Regina mundi corredentrice dell'umanità

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sabato 6 aprile 2013

No al Suicidio .


Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all'Umanità.

John Donne
Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all'Umanità.

John Donne

venerdì 5 aprile 2013

Vangelo di oggi

Venerdì 5 aprile 2013
Ottava di Pasqua


+ VANGELO (Gv 21,1-14)
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Tra gli italiani cresce un senso di rifiuto verso la politica ed anche io provo amarezza nel vedere molte contraddizioni. Ho già scritto che bisognerebbe trovare una nuova e completa classe dirigente, ma con persone preparate e libere da qualsiasi condizionamento. Da ogni parte vedi che manca la volontà di aiutare gli italiani e le aziende continuano a fallire, con altri suicidi indotti dal mancato incasso dei soldi dello Stato.
Si arriva alle comiche quando scopri che diversi paladini di qualcosa poi vengono scoperti come i maggiori corrotti. Il 19 marzo si è dimesso il ministro francese del Bilancio Jérôme Cahuzac per evasione fiscale, è stato dimostrato che aveva un conto bancario in Svizzera che solo negli ultimi venti anni gli ha fruttato di interessi 600mila euro.  Questo ministro aveva il compito di controllare il fisco e salvare il bilancio dal baratro rimettendo i conti statali in ordine, ma proprio lui è caduto nell’illegalità.
Non solo, questo ministro ingannevolmente accusava i connazionali di portare denaro francese all’estero e si ergeva a paladino della lotta all’evasione fiscale. Dalle parole mostrava di essere un modello di onestà e di intransigenza, poi invece la polizia ha scoperto l’enorme conto bancario all’estero e che il ministro era uno dei più grandi evasori francesi. Come vedete non è tutto oro quel che luccica, è una lezione che deve far riflettere quanti credono a tutto quello che ascoltano dalla televisione.
Ritornando all’Italia, lo stallo per un nuovo governo continua, io non sono preoccupato per me ma vedo la gravissima crisi che strangola milioni di persone e allora ci chiediamo perché non si è ancora arrivati a creare un qualsiasi governo per fare ripartire l’economia, per dare alle aziende tutti i soldi che avanzano, per sistemare diverse leggi urgenti, tra cui il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, l’eliminazione del finanziamento ai Partiti, l’eliminazione di tutte le Province, un limite agli stipendi dei dirigenti, la riforma elettorale.
La preoccupazione dei Sacerdoti che guidano le anime verso la santità, è operante anche riguardo la vita sociale dei cittadini, la loro serenità economica quando hanno quanto è sufficiente per condurre una vita dignitosa. Se vengono a mancare i mezzi economici e i beni primari, c’è chi supera la difficoltà aumentando le preghiere mentre la maggior parte sbaglia perché pensa di essere abbandonata da Dio.
Può mai il Padre dimenticarsi dei suoi figli, per la cui redenzione ha permesso la crocifissione del Figlio naturale?
Il Vangelo oggi ci presenta un altro episodio dopo la Risurrezione di Gesù, narra che gli Apostoli erano andati a pescare ma non avevano preso neanche un pesce. Ritornando verso la riva videro un Uomo che li aspettava ma non Lo riconobbero. Qui sorprende l’incapacità degli Apostoli di riconoscere il Signore dopo la sua Risurrezione. Come ho già spiegato il motivo era dato dall’aspetto glorioso che aveva assunto Gesù pur essendo sempre lo stesso, il suo Volto era diventato di uno splendore non più umano.
Gli Apostoli questa volta ascoltarono prontamente l’invito di gettare le reti dalla parte destra, mentre la prima volta in un episodio simile c’era stata parecchia ritrosia, perché contavano sulle proprie capacità umane. Quando l’uomo pensa di poter risolvere tutto da solo, esclude Gesù dalla sua vita e dai suoi onesti interessi. Invece Gesù vuole fare parte della vita di ciascuno, vuole intervenire ed aiutare quando viene invitato.
Se non si chiede a Gesù di operare, Egli rimane fuori ad aspettare che venga aperta la porta del cuore.
Se ci trova disponibili opera meraviglie e lascia sempre sorpresi quanti Lo adorano con sincerità. Quando si trascura la preghiera o si prega male, si cade nella confusione e si ha difficoltà a riconoscere Gesù come nostro Signore, quindi non si cerca più con fervore, non c’è più l’abbandono alla sua volontà. Da qui poi molti si domandano come mai non pregano più come prima…
Gesù è sempre presente nella vita di chi Lo riconosce in tutte le circostanze e Lo testimonia con amore e coraggio. Parlate a tutti di Gesù.
Pregate e chiedete la Provvidenza Divina, perché come gli Apostoli pescarono per Fede un numero elevato di grossi pesci, così non manchi mai alle vostre famiglie ciò che vi necessita e a quelle famiglie povere che non hanno nulla da mangiare.  

