venerdì 5 aprile 2013
LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...
LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...
Mamma uccello, come ogni giorno,
lasciò nel nido i suoi piccoli
per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo,
vide sulla cima di un monte
tre croci e tanta gente.
Curiosa, si avvicinò
e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo
con una corona di spine in testa : era Gesù.
Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria
e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande.
Si posò allora vicino alla testa di Gesù
e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchò di sangue.
Tornò al nido,
raccontò ai figli la triste visione e,
mentre li abbracciava,
macchiò di rosso anche il loro petto.
Da quel giorno in poi,
quegli uccellini si chiamano "pettirosso",
in ricordo del gesto generoso di quella mamma.
Mamma uccello, come ogni giorno,
lasciò nel nido i suoi piccoli
per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo,
vide sulla cima di un monte
tre croci e tanta gente.
Curiosa, si avvicinò
e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo
con una corona di spine in testa : era Gesù.
Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria
e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande.
Si posò allora vicino alla testa di Gesù
e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchò di sangue.
Tornò al nido,
raccontò ai figli la triste visione e,
mentre li abbracciava,
macchiò di rosso anche il loro petto.
Da quel giorno in poi,
quegli uccellini si chiamano "pettirosso",
in ricordo del gesto generoso di quella mamma.
giovedì 4 aprile 2013
Vangelo di oggi
Giovedì 4 aprile 2013
Ottava di Pasqua
+ VANGELO (Lc 24,35-48)
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano
ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e
come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi
parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e
disse:
«Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un
fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e
perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei
piedi: sono proprio Io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e
ossa, come vedete che Io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i
piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano
pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli
offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo
mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che Io vi dissi
quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose
scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora
aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse
loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo
giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i
popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da
Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». Parola del Signore
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche
oggi
il Vangelo cita i due discepoli di Emmaus, essi erano ancora
entusiasmati ed infervorati dopo l’incontro con Gesù, ma in
realtà avrebbero dovuto rammaricarsi per la loro incredulità, causata da
una eccessiva sicurezza personale. Erano troppo sicuri dei loro
pensieri, innalzavano ogni loro pensiero quasi a idolo, nel senso che lo
ritenevano sacro. Questa presunzione nasce in coloro che coltivano
l’orgoglio come qualcosa di buono.
Rileggiamo ancora una volta
il significato di orgoglio. Con orgoglio si intende il forte senso di autostima e fiducia nelle
proprie capacità, si è miseramente convinti di avere compreso tutto
dalla vita e capaci di stabilire ogni verità. Inoltre, l’orgoglioso è assolutamente incapace di ricevere umiliazioni.
Il sinonimo di orgoglio, manifesta “un’alta opinione di sé”.
L’autostima è la considerazione che un individuo
ha di se stesso, ed è normale possedere autostima
sincera, quindi veritiera. Cambia in molti il modo della valutazione.
Chi ha una spiritualità elevata conosce se stesso e la considerazione di
sé rispecchia la verità. Quanti invece non posseggono una spiritualità
elevata, si conoscono poco e la valutazione che danno
è imperfetta. Più spiritualmente si scende verso il basso e più la
considerazione personale è inventata, priva di
equilibrio.
Nei
due
discepoli di Emmaus vediamo la mancanza della guida spirituale, non si
confrontavano con nessuno e davano alle proprie convinzioni un sigillo
di
verità infallibile. Bisogna sempre riguardarsi dalle persone che
agiscono per istinto e sono piene di orgoglio, fanno molto male a se
stesse e
a quanti le frequentano. Il male che esse fanno lo considerano quasi un
bene… e si ingannano di subire torti quando invece con le loro
iniziative avventate fanno stare male gli altri.
Ma tutti siamo in cammino e dobbiamo pregare per la conversione dei lontani, la salvezza eterna dei
peccatori.
Un
altro
passo che richiede una riflessione è quando Gesù mangia il pesce. Lo fa
per mostrare agli impauriti Apostoli che ha un Corpo vivo,
che era risorto per davvero, ma ci chiediamo: dove è finito quel cibo?
