Giovanni Paolo II
lunedì 3 giugno 2013
Citazione spirituale del giorno
domenica 2 giugno 2013
Maria a Medjugorje
Il
padre Rho e il padre Lireo raccontano che nella Gheidria, verso l'anno
1645, una ragazza chiamata Maria fu mandata un giorno da suo zio al
mercato di Nimega per comperare alcune cose, con l'ordine di restare la
sera in casa di una zia che abitava in quella città. La fanciulla
ubbidì, ma quando la sera andò a trovare la zia, fu rozzamente cacciata.
Si rimise dunque in cammino per ritornare a casa, ma essendosi fatta
notte, incollerita, chiamò il demonio ad alta voce. Questi le apparve
subito in forma di uomo e le promise di aiutarla, purché facesse una
cosa. - Farò tutto - rispose la disgraziata. - Non voglio altro che da
oggi in poi tu non ti faccia più il segno della croce e che cambi il tuo
nome. La ragazza rispose: - Non mi farò più il segno della croce, ma il
nome di Maria mi è troppo caro e non voglio cambiarlo. - E io non ti
aiuto - disse il demonio. Finalmente dopo molte discussioni decisero di
comune accordo che la fanciulla si chiamasse
con la prima lettera del nome di Maria, cioè Emme. Poi andarono ad
Anversa e per sei anni la poveretta rimase con quel pessimo compagno,
vivendo una vita così scellerata che era lo scandalo di tutti. Un giorno
disse che desiderava rivedere la patria e alla fine il demonio,
malgrado fosse contrario, fu costretto ad acconsentire. Arrivando nella
città di Nimega, trovarono che vi si rappresentava un'opera sulla vita
della santa Vergine. Allora la povera Emme, per quel po' di devozione
che aveva conservato verso la Madre di Dio, cominciò a piangere. « Che
facciamo, disse il compagno, vogliamo fare noi un'altra commedia? ».
Tentò di allontanarla da lì, ma poiché la giovane resisteva, vedendo che
ormai la perdeva, adirato la lanciò per aria e la fece cadere in mezzo
al teatro. Allora la poveretta, dopo aver raccontato la sua storia, andò
per confessarsi dal parroco, ma questi la mandò dal vescovo di Colonia e
il vescovo dal papa il quale, udita la sua confessione, le impose per
penitenza di portare continuamente tre cerchi di ferro: uno al collo e
due alle braccia. La penitente ubbidì e giunta a Maastricht, si
rinchiuse in un monastero di pentite, dove visse quattordici anni in
aspre penitenze. Una mattina, alzandosi dal letto, trovò che i tre
cerchi si erano rotti da soli. Due anni dopo morì in fama di santità e
volle essere sepolta con quegli stessi tre cerchi, che da schiava
dell'inferno l'avevano resa felice schiava della sua liberatrice.
Il
padre Rho e il padre Lireo raccontano che nella Gheidria, verso l'anno
1645, una ragazza chiamata Maria fu mandata un giorno da suo zio al
mercato di Nimega per comperare alcune cose, con l'ordine di restare la
sera in casa di una zia che abitava in quella città. La fanciulla
ubbidì, ma quando la sera andò a trovare la zia, fu rozzamente cacciata.
Si rimise dunque in cammino per ritornare a casa, ma essendosi fatta
notte, incollerita, chiamò il demonio ad alta voce. Questi le apparve
subito in forma di uomo e le promise di aiutarla, purché facesse una
cosa. - Farò tutto - rispose la disgraziata. - Non voglio altro che da
oggi in poi tu non ti faccia più il segno della croce e che cambi il tuo
nome. La ragazza rispose: - Non mi farò più il segno della croce, ma il
nome di Maria mi è troppo caro e non voglio cambiarlo. - E io non ti
aiuto - disse il demonio. Finalmente dopo molte discussioni decisero di
comune accordo che la fanciulla si chiamasse
con la prima lettera del nome di Maria, cioè Emme. Poi andarono ad
Anversa e per sei anni la poveretta rimase con quel pessimo compagno,
vivendo una vita così scellerata che era lo scandalo di tutti. Un giorno
disse che desiderava rivedere la patria e alla fine il demonio,
malgrado fosse contrario, fu costretto ad acconsentire. Arrivando nella
città di Nimega, trovarono che vi si rappresentava un'opera sulla vita
della santa Vergine. Allora la povera Emme, per quel po' di devozione
che aveva conservato verso la Madre di Dio, cominciò a piangere. « Che
facciamo, disse il compagno, vogliamo fare noi un'altra commedia? ».