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Mi fermerò a pregare per una persona in particolare, quella con cui fatico ad andare d’accordo, o con cui ho uno screzio aperto, o che preferisco non incontrare.

Pensiero
La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, ma soprattutto nel comprendere che questa regina delle virtù non deve assolutamente restar chiusa in fondo al cuore. (Santa Teresa di Lisieux).

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:

Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.

Coraggio

Forza non scoraggiamoci . Lo so i tempi sono duri per tutti, ma uccidendoci non risolveremo nulla , dobbiamo combattere, anche quando sappiamo che non ce piu nulla da fare . Bisogna sempre combattere e Pregare e aggrapparsi alla Croce di nostro Signore Gesù , l'unico che puo aiutarci , mai farsi prendere dallo sconforto e dalla paura , bisogna avere coraggio .
Lo so a molti le mie parole faranno ridere , ma io e cosi che la penso, anche io non sto passando un bel periodo e con tutte le spese che ogni mese tutti noi abbiamo e con i pochi euro in tasca non e facile far quadrare i conti e arrivare a fine mese .
Ma non per questo dobbiamo scegliere di farla finita ,vincere o perdere dipende sempre da noi , quindi come ho detto anche quando sembra che oramai non ce via di scampo, se guardiamo bene un uscita la troveremo sempre, basta non arrendersi .
Quindi coraggio .

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...
Mamma uccello, come ogni giorno,
lasciò nel nido i suoi piccoli
per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo,
vide sulla cima di un monte
tre croci e tanta gente.
Curiosa, si avvicinò
e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo
con una corona di spine in testa : era Gesù.
Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria
e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande.
Si posò allora vicino alla testa di Gesù
e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchò di sangue.
Tornò al nido,
raccontò ai figli la triste visione e,
mentre li abbracciava,
macchiò di rosso anche il loro petto.
Da quel giorno in poi,
quegli uccellini si chiamano "pettirosso",
in ricordo del gesto generoso di quella mamma.

giovedì 4 aprile 2013

Vangelo di oggi

Giovedì 4 aprile 2013
Ottava di Pasqua


+ VANGELO (Lc 24,35-48)
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che Io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che Io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche oggi il Vangelo cita i due discepoli di Emmaus, essi erano ancora entusiasmati ed infervorati dopo l’incontro con Gesù, ma in realtà avrebbero dovuto rammaricarsi per la loro incredulità, causata da una eccessiva sicurezza personale. Erano troppo sicuri dei loro pensieri, innalzavano ogni loro pensiero quasi a idolo, nel senso che lo ritenevano sacro. Questa presunzione nasce in coloro che coltivano l’orgoglio come qualcosa di buono.
Rileggiamo ancora una volta il significato di orgoglio. Con orgoglio si intende il forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, si è miseramente convinti di avere compreso tutto dalla vita e capaci di stabilire ogni verità. Inoltre, l’orgoglioso è assolutamente incapace di ricevere umiliazioni. Il sinonimo di orgoglio, manifesta “un’alta opinione di sé”.
L’autostima è la considerazione che un individuo ha di se stesso, ed è normale possedere autostima sincera, quindi veritiera. Cambia in molti il modo della valutazione. Chi ha una spiritualità elevata conosce se stesso e la considerazione di sé rispecchia la verità. Quanti invece non posseggono una spiritualità elevata, si conoscono poco e la valutazione che danno è imperfetta. Più spiritualmente si scende verso il basso e più la considerazione personale è inventata, priva di equilibrio.
Nei due discepoli di Emmaus vediamo la mancanza della guida spirituale, non si confrontavano con nessuno e davano alle proprie convinzioni un sigillo di verità infallibile. Bisogna sempre riguardarsi dalle persone che agiscono per istinto e sono piene di orgoglio, fanno molto male a se stesse e a quanti le frequentano. Il male che esse fanno lo considerano quasi un bene… e si ingannano di subire torti quando invece con le loro iniziative avventate fanno stare male gli altri.
Ma tutti siamo in cammino e dobbiamo pregare per la conversione dei lontani, la salvezza eterna dei peccatori.
Un altro passo che richiede una riflessione è quando Gesù mangia il pesce. Lo fa per mostrare agli impauriti Apostoli che ha un Corpo vivo, che era risorto per davvero, ma ci chiediamo: dove è finito quel cibo? Non abbiamo mai letto di un’Anima del Purgatorio o di un Santo che mangia in una apparizione o qualcosa di simile, la differenza è il Corpo glorioso del Signore, Egli appare risorto con quel Corpo che aveva fin dal concepimento, ma da risorto è spiritualizzato.
La materia non si può spiritualizzare, nessuno può riuscirci tranne Dio. La porzione di pesce arrostito si spiritualizzò in Gesù.
Oggi devo pure dare spazio ad alcune delle tantissime testimonianze che mi arrivano. Le preghiere di liberazione che ho inviato sono potentissime ed è un dono della Madonna, perché questa Parrocchia virtuale è la sua, consacrata a Lei e dipendente dalla sua volontà. Con la nostra newsletter oltre a conoscere come vuole Gesù il suo Vangelo, noi siamo apostoli mariani, apparteniamo alla Madonna e vogliamo crescere in Grazia e santità di vita sotto la sua perfetta guida.
Solo chi trova Maria scopre il vero Gesù. La Vergine Santa vuole trasformare ogni suo devoto in un altro Gesù. Siete pronti?