Non abbiamo mai letto di un’Anima del Purgatorio o di un Santo che
mangia in una apparizione o qualcosa di simile, la differenza è il Corpo
glorioso del Signore, Egli appare risorto con quel Corpo che aveva fin
dal concepimento, ma da risorto è spiritualizzato.
La materia non si può spiritualizzare, nessuno può riuscirci tranne Dio. La
porzione di pesce arrostito
si spiritualizzò in Gesù.
Oggi
devo
pure dare spazio ad alcune delle tantissime testimonianze che mi
arrivano. Le preghiere di liberazione che ho inviato sono potentissime
ed
è un dono della Madonna, perché questa Parrocchia virtuale è la sua,
consacrata a Lei e dipendente dalla sua volontà. Con
la nostra newsletter oltre a conoscere come vuole Gesù il suo Vangelo,
noi siamo apostoli mariani, apparteniamo alla Madonna e vogliamo
crescere in Grazia e santità di vita sotto la sua perfetta guida.
Solo chi trova Maria scopre il vero Gesù. La Vergine Santa vuole trasformare ogni suo devoto
in un altro Gesù. Siete pronti?
“Carissimo Padre Giulio come
comunica la signora anche a me la newsletter sul Vangelo da lei inviata
trema
da un po’ di tempo e mi impedisce di leggerla, però ho trovato la
soluzione: basta selezionare la newsletter, si copia, si apre un foglio
in word e si incolla, così l’impedimento è superato. Grazie di tutto
Padre. Ave Maria. Angelo”.
“La ringrazio Padre per la
preghiera di liberazione che lei mi ha inviato. Sono sicura che è stata
la Provvidenza a suggerire questa preghiera. Da tempo cercavo
informazioni riguardanti le Messe di guarigione dell’albero genealogico e
inaspettatamente lei mi ha inviato questa preghiera di liberazione. Una
delle mie difficoltà riguarda proprio l’incapacità di
perdonare in generale, penso che derivi da ingiustizie che la mia
famiglia ha subito da parenti ora defunti. Le sarò sempre riconoscente e
pregherò per lei, caro Padre, che Dio la benedica. In Fede. Cristina
Battistella”.
«Caro Padre Giulio, grazie per
questa preghiera, penso di averne bisogno anch’io. Sono sicura che
nella mia famiglia più di una persona ha fatto ricorso ai “maghi” per
essere liberata dalle cosiddette fatture. Senza sapere poi a
cosa andavano incontro. Anche io ne sono vittima perchè ho ricevuto una
fattura da ragazza. Per anni ho vagato alla ricerca
della liberazione, ahimè facendo ricorso come loro ai maghi. Eravamo
tutti lontano dai Sacramenti e lontani dal Signore. Ma per Grazia
ricevuta
il Signore ha sentito il mio grido e mi ha indirizzato verso di Lui. Ciò
che resta? Il dolore per aver commesso chissà quanti peccati
contro il Signore. Desidero riparare in questa vita e se debbo anche
nell’altra. Desidero liberarmi di ogni cosa che mi ha portato
verso quel male. Ancora grazie. Carmela».
«Caro
Padre Giulio, mi permetta di comunicarle quanto diceva un Monsignore a
proposito dell’infestazione diabolica
dovuta ai propri antenati. Sembra che il vero motivo della trasmissione
di queste maledizioni risieda nel fatto che coloro che hanno commercio
col
demonio ricevono molti vantaggi se gli “vendono” i propri discendenti,
anche quelli non ancora nati e non ancora concepiti. Per cui una
persona non può sapere se un suo antenato, per esempio, nel 1750 ha
venduto al demonio i suoi discendenti fino alla ventesima generazione.
