la persona è vicina a Dio ed è piena di Spirito Santo, maggiormente si sente indegna, inadeguata, limitata in ciò che Gesù chiede. Questo è il vero senso dell’umiltà, non riguarda alcune affermazioni banali, magari dette per compiacersi o l’illusione di essere umili solo perché non si commettono reati gravi.
“Chi si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato”.
Il termine “umiltà” è derivato dalla parola latina “humilis”, oltre a umile si utilizza alternativamente come “basso”, o “dalla terra”.
Il cristiano vicino a Gesù anche se viene applaudito o elogiato, non prova alcuna vanità perché conosce che tutto viene da Lui e che da solo può solamente rimanere inadeguato. Non gioisce per gli elogi ma si meraviglia, non prende su di sé i complimenti ma offre tutto, immediatamente e continuamente a Gesù e alla Madonna.

1 Ave Maria per Padre Giulio

Sostieni l’apostolato per Gesù e Maria.  Aiuta con donazioni la diffusione del Vangelo, la Parola di Vita che salva le anime e guarisce le malattie. Il nostro apostolato è vastissimo e non abbiamo fini di lucro, abbiamo bisogno di offerte per sostenere tutte le spese. Aiutaci a continuarlo secondo il Cuore di Gesù. Il nostro forte impegno vuole far conoscere Gesù ovunque e diffondere la vera devozione alla Madonna. Vogliamo diffondere e difendere la sana dottrina della Chiesa. Il vostro contributo economico è un segno di stima e di amore, manifestazione di vicinanza e di Fede. Diventa anche tu difensore dell’unica Chiesa fondata da Gesù. "Dai loro frutti li riconoscerete" (Mt 7,16). 

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Verificherò ogni giorno la mia fedeltà alla preghiera umile, fiduciosa e sincera, e sul mio impegno nell’annunciare il Vangelo ai conoscenti.

Pensiero
Si diventa umile nelle umiliazioni, si diventa virtuoso attraverso le prove e nella vita nascosta.  (Don Edoardo Poppe)

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal nostro sito:


Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.


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