“Carissimo Padre Giulio come comunica la signora anche a me la newsletter sul Vangelo da lei inviata trema da un po’ di tempo e mi impedisce di leggerla, però ho trovato la soluzione: basta selezionare la newsletter, si copia, si apre un foglio in word e si incolla, così l’impedimento è superato. Grazie di tutto Padre. Ave Maria. Angelo”.

“La ringrazio Padre per la preghiera di liberazione che lei mi ha inviato. Sono sicura che è stata la Provvidenza a suggerire questa preghiera. Da tempo cercavo informazioni riguardanti le Messe di guarigione dell’albero genealogico e inaspettatamente lei mi ha inviato questa preghiera di liberazione. Una delle mie difficoltà riguarda proprio l’incapacità di perdonare in generale, penso che derivi da ingiustizie che la mia famiglia ha subito da parenti ora defunti. Le sarò sempre riconoscente e pregherò per lei, caro Padre, che Dio la benedica. In Fede. Cristina Battistella”.

«Caro Padre Giulio, grazie per questa preghiera, penso di averne bisogno anch’io. Sono sicura che nella mia famiglia più di una persona ha fatto ricorso ai “maghi” per essere liberata dalle cosiddette fatture. Senza sapere poi a cosa andavano incontro. Anche io ne sono vittima perchè ho ricevuto una fattura da ragazza. Per anni ho vagato alla ricerca della liberazione, ahimè facendo ricorso come loro ai maghi. Eravamo tutti lontano dai Sacramenti e lontani dal Signore. Ma per Grazia ricevuta il Signore ha sentito il mio grido e mi ha indirizzato verso di Lui. Ciò che resta? Il dolore per aver commesso chissà quanti peccati contro il Signore. Desidero riparare in questa vita e se debbo anche nell’altra. Desidero liberarmi di ogni cosa che mi ha portato verso quel male. Ancora grazie. Carmela».

«Caro Padre Giulio, mi permetta di comunicarle quanto diceva un Monsignore a proposito dell’infestazione diabolica dovuta ai propri antenati. Sembra che il vero motivo della trasmissione di queste maledizioni risieda nel fatto che coloro che hanno commercio col demonio ricevono molti vantaggi se gli “vendono” i propri discendenti, anche quelli non ancora nati e non ancora concepiti. Per cui una persona non può sapere se un suo antenato, per esempio, nel 1750 ha venduto al demonio i suoi discendenti fino alla ventesima generazione. È quindi giusto e auspicabile recitare queste preghiere di liberazione che Lei ci ha inviato. Da molti anni io recito, nei miei momenti bui, le preghiere che ho trovato alcuni anni fa sulla Sua rivista che in famiglia ricevevamo in abbonamento, e posso testimoniare che appena pronuncio le prime parole, la morsa su di me si allenta e io mi sento meglio. Per questo non finirò mai di ringraziarLa per aver pubblicato queste preghiere e per la Sua opera di informazione su questi problemi. Caro Padre, lei è una luce in questo mondo corrotto. A volte penso a quante persone soffrono immensamente per la presenza dei demoni, ma sono atee o convinte che il demonio neppure esista. Prego per Lei Padre, perché il Signore Le dia la forza di continuare in questa sua opera che salva la vita di tante persone. Ave Maria. Donatella Savasta Fiore». 