È quindi giusto e auspicabile recitare queste preghiere di liberazione
che Lei ci ha inviato. Da molti anni io recito, nei miei momenti bui, le
preghiere che ho trovato alcuni anni fa sulla Sua rivista che in
famiglia ricevevamo in abbonamento, e posso testimoniare che appena
pronuncio le
prime parole, la morsa su di me si allenta e io mi sento meglio. Per
questo non finirò mai di ringraziarLa per aver pubblicato queste
preghiere e per la Sua opera di informazione su questi problemi. Caro
Padre, lei è una luce in questo mondo corrotto. A volte penso a
quante persone soffrono immensamente per la presenza dei demoni, ma sono
atee o convinte che il demonio neppure esista. Prego per Lei Padre,
perché il Signore Le dia la forza di continuare in questa sua opera che
salva la vita di tante persone. Ave Maria. Donatella Savasta
Fiore».
«Buonasera Padre, da pochi mesi la
seguo via internet e ricevo le sue email, stamattina ho ricevuto la sua
email con delle preghiere di liberazione. Grazie Padre che continua a
scriverci, che il Signore La Benedica, padre, e la Madonna custodisca
questa
Associazione Cattolica. Poi poco fa ho ricevuto un’altra email ed ho
letto la testimonianza di una ragazza di nome Cristina che è
“affetta” da anoressia e depressione, vorrei dare un incoraggiamento a
questa ragazza, se è possibile Padre. Anch’io sono
stata “affetta” da questa “malattia” e sono stata prigioniera di questa
malattia dall’età di 16 anni e
così per 6 anni, è stata una vera sofferenza ed ogni giorno mi portava
alla morte ed ero consapevole di tutto, ma non riuscivo ad
uscirne da sola, era più forte di me. La mia famiglia nonostante
cattolica, mi portò da un’amica di famiglia che era la
psicoterapeuta, ma è stato tutto inutile, la mia condizione peggiorava
ogni giorno, ma devo dire che dentro di me, nel mio cuore, c’era
la grande volontà di guarire. Finché un giorno, a scuola, una ragazza
iniziò a raccontare che era andata con la sua famiglia a
Lourdes e Medjugorje perché sua madre è stata molto malata ed è
guarita!! Allora dopo qualche mese, sinceramente
all’insaputa di tutti, sono andata pure io a Lourdes e a Medjugorje, lì
iniziai a piangere come una fontanella, ho pregato in lacrime e
mi sono affidata, sicura che Dio mi avrebbe guarita! Tornata a Roma, e
dopo un paio di mesi, questa malattia è sparita completamente, senza
accorgermene quando fosse sparita, ero finalmente tornata serena, dopo 6
anni di sofferenza. E da allora il mio cuore è in pace, amo il
prossimo, “i nemici”, i poveri e studio la sacra teologia. Vengo da una
famiglia religiosa, soprattutto mia nonna, da quando ero bambina
nonna mi insegnò tante preghiere a memoria. Ma, spesso, basta un
piccolissimo spazio che il diavolo si impossessi di noi.
Anna».
“Grazie Padre, che
il Signore la benedica e le dia sempre salute e serenità per
l’amore che dona a tutti noi: avevo bisogno proprio di tali preghiere,
ho un momento difficile con i bambini e con me stessa. Cordiali saluti.
Valeria”.
“Carissimo Padre Giulio, Proprio
questa sera,dopo una giornata di grande sofferenza per la malattia di
mia
sorella Clementina, leggendo il commento del Vangelo di oggi sulla
sofferenza, mi sono sentita tanto fragile e debole, ho pianto tanto e mi
sono
chiesta che la mia è ancora una fede tanto debole. La prego Padre Giulio
preghi tanto per me e per la mia famiglia, che il Signore mi aiuti ad
affidarmi totalmente al suo amore. Le chiedo di pregare tanto per la mia
sorella Clementina, perchè la chemio l’ha buttata a terra e non
ha risolto nulla, che lo Spirito Santo ci guidi a trovare la vera strada
per curarla. Grazie di tutto cuore e che Dio la benedica e la protegga
sempre. Con affetto. Maria Teresa”.
“La ringrazio tantissimo, caro P. Giulio, per queste preghiere di guarigione e di liberazione tanto, tanto
utili!!! Un forte abbraccio in Gesù. Francesco”.