Tentò di allontanarla da lì, ma poiché la giovane resisteva, vedendo che
ormai la perdeva, adirato la lanciò per aria e la fece cadere in mezzo
al teatro. Allora la poveretta, dopo aver raccontato la sua storia, andò
per confessarsi dal parroco, ma questi la mandò dal vescovo di Colonia e
il vescovo dal papa il quale, udita la sua confessione, le impose per
penitenza di portare continuamente tre cerchi di ferro: uno al collo e
due alle braccia. La penitente ubbidì e giunta a Maastricht, si
rinchiuse in un monastero di pentite, dove visse quattordici anni in
aspre penitenze. Una mattina, alzandosi dal letto, trovò che i tre
cerchi si erano rotti da soli. Due anni dopo morì in fama di santità e
volle essere sepolta con quegli stessi tre cerchi, che da schiava
dell'inferno l'avevano resa felice schiava della sua liberatrice.
Messaggio del 2 giugno 2013 (Mirjana)
Messaggio del 2 giugno 2013 (Mirjana)
Cari figli, in questo tempo inquieto io vi invito di nuovo ad
incamminarvi dietro a mio Figlio, a seguirlo. Conosco i dolori, le
sofferenze e le difficoltà, ma in mio Figlio vi riposerete, in Lui
troverete la pace e la salvezza. Figli miei, non dimenticate che mio
Figlio vi ha redenti con la sua croce e vi ha messi in grado di essere
nuovamente figli di Dio e di chiamare di nuovo "Padre" il Padre Celeste.
Per essere degni del Padre amate e perdonate, perché vostro Padre è
amore e perdono. Pregate e digiunate, perché questa è la via verso la
vostra purificazione, questa è la via per conoscere e comprendere il
Padre Celeste. Quando conoscerete il Padre, capirete che soltanto Lui vi
è necessario (la Madonna ha detto questo in modo deciso e accentuato).
Io, come Madre, desidero i miei figli nella comunione di un unico popolo
in cui si ascolta e pratica la Parola di Dio. Perciò, figli miei,
incamminatevi dietro a mio Figlio, siate una cosa sola con Lui, siate
figli di Dio. Amate i vostri pastori come li ha amati mio Figlio quando
li ha chiamati a servirvi. Vi ringrazio!
Citazione spirituale del giorno
Josemaria Escrivà de Balaguer
sabato 1 giugno 2013
Preghiera per la battaglia spirituale .

Preghiera per la battaglia spirituale
Padre celeste, ti amo, ti lodo e ti adoro. Ti ringrazio per aver
mandato Tuo figlio Gesù che ha guadagnato la vittoria sul peccato e
sulla morte per la mia salvezza. Ti ringrazio per aver mandato il Tuo
Santo Spirito che mi dà potenza, mi guida e mi conduce alla pienezza di
vita.
Ti ringrazio per Maria, la mia madre celeste, che
intercede per me con gli angeli e i santi. ( Ripetere la seguente
preghiera tre volte in onore del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo).
Nel nome di Gesù io
sigillo me stesso, la mia famiglia, i miei colleghi di lavoro, questa
casa e tutte le fonti di sostentamento col prezioso sangue di Gesù
Cristo.
(Per spezzare ed eliminare tutti i sigilli satanici
ripetere 3 volte la seguente preghiera in onore della Santissima
Trinità, perché i sigilli satanici vengono posti per tre volte per
bestemmiare la Trinità).