«Buonasera Padre, da pochi mesi la seguo via internet e ricevo le sue email, stamattina ho ricevuto la sua email con delle preghiere di liberazione. Grazie Padre che continua a scriverci, che il Signore La Benedica, padre, e la Madonna custodisca questa Associazione Cattolica. Poi poco fa ho ricevuto un’altra email ed ho letto la testimonianza di una ragazza di nome Cristina che è “affetta” da anoressia e depressione, vorrei dare un incoraggiamento a questa ragazza, se è possibile Padre. Anch’io sono stata “affetta” da questa “malattia” e sono stata prigioniera di questa malattia dall’età di 16 anni e così per 6 anni, è stata una vera sofferenza ed ogni giorno mi portava alla morte ed ero consapevole di tutto, ma non riuscivo ad uscirne da sola, era più forte di me. La mia famiglia nonostante cattolica, mi portò da un’amica di famiglia che era la psicoterapeuta, ma è stato tutto inutile, la mia condizione peggiorava ogni giorno, ma devo dire che dentro di me, nel mio cuore, c’era la grande volontà di guarire. Finché un giorno, a scuola, una ragazza iniziò a raccontare che era andata con la sua famiglia a Lourdes e Medjugorje perché sua madre è stata molto malata ed è guarita!! Allora dopo qualche mese, sinceramente all’insaputa di tutti, sono andata pure io a Lourdes e a Medjugorje, lì iniziai a piangere come una fontanella, ho pregato in lacrime e mi sono affidata, sicura che Dio mi avrebbe guarita! Tornata a Roma, e dopo un paio di mesi, questa malattia è sparita completamente, senza accorgermene quando fosse sparita, ero finalmente tornata serena, dopo 6 anni di sofferenza. E da allora il mio cuore è in pace, amo il prossimo, “i nemici”, i poveri e studio la sacra teologia. Vengo da una famiglia religiosa, soprattutto mia nonna, da quando ero bambina nonna mi insegnò tante preghiere a memoria. Ma, spesso, basta un piccolissimo spazio che il diavolo si impossessi di noi. Anna».

“Grazie Padre, che il Signore la benedica e le dia sempre salute e serenità per l’amore che dona a tutti noi: avevo bisogno proprio di tali preghiere, ho un momento difficile con i bambini e con me stessa. Cordiali saluti. Valeria”.

“Carissimo Padre Giulio, Proprio questa sera,dopo una giornata di grande sofferenza per la malattia di mia sorella Clementina, leggendo il commento del Vangelo di oggi sulla sofferenza, mi sono sentita tanto fragile e debole, ho pianto tanto e mi sono chiesta che la mia è ancora una fede tanto debole. La prego Padre Giulio preghi tanto per me e per la mia famiglia, che il Signore mi aiuti ad affidarmi totalmente al suo amore. Le chiedo di pregare tanto per la mia sorella Clementina, perchè la chemio l’ha buttata a terra e non ha risolto nulla, che lo Spirito Santo ci guidi a trovare la vera strada per curarla. Grazie di tutto cuore e che Dio la benedica e la protegga sempre. Con affetto. Maria Teresa”.

“La ringrazio tantissimo, caro P. Giulio, per queste preghiere di guarigione e di liberazione tanto, tanto utili!!! Un forte abbraccio in Gesù. Francesco”.

“Caro Padre Giulio la ringrazio vivamente per questa bellissima preghiera di liberazione, ringrazio anche la nostra Mamma celeste per averla ispirata. Sono circa due settimane che facevo il Rosario di liberazione per il mio compagno (bloccato spiritualmente e accusa vari dolori fisici)e quando ho letto la sua bellissima preghiera, l’ho accolta con vera Gioia, è veramente un segno Divino. Credo che avevo proprio bisogno di un Pastore come lei, fortemente motivato verso le afflizioni del suo gregge. Ringrazio Gesù e Maria. Ora le vorrei stampare ma ho le cartucce della stampante scariche, appena le prendo, voglio regalare questa bellissima preghiera anche ad altre persone che ne hanno molto bisogno. Grazie.  Giuseppina Mele”.