“Caro
Padre Giulio la ringrazio vivamente
per questa bellissima preghiera di liberazione, ringrazio anche la
nostra Mamma celeste per averla ispirata. Sono circa due settimane che
facevo il
Rosario di liberazione per il mio compagno (bloccato spiritualmente e
accusa vari dolori fisici)e quando ho letto la sua bellissima preghiera,
l’ho accolta con vera Gioia, è veramente un segno Divino. Credo che
avevo proprio bisogno di un Pastore come lei, fortemente motivato
verso le afflizioni del suo gregge. Ringrazio Gesù e Maria. Ora le
vorrei stampare ma ho le cartucce della stampante scariche, appena le
prendo, voglio regalare questa bellissima preghiera anche ad altre
persone che ne hanno molto bisogno. Grazie. Giuseppina
Mele”.
“Caro Padre da quando lei mi manda
i suoi messaggi io non gioco più alle macchinette dove ho
buttato soldi facendomi debiti, prendendo in giro anche Sacerdoti,
facendomi prestare soldi e inventato scuse stupide. Adesso non ci penso
proprio
più voglio diventare amico con lei, mi scriva tutti i giorni, la prego,
ho visto che avete qualche libro me ne spedite qualcuno di Gesù
e colgo l’occasione per augurarle buona pasqua. Aspetto con ansia vostra
lettera. Loreto”.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da
satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel
Rosario.
Proposito
Mi fermerò a pregare per una persona in particolare, quella con
cui fatico ad andare d’accordo, o con cui ho uno screzio aperto, o
che preferisco non incontrare.
Pensiero
La
carità
perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi
delle loro debolezze, ma soprattutto nel comprendere che questa
regina delle virtù non deve assolutamente restar chiusa in fondo al
cuore. (Santa Teresa di Lisieux).
Per superare le prove
dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere
Grazie
particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni
giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di
fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da
attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto
Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione
alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:
“Continuiamo a recitare ogni giorno il
Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già
siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle
stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a
una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con
maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente”.
domenica 31 marzo 2013
Vangelo di oggi
Domenica 31 marzo 2013
DOMENICA DI PASQUA
+ VANGELO (Gv
20,1-9)
Egli doveva
risuscitare dai morti.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il
primo giorno
della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando
era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal
sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo,
quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato
via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro
allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono
al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse
più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si
chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon
Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e
osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non
posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al
sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la
Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore
Commento di Padre Giulio
Maria Scozzaro
Anche nella settimana trascorsa abbiamo avuto difficoltà nella
consegna della newsletter, il web superaffollato e divoratore di mail,
crea periodicamente problemi e un po’ tutti veniamo penalizzati. Come
anche periodicamente esce fuori qualche persona disturbata e cerca di
fermare il santo apostolato che si compie. È normale questo, però la
Madonna interviene e ci fa conoscere in un modo o nell’altro
quelli che in ultima analisi combattono contro Gesù e la Verità del
Vangelo.
Anche questa volta mi sono arrivate segnalazioni sull’operato di
un uomo che sembra posseduto per l’odio che emana e per la
volontà di confondere i cattolici. Sarà un modernista depresso, un uomo
che odia la Chiesa. Si chiama Silvano. Questa volta ha preso di
mira me e cerca di distogliere i lettori dal seguire la newsletter
ovviamente con diffamazioni stupide e contraddittorie. È già stato
segnalato alle autorità competenti perché puoi dissentire se qualcosa
non ti va o non segui Gesù, ma dire diffamazioni che escono
dal cuore di satana, si danneggia l’apostolato e il buon nome.
Sappiamo che è normale incontrare persone piene di spirito malefico e che hanno
avversità verso il sacro,
il loro odio cercano di propagarlo agli altri in
una sorta di consolazione nel vedere la perdizione anche degli altri. È
una malattia l’odio, queste persone hanno l’aggravante di
voler fermare il santo apostolato quindi colpiscono soprattutto la
missione di Gesù e della Madonna.
La tremenda colpa di questi si ingigantisce sempre più, essi diventano diabolici, sono
posseduti dall’odio contro il buon apostolato.