Nel nome Santo di Gesù io spezzo ed
elimino ogni maledizione, stregoneria, incantesimo, insidia, trappola,
menzogna, ostacolo, inganno, deviazione, influenza spirituale, desideri
malvagi, legami ereditari conosciuti e sconosciuti ed ogni disfunzione e
malattia di ogni tipo compresi i miei errori e peccati. Nel nome di
Gesù io interrompo la trasmissione di ogni patto satanico, fattura,
legame spirituale ed opera satanica.
Nel nome di Gesù io
spezzo ed elimino ogni legame ed ogni effetto dei legami con: astrologi,
cartomanti, chiaroveggenti, medium, movimento del New Age, veggenti
dell’occulto, che legge la mano, che fa le carte, culti satanici,
spiriti guida, streghe, stregoni e voo doo.
Nel nome di Gesù
io elimino tutti gli effetti della partecipazione a oroscopi, alla
divinazione, a sedute spiritiche, a giochi occulti di ogni genere e di
ogni tipo che non porta vero onore a Gesù Cristo.
Amen.
Preghiera per la battaglia spirituale
Padre celeste, ti amo, ti lodo e ti adoro. Ti ringrazio per aver mandato Tuo figlio Gesù che ha guadagnato la vittoria sul peccato e sulla morte per la mia salvezza. Ti ringrazio per aver mandato il Tuo Santo Spirito che mi dà potenza, mi guida e mi conduce alla pienezza di vita.
Ti ringrazio per Maria, la mia madre celeste, che intercede per me con gli angeli e i santi. ( Ripetere la seguente preghiera tre volte in onore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo).
Nel nome di Gesù io sigillo me stesso, la mia famiglia, i miei colleghi di lavoro, questa casa e tutte le fonti di sostentamento col prezioso sangue di Gesù Cristo.
(Per spezzare ed eliminare tutti i sigilli satanici ripetere 3 volte la seguente preghiera in onore della Santissima Trinità, perché i sigilli satanici vengono posti per tre volte per bestemmiare la Trinità).
Nel nome Santo di Gesù io spezzo ed elimino ogni maledizione, stregoneria, incantesimo, insidia, trappola, menzogna, ostacolo, inganno, deviazione, influenza spirituale, desideri malvagi, legami ereditari conosciuti e sconosciuti ed ogni disfunzione e malattia di ogni tipo compresi i miei errori e peccati. Nel nome di Gesù io interrompo la trasmissione di ogni patto satanico, fattura, legame spirituale ed opera satanica.
Nel nome di Gesù io spezzo ed elimino ogni legame ed ogni effetto dei legami con: astrologi, cartomanti, chiaroveggenti, medium, movimento del New Age, veggenti dell’occulto, che legge la mano, che fa le carte, culti satanici, spiriti guida, streghe, stregoni e voo doo.
Nel nome di Gesù io elimino tutti gli effetti della partecipazione a oroscopi, alla divinazione, a sedute spiritiche, a giochi occulti di ogni genere e di ogni tipo che non porta vero onore a Gesù Cristo.
Amen.
Padre celeste, ti amo, ti lodo e ti adoro. Ti ringrazio per aver mandato Tuo figlio Gesù che ha guadagnato la vittoria sul peccato e sulla morte per la mia salvezza. Ti ringrazio per aver mandato il Tuo Santo Spirito che mi dà potenza, mi guida e mi conduce alla pienezza di vita.
Ti ringrazio per Maria, la mia madre celeste, che intercede per me con gli angeli e i santi. ( Ripetere la seguente preghiera tre volte in onore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo).
Nel nome di Gesù io sigillo me stesso, la mia famiglia, i miei colleghi di lavoro, questa casa e tutte le fonti di sostentamento col prezioso sangue di Gesù Cristo.
(Per spezzare ed eliminare tutti i sigilli satanici ripetere 3 volte la seguente preghiera in onore della Santissima Trinità, perché i sigilli satanici vengono posti per tre volte per bestemmiare la Trinità).
Nel nome Santo di Gesù io spezzo ed elimino ogni maledizione, stregoneria, incantesimo, insidia, trappola, menzogna, ostacolo, inganno, deviazione, influenza spirituale, desideri malvagi, legami ereditari conosciuti e sconosciuti ed ogni disfunzione e malattia di ogni tipo compresi i miei errori e peccati. Nel nome di Gesù io interrompo la trasmissione di ogni patto satanico, fattura, legame spirituale ed opera satanica.