“Caro Padre da quando lei mi manda i suoi messaggi io non gioco più alle macchinette dove ho buttato soldi facendomi debiti, prendendo in giro anche Sacerdoti, facendomi prestare soldi e inventato scuse stupide. Adesso non ci penso proprio più voglio diventare amico con lei, mi scriva tutti i giorni, la prego, ho visto che avete qualche libro me ne spedite qualcuno di Gesù e colgo l’occasione per augurarle buona pasqua. Aspetto con ansia vostra lettera. Loreto”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Mi fermerò a pregare per una persona in particolare, quella con cui fatico ad andare d’accordo, o con cui ho uno screzio aperto, o che preferisco non incontrare.

Pensiero
La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, ma soprattutto nel comprendere che questa regina delle virtù non deve assolutamente restar chiusa in fondo al cuore. (Santa Teresa di Lisieux).

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:

Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.

domenica 31 marzo 2013

Vangelo di oggi

Domenica 31 marzo 2013

DOMENICA  DI  PASQUA

+ VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.  Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche nella settimana trascorsa abbiamo avuto difficoltà nella consegna della newsletter, il web superaffollato e divoratore di mail, crea periodicamente problemi e un po’ tutti veniamo penalizzati. Come anche periodicamente esce fuori qualche persona disturbata e cerca di fermare il santo apostolato che si compie. È normale questo, però la Madonna interviene e ci fa conoscere in un modo o nell’altro quelli che in ultima analisi combattono contro Gesù e la Verità del Vangelo.
Anche questa volta mi sono arrivate segnalazioni sull’operato di un uomo che sembra posseduto per l’odio che emana e per la volontà di confondere i cattolici. Sarà un modernista depresso, un uomo che odia la Chiesa. Si chiama Silvano. Questa volta ha preso di mira me e cerca di distogliere i lettori dal seguire la newsletter ovviamente con diffamazioni stupide e contraddittorie. È già stato segnalato alle autorità competenti perché puoi dissentire se qualcosa non ti va o non segui Gesù, ma dire diffamazioni che escono dal cuore di satana, si danneggia l’apostolato e il buon nome.
Sappiamo che è normale incontrare persone piene di spirito malefico e che hanno avversità verso il sacro, il loro odio cercano di propagarlo agli altri in una sorta di consolazione nel vedere la perdizione anche degli altri. È una malattia l’odio, queste persone hanno l’aggravante di voler fermare il santo apostolato quindi colpiscono soprattutto la missione di Gesù e della Madonna.
La tremenda colpa di questi si ingigantisce sempre più, essi diventano diabolici, sono posseduti dall’odio contro il buon apostolato.
Questi attacchi aumenteranno sempre più sul web contro i cristiani che professano di seguire Gesù, questi sono i tempi di satana come dice la Madonna a Medjugorje, è il tempo del terribile attacco che sferrerà contro la Chiesa e i cristiani. Noi lo sappiamo e non ci lasceremo abbattere dalle tentazioni teologiche e da nessuna novità che si oppone al Vangelo.
Oggi i diavoli temono la nostra fedeltà a Gesù, essi riflettono che milioni di cristiani hanno già accettato il modernismo e le novità che svuotano il Vangelo del contenuto rivelato da Gesù, invece noi restiamo solidi ed inamovibili sulla Parola contenuta nelle Scritture. I diavoli ci temono e non possono disturbarci più di tanto perché la Madonna ci protegge, ma istigano i loro servitori a disturbarci o a proporre inviti modernisti per lasciare l’Adorazione Eucaristica o la Corona del Santo Rosario. Questo succede in diverse parrocchie.
La Pasqua ci dice che Gesù è vivo e non ha cambiato una sola parola nel suo Vangelo, i suoi insegnamenti rimangono immutati.
Il vero problema che si riscontra in molti cristiani e molto spesso in coloro che hanno incarichi di rilievo, è la mancata comprensione del Vangelo storico, degli insegnamenti di Gesù. Magari conoscono scientificamente e bene la Bibbia, ma non in modo sapienziale, cioè senza lo Spirito di Dio. D’altronde anche satana conosce benissimo la Scrittura ma non l’osserva, cerca in tutti i modi di paralizzarla e di proibire a tutti di meditarla.
“Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura”, è l’amara osservazione che fa San Giovanni, riferendosi a sé e a San Pietro.
C’è una sostanziale differenza tra la loro mancata comprensione dovuta ad una incapacità spirituale degli Apostoli e la non volontà di comprendere da parte di molti teologi e cattolici di oggi. Ci sono conferenzieri che spiegano molto bene la Bibbia però in modo molto umano, non hanno colto ancora la presenza dello Spirito Santo che guida alla Verità tutta intera. La bellezza della spiegazione della Bibbia sta innanzitutto nella vita pratica di chi la spiega, se egli vive quanto vi è contenuto allora l’ha anche compresa. Se invece non vive quanto insegna, è ancora lontano dalla Verità.
Come Gesù risuscitò da morte, anche coloro che non vivono la Parola di Dio ma la insegnano devono vivere da risorti, questo è possibile solamente quando si conosce sapientemente, cioè con il cuore, la Scrittura. Il fondamento della nostra Fede è la Risurrezione di Gesù da morte, se non fosse avvenuta sarebbe inutile pregare un morto.
Gesù è vivo, questa è la vera novità che cambia la storia, la legge fisica e ogni ragionamento umano.
È determinante soffermarci nella meditazione della Risurrezione di Gesù, questo atto è la chiave per interpretare tutta la sua vita, oltre ad essere il vero fondamento della nostra Fede. Gesù ha vinto la morte, è l’annuncio che porta la speranza anche nei cuori afflitti. Senza la sua vittoria sulla morte qualsiasi predicazione sarebbe vana e la nostra Fede priva di fondamento. E come avvenne la Risurrezione di Gesù, così sarà anche per i veri credenti in Lui.
La Verità della Risurrezione è una realtà centrale della Fede cattolica, fin dagli inizi del Cristianesimo è stata predicata con piena convinzione dagli Apostoli e poi dai missionari. Non furono solamente gli Apostoli a vedere Gesù risorto, il Vangelo ci dice che furono molti a vederlo, ma i cristiani in buonafede fanno continua esperienza di Gesù vivo perché quando si invoca sempre Egli aiuta, prima o poi.
L’annuncio iniziale è sempre stato che Gesù vive, perché è risorto da morte, Egli vive nei credenti ed è Dio perché trionfatore.
Possiamo comprendere lo sbandamento degli Apostoli dopo la crocifissione, in quei momenti concitati non ricordavano più che Gesù aveva lungamente parlato della sua Risurrezione, aveva anche compiuto almeno tre risurrezioni di morti, addirittura Lazzaro era morto da quattro giorni.
Tra le risurrezioni di quei morti e la Risurrezione di Gesù c’è una differenza sostanziale. Mentre Lazzaro risorse col suo corpo ancora soggetto alla morte, la Risurrezione di Gesù è diversa perché il suo Corpo era glorioso, incorruttibile, immortale. Gesù risuscitò per virtù propria mentre gli altri per volontà del Signore.  
Nei tre giorni in cui Gesù rimase in una condizione sepolcrale, il mondo era avvolto dalle tenebre, Egli affrettò la sua Risurrezione per consolare quanto prima la Madre e gli Apostoli, risuscitò “quand’era ancora buio”, anticipando il sole con la propria Luce.
In quei tre giorni il mondo era nelle tenebre come lo era prima della sua Incarnazione, come lo è adesso perché l’umanità ha scelto di non seguire più Gesù vivo. Tre giorni sono stati stabiliti da Dio per la Risurrezione del suo Corpo umano, tre giorni saranno necessari per risvegliare l’umanità dalle tenebre e cominciare a vedere la vera Luce. La gioia autentica arriva dopo la sofferenza, arriva quando Gesù è presente nel proprio cuore.
Adesso molti apostoli cristiani non vedono più con chiarezza la Luce di Gesù vivo, le confusioni teologiche causano ombre appunto oscure. È necessario che la vera Luce risorga nei cristiani che si sono allontanati dalla Verità del Vangelo, solo così incontreranno Gesù vivo e vero e non più quel Gesù ancora morto nel sepolcro. Non è possibile vedere la Luce rimanendo nelle tenebre, occorre una sincera volontà per uscire da sé e andare incontro a Cristo risorto.
Come cristiani dobbiamo proclamare a tutti la regalità di Cristo, annunciandola con le nostre parole e le nostre opere.