Questi attacchi aumenteranno sempre più sul web contro i
cristiani che professano di seguire Gesù, questi sono i tempi di satana
come dice la Madonna a Medjugorje, è il tempo del terribile attacco che
sferrerà contro la Chiesa e i cristiani. Noi lo sappiamo e non
ci lasceremo abbattere dalle tentazioni teologiche e da nessuna novità
che si oppone al Vangelo.
Oggi i diavoli temono la nostra fedeltà a Gesù, essi riflettono
che milioni di cristiani hanno già accettato il
modernismo e le novità che svuotano il Vangelo del contenuto rivelato da
Gesù, invece noi restiamo solidi ed inamovibili sulla Parola
contenuta nelle Scritture. I diavoli ci temono e non possono disturbarci
più di tanto perché la Madonna ci protegge, ma istigano i loro
servitori a disturbarci o a proporre inviti modernisti per lasciare
l’Adorazione Eucaristica o la Corona del Santo Rosario. Questo succede
in
diverse parrocchie.
La Pasqua ci dice che Gesù è vivo e non ha cambiato una sola parola nel suo Vangelo, i
suoi insegnamenti rimangono immutati.
Il vero problema che si riscontra in molti cristiani e molto
spesso in coloro che hanno incarichi di rilievo, è la mancata
comprensione
del Vangelo storico, degli insegnamenti di Gesù. Magari conoscono
scientificamente e bene la Bibbia, ma non in modo sapienziale, cioè
senza lo Spirito di Dio. D’altronde anche satana conosce benissimo la
Scrittura ma non l’osserva, cerca in tutti i modi di paralizzarla e
di proibire a tutti di meditarla.
“Infatti non avevano ancora compreso
la Scrittura”,
è l’amara osservazione che fa San Giovanni, riferendosi a sé e a San Pietro.
C’è una sostanziale differenza tra la loro mancata comprensione
dovuta ad una incapacità spirituale degli Apostoli e la
non volontà di comprendere da parte di molti teologi e cattolici di
oggi. Ci sono conferenzieri che spiegano molto bene la Bibbia però
in modo molto umano, non hanno colto ancora la presenza dello Spirito
Santo che guida alla Verità tutta intera. La bellezza della spiegazione
della Bibbia sta innanzitutto nella vita pratica di chi la spiega, se
egli vive quanto vi è contenuto allora l’ha anche compresa. Se
invece non vive quanto insegna, è ancora lontano dalla Verità.
Come
Gesù
risuscitò da morte, anche coloro che non vivono la Parola di Dio ma la
insegnano devono vivere da risorti, questo è possibile solamente
quando si conosce sapientemente, cioè con il cuore, la Scrittura. Il
fondamento della nostra Fede è la Risurrezione di Gesù da
morte, se non fosse avvenuta sarebbe inutile pregare un morto.
Gesù è vivo, questa è la vera novità che cambia la storia, la legge fisica e ogni ragionamento
umano.
È
determinante
soffermarci nella meditazione della Risurrezione di Gesù, questo atto è
la chiave per interpretare tutta la sua vita, oltre ad essere il
vero fondamento della nostra Fede. Gesù ha vinto la morte, è l’annuncio
che porta la speranza anche nei cuori afflitti. Senza la
sua vittoria sulla morte qualsiasi predicazione sarebbe vana e la nostra
Fede priva di fondamento. E come avvenne la Risurrezione di Gesù,
così sarà anche per i veri credenti in Lui.
La
Verità della
Risurrezione è una realtà centrale della Fede cattolica, fin dagli inizi
del Cristianesimo è stata predicata con piena
convinzione dagli Apostoli e poi dai missionari. Non furono solamente
gli Apostoli a vedere Gesù risorto, il Vangelo ci dice che furono molti a
vederlo, ma i cristiani in buonafede fanno continua esperienza di Gesù
vivo perché quando si invoca sempre Egli aiuta, prima o
poi.