Nel nome di Gesù io spezzo ed elimino ogni legame ed ogni effetto dei legami con: astrologi, cartomanti, chiaroveggenti, medium, movimento del New Age, veggenti dell’occulto, che legge la mano, che fa le carte, culti satanici, spiriti guida, streghe, stregoni e voo doo.
Nel nome di Gesù io elimino tutti gli effetti della partecipazione a oroscopi, alla divinazione, a sedute spiritiche, a giochi occulti di ogni genere e di ogni tipo che non porta vero onore a Gesù Cristo.
Amen.
Vangelo del 2 Giugno 2013 (Solennità del Corpus Domini)
Vangelo del 2 Giugno 2013 (Solennità del Corpus Domini)
Salmi 110(109),1.2.3.4.
Di Davide. Salmo. Oracolo del Signore al mio Signore: "Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi".
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: "Domina in mezzo ai tuoi nemici.
A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell'aurora, come rugiada, io ti ho generato".
Il Signore ha giurato e non si pente: "Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek".
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 11,23-26.
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane
e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me".
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me".
Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,11b-17.
Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».
C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta».
Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.
Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.
Di Davide. Salmo. Oracolo del Signore al mio Signore: "Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi".
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: "Domina in mezzo ai tuoi nemici.
A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell'aurora, come rugiada, io ti ho generato".
Il Signore ha giurato e non si pente: "Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek".
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti 11,23-26.
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane
e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me".
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me".
Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,11b-17.
Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».
C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta».
Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.
Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.
Solennità del Corpus
Domini
“Ogni
volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la
morte del Signore.”
Alle origini della festa
Il Miracolo
avvenne nell’estate del 1264. Un sacerdote boemo, Pietro da Praga, venne in
Italia per un'udienza con Papa Urbano IV, che durante l’estate si era trasferito
ad Orvieto, accompagnato anche da San Tommaso d’Aquino e numerosi altri teologi
e Cardinali. Pietro da Praga, subito dopo essere stato ricevuto dal Papa, si
incamminò per ritornare in Boemia. Lungo la via del ritorno si fermò a Bolsena,
dove celebrò la Messa nella chiesa intitolata a Santa Cristina. Al momento della
consacrazione, quando il sacerdote pronunciò le parole che permettono la
transustanziazione, avvenne il Miracolo, così descritto da una lapide posta a
ricordo:
«Improvvisamente quell’Ostia apparve, in modo visibile, vera carne e aspersa di rosso eccetto quella particella, tenuta dalle dita di lui: il che non si crede accadesse senza mistero, ma piuttosto perché fosse noto a tutti quella essere stata veramente l’Ostia che era dalle mani dello stesso sacerdote celebrante portata sopra il calice».
Grazie a questo Miracolo il Signore rafforzò la Fede del sacerdote che malgrado la sua provata pietà e moralità, nutriva spesso dubbi circa la reale presenza di Cristo sotto le Specie del pane e del vino consacrate. La notizia del Miracolo si diffuse subito e sia il Papa che San Tommaso d’Aquino poterono verificare immediatamente di persona il Prodigio. Dopo attento esame Urbano IV ne approvò il culto. Egli decise poi di estendere la festa del Corpus Domini, che sino all’epoca era stata soltanto una festa locale della diocesi di Liegi, a tutta la Chiesa universale. Il Papa incaricò San Tommaso di scrivere la liturgia che avrebbe accompagnato la Bolla «Transiturus de hoc mundo ad Patrem» in cui vengono esposte le ragioni per cui l’Eucaristia è così importante per la vita della chiesa.
«Improvvisamente quell’Ostia apparve, in modo visibile, vera carne e aspersa di rosso eccetto quella particella, tenuta dalle dita di lui: il che non si crede accadesse senza mistero, ma piuttosto perché fosse noto a tutti quella essere stata veramente l’Ostia che era dalle mani dello stesso sacerdote celebrante portata sopra il calice».