A tutti voi auguro di cuore Buona Pasqua vissuta con Gesù vivo, vi benedico e prego ogni giorno per tutti voi e le vostre famiglie.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.

martedì 18 dicembre 2012

La grande fiera del giocattolo



La Grande Fiera del Giocattolo
(Giuseppe Veronese )
In una città con tantissimi bambini era finalmente arrivato l'avvenimento dell'anno: la grande fiera del giocattolo.
Natale era infatti alle porte e ogni anno, in questo periodo, la città organizzava la fiera. Era una fiera molto conosciuta: i venditori venivano da tutte le parti del mondo per far conoscere la loro merce. Là vi erano tutti i regali possibili che i genitori potevano fare ai loro bambini per renderli felici.
Per l'occasione, un ricco direttore di banca decise di prendere il pomeriggio della vigilia di Natale libero: voleva anche lui visitare la fiera quest'anno! Mentre si avviava, pensava tra sé: "Questo Natale voglio regalare al mio bambino una cosa molto bella ed interessante. Me lo posso permettere... Ho lavorato sodo tutto l'anno e sono disposto a spendere molto... anzi... tantissimo!".
Quello stesso pomeriggio anche un giardiniere si recava alla fiera e camminando pensava: "È stato un anno un po' duro con il mio piccolo stipendio, però sono riuscito ugualmente a risparmiare un pochino... spero di poter comprare qualcosa di carino alla mia bambina".
Intanto, le loro mogli erano rimaste a casa con i bambini e preparavano il pranzo di Natale. Il bambino del direttore era nella sua cameretta. Nonostante la stanza fosse molto bella e vi fosse un armadio colmo di pupazzi e giocattoli, egli era un po' triste. Pensava infatti al suo papà. Lo vedeva così poco. La sera tornava dal lavoro proprio quando lui doveva andare a letto. Oppure era occupato, perché si portava anche del lavoro a casa. Cercava di consolarsi pensando che domani sarebbe stato Natale e che avrebbe ricevuto altri bei regali. Ma la cosa che più lo rasserenò era che finalmente il papà domani poteva essere a casa con lui tutto il giorno.
La bambina del giardiniere invece aiutava serenamente la mamma a preparare il pranzo di Natale. Non aveva molti giocattoli, ma, grazie alla vivacità e alla fantasia dei suoi genitori, non si sentiva mai sola. "Domani è Natale, chissà che bei giochi faremo tutti insieme!", pensava felice.
Giunto alla fiera, il banchiere cominciò subito a guardare con occhio critico ogni giocattolo esposto. C'era tutto ciò che un bambino potesse desiderare: dai trenini elettrici alle biciclette, dai pupazzi di peluche ai libri, ecc. Voleva comperare qualcosa di veramente grande per suo figlio, ma soprattutto qualcosa che lo tenesse occupato e al tempo stesso lo divertisse. Era sempre così impegnato e concentrato nel suo lavoro che non gli dedicava molto tempo per giocare insieme.
Il giardiniere, arrivato anche lui alla fiera, si guardava in giro con calma. Era solo un po' preoccupato perché sperava di trovare qualcosa che potesse piacere alla sua bambina e che non fosse troppo caro. Anche se sapeva che non avrebbe potuto comprare molto, non si lasciò sfuggire niente. Voleva raccontare e descrivere alla sua bambina ogni cosa vista. Verso sera il direttore ed il giardiniere si incontrarono per caso davanti ad una stanza dove all'ingresso c'era un grande cartellone con la scritta: "Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio". Videro entrare molta gente incuriosita, ma quasi tutti uscivano delusi e scontenti. Incuriositi, a loro volta decisero di entrare. Era una grande stanza con le pareti bianchissime, molto illuminata, era quasi vuota e non c'erano giocattoli. In fondo alla stanza c'era soltanto un grande specchio antico appeso al muro e davanti ad esso, seduto ad una scrivania, un vecchio signore con una lunga barba bianca. Egli scriveva ed ogni tanto guardava la gente che entrava e usciva.
Il direttore, perplesso e deluso, stava per uscire subito, ma quando vide il giardiniere avvicinarsi al vecchio chiedendogli gentilmente chi fosse, si avvicinò lentamente anche lui. Sentì il vecchio rispondere: "Sono molto anziano, per tutta la vita ho costruito giocattoli per i bambini del mondo. Ma quest'anno ho portato qualcosa di particolare e prezioso... questo bellissimo specchio antico alle mie spalle". Il direttore ed il giardiniere si guardarono in faccia stupiti, poi riguardarono lo specchio. Disorientato e quasi irritato il direttore si girò per andarsene, ma ancora una volta si fermò, perché vide il giardiniere stringere la mano al vecchio e con il volto felice esclamare: "Ho capito! Ora so cosa regalare alla mia bambina. Non sono più preoccupato... arrivederci e grazie mille". Il giardiniere uscì poi felice dalla stanza. Il banchiere, rimasto solo, guardò di nuovo lo specchio e pensò che cosa potesse fare un bambino con uno specchio così antico e fragile. Non osando chiederlo al vecchio, che incuteva molto rispetto, uscì in fretta per cercare di raggiungere il giardiniere. Non appena lo trovò gli chiese subito che cosa mai avesse capito.
"Mi dispiace, non posso dirtelo!", rispose il giardiniere. "Devi arrivarci da solo. Vedrai che un giorno capirai il perché questo possa essere il regalo più bello per tuo figlio!".
Il giorno di Natale, la figlia del giardiniere aprì il regalo e tutta felice ammirò con gioia le bellissime penne colorate ed i grandi fogli bianchi da disegno che suo padre le aveva comperato alla grande fiera del giocattolo. Si alzò e lo abbracciò: "Grazie papà, così potremo disegnare insieme tutte le belle cose che hai visto alla fiera".
"Non solo, bambina mia", disse il padre. "Potremo disegnare altre cose molto più belle, per esempio la neve... Guarda fuori dalla finestra... sta ancora nevicando! Sai, questa notte, dopo molti anni, ha nevicato tantissimo. E siccome tu non hai ancora visto la neve, più tardi andremo con la mamma a fare una passeggiata tutti insieme e così potrai toccarla e giocare. Potremo lanciarci palle e fare un pupazzo... Vedrai che bello!". Anche il figlio del banchiere era contento quel mattino. Stava aprendo un grandissimo pacco ricevuto in regalo. Con sorpresa non finiva più di tirare fuori dal pacco tanti piccoli vagoni di un treno; c'erano anche le rotaie e molte casette che figuravano da stazioni e case di campagna, verde per i prati, per i monti, alberi e siepi, e persino un fiumicello con i suoi ponti.
Era molto felice: sicuramente il papà lo avrebbe aiutato a costruirlo... oggi finalmente era tutto il giorno a casa con lui e la mamma. Ma, mentre si avvicinava per abbracciarlo e ringraziarlo, suonò il telefono. Il padre si alzò dalla poltrona e andò a rispondere. Il suo viso si fece serio. Riattaccò e guardando un po' triste la moglie ed il figlio riferì: "Anche oggi il lavoro mi chiama! Mi dispiace molto, ma domani devo essere a New York per una conferenza importante. Devo partire subito!".
La moglie non disse nulla. Era abituata. Il bambino invece ci restò male. Il suo viso si fece triste e gli spuntarono due lacrime. Il papà lo notò e cercò di consolarlo: "Non piangere! Lo sai che ti voglio molto bene. Poi, per il trenino, non occorre proprio che ci sia anch'io! Potrai costruirlo con la mamma...".
Il bambino si girò e stava per scappare piangendo nella sua stanza, ma inciampò in un pacchetto tutto bianco avvolto con un nastro rosso. Si chinò e seduto sul tappeto cominciò ad aprire il pacco. Era triste e cercò di consolarsi con questo nuovo regalo. I genitori si guardarono perplessi. Quindi il padre chiese: "Non credevo ci fossero altri regali... Sei stata tu?".
"No!", rispose la mamma. "Sono rimasta tutto il giorno a casa a preparare il pranzo. Non so chi possa averlo messo sotto l'albero di Natale!".
Il padre si avvicinò preoccupato al bambino e al regalo. Voleva sapere da dove provenisse e soprattutto assicurarsi che non contenesse qualcosa di pericoloso.
Il bambino intanto aveva aperto delicatamente il pacco e con sorpresa tirò fuori una palla rossa con tanti puntini bianchi, come tanti fiocchi di neve. Il padre guardò il figlio ed il regalo e poi prese la scatola per vedere se c'era qualche bigliettino con il nome di chi lo aveva regalato. Con stupore lo trovò: "Babbo Natale". Chiuse gli occhi pensieroso e subito si ricordò del vecchio con la lunga barba bianca che incuteva tanto rispetto. Poi si ricordò anche dello specchio e delle parole che erano scritte all'ingresso della stanza: "Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio". E finalmente capì anche lui e si commosse. Nello specchio aveva visto la sua immagine e si rese conto che lui stesso era il regalo più bello per suo figlio! Questo il giardiniere l'aveva capito subito!
Abbracciò il bambino e piangendo di felicità esclamò: "Oggi non parto. Rimaniamo insieme... Oggi sei tu più importante del mio lavoro. Dai che usciamo in giardino... giocheremo con la palla nuova e la mamma farà il tifo per noi".
Mentre tutta la famiglia usciva felice per giocare insieme, cominciò a nevicare anche là dove abitava il bambino che, da quel giorno, non si sentì più solo e triste.