Grazie a questo Miracolo il Signore rafforzò la Fede del sacerdote che malgrado la sua provata pietà e moralità, nutriva spesso dubbi circa la reale presenza di Cristo sotto le Specie del pane e del vino consacrate. La notizia del Miracolo si diffuse subito e sia il Papa che San Tommaso d’Aquino poterono verificare immediatamente di persona il Prodigio. Dopo attento esame Urbano IV ne approvò il culto. Egli decise poi di estendere la festa del Corpus Domini, che sino all’epoca era stata soltanto una festa locale della diocesi di Liegi, a tutta la Chiesa universale. Il Papa incaricò San Tommaso di scrivere la liturgia che avrebbe accompagnato la Bolla «Transiturus de hoc mundo ad Patrem» in cui vengono esposte le ragioni per cui l’Eucaristia è così importante per la vita della chiesa.
Meditazione
La celebrazione
della solennità del “Corpo e Sangue di Cristo”, introdotta da papa Urbano IV nel
1264, è per noi oggi motivo di riflessione, di lode e ringraziamento e di
profonda adorazione e contemplazione. È tornare con il cuore e la mente alle
radici del nostro essere Chiesa, del nostro vivere e del nostro morire. È
tuffarci in modo tutto particolare nelle sorgenti della salvezza. Ad ogni
Celebrazione Eucaristica è il Signore che viene a noi e ci raduna come popolo
perché, “in festosa assemblea celebriamo il sacramento pasquale del suo Corpo e
del suo Sangue”. Egli è l’unico, sommo ed eterno sacerdote che per noi diviene
offerta sull’altare della croce e che a noi si offre oggi “in apparenza umile”
(S. Francesco). Il pane e il vino, che per le mani del sacerdote diverranno il
Corpo e il Sangue del Signore, sono il segno di un Dio che mai si stanca di
incarnarsi per essere accanto all’uomo. Egli “ogni giorno si umilia, come quando
dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in
apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l’altare nelle
mani del sacerdote”. E’ il mistero dell’incarnazione che si rinnova ad ogni
celebrazione. È mistero d’amore che rinnova il sacrificio di Cristo contemplato
e celebrato dalla Chiesa nel Triduo Pasquale.
“Il Signore
ha nutrito il suo popolo con fior di frumento, lo ha saziato di miele della
roccia.”
Preghiamo
Come è bello
Signore stare innanzi a Te,
guardarti e sentirmi guardato,
parlarti e sentirti parlare,
ascoltarti e sentirmi ascoltato,
cercarti e trovarti,
amarti e sentirmi amare.
guardarti e sentirmi guardato,
parlarti e sentirti parlare,
ascoltarti e sentirmi ascoltato,
cercarti e trovarti,
amarti e sentirmi amare.
Come è bello
Signore stare innanzi a te,
sapere che tu sei lì, in quel pezzo di pane,
sapere che passi i giorni interi e le notti,
chiuso in quel tabernacolo ad aspettare chi come me,
preso da tanti impegni, dimentica la cosa più importante,
la cosa più preziosa.
sapere che tu sei lì, in quel pezzo di pane,
sapere che passi i giorni interi e le notti,
chiuso in quel tabernacolo ad aspettare chi come me,
preso da tanti impegni, dimentica la cosa più importante,
la cosa più preziosa.
Come è bello
Signore stare insieme a te.
Il mio cuore carico di peccati sembra scoppiare,
ma l'amore che esce da quel tabernacolo mi dà speranza,
mi dà la forza di rialzarmi,
mi dà il coraggio di chiederti perdono,
mi dà la gioia di gridare a tutti:
Come è bello Signore stare insieme a te.
Il mio cuore carico di peccati sembra scoppiare,
ma l'amore che esce da quel tabernacolo mi dà speranza,
mi dà la forza di rialzarmi,
mi dà il coraggio di chiederti perdono,
mi dà la gioia di gridare a tutti:
Come è bello Signore stare insieme a te.
Buona
domenica a tutti nel nome del Signore
Lisa e
Loredana
__._,_.___
Citazione spirituale del giorno
J. Vuaillat
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