L’annuncio iniziale è sempre stato che Gesù vive, perché è risorto da morte, Egli vive nei
credenti ed è Dio perché trionfatore.
Possiamo
comprendere lo
sbandamento degli Apostoli dopo la crocifissione, in quei momenti
concitati non ricordavano più che Gesù aveva lungamente parlato della
sua Risurrezione, aveva anche compiuto almeno tre risurrezioni di morti,
addirittura Lazzaro era morto da quattro giorni.
Tra le risurrezioni di quei
morti e la Risurrezione di Gesù c’è una differenza sostanziale. Mentre Lazzaro risorse col suo corpo ancora soggetto alla morte, la Risurrezione di Gesù è diversa perché il suo Corpo era
glorioso, incorruttibile, immortale. Gesù risuscitò per virtù propria mentre gli altri per
volontà del Signore.
Nei
tre giorni in cui
Gesù rimase in una condizione sepolcrale, il mondo era avvolto dalle
tenebre, Egli affrettò la sua Risurrezione per consolare quanto
prima la Madre e gli Apostoli, risuscitò “quand’era ancora buio”, anticipando il
sole con la propria Luce.
In
quei tre giorni il mondo
era nelle tenebre come lo era prima della sua Incarnazione, come lo è
adesso perché l’umanità ha scelto di non seguire
più Gesù vivo. Tre giorni sono stati stabiliti da Dio per la
Risurrezione del suo Corpo umano, tre giorni saranno necessari per
risvegliare l’umanità dalle tenebre e cominciare a vedere la vera Luce.
La gioia autentica arriva dopo la sofferenza, arriva quando
Gesù è presente nel proprio cuore.
Adesso
molti apostoli
cristiani non vedono più con chiarezza la Luce di Gesù vivo, le
confusioni teologiche causano ombre appunto oscure. È necessario
che la vera Luce risorga nei cristiani che si sono allontanati dalla
Verità del Vangelo, solo così incontreranno Gesù vivo e vero
e non più quel Gesù ancora morto nel sepolcro. Non è possibile vedere la
Luce rimanendo nelle tenebre, occorre una sincera
volontà per uscire da sé e andare incontro a Cristo risorto.
Come cristiani dobbiamo proclamare a tutti la regalità di Cristo, annunciandola con le nostre parole e le nostre
opere.
A tutti voi auguro di cuore Buona Pasqua vissuta con Gesù vivo, vi benedico e prego ogni giorno per tutti voi e le
vostre famiglie.
Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con
la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere
l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
martedì 18 dicembre 2012
La grande fiera del giocattolo
La Grande Fiera del Giocattolo
(Giuseppe Veronese )
In una città con tantissimi bambini era finalmente arrivato l'avvenimento dell'anno: la grande fiera del giocattolo.
Natale
era infatti alle porte e ogni anno, in questo periodo, la città
organizzava la fiera. Era una fiera molto conosciuta: i venditori
venivano da tutte le parti del mondo per far conoscere la loro merce. Là
vi erano tutti i regali possibili che i genitori potevano fare ai loro
bambini per renderli felici.
Per
l'occasione, un ricco direttore di banca decise di prendere il
pomeriggio della vigilia di Natale libero: voleva anche lui visitare la
fiera quest'anno! Mentre si avviava, pensava tra sé: "Questo Natale
voglio regalare al mio bambino una cosa molto bella ed interessante. Me
lo posso permettere... Ho lavorato sodo tutto l'anno e sono disposto a
spendere molto... anzi... tantissimo!".
Quello
stesso pomeriggio anche un giardiniere si recava alla fiera e
camminando pensava: "È stato un anno un po' duro con il mio piccolo
stipendio, però sono riuscito ugualmente a risparmiare un pochino...
spero di poter comprare qualcosa di carino alla mia bambina".
Intanto,
le loro mogli erano rimaste a casa con i bambini e preparavano il
pranzo di Natale. Il bambino del direttore era nella sua cameretta.
Nonostante la stanza fosse molto bella e vi fosse un armadio colmo di
pupazzi e giocattoli, egli era un po' triste. Pensava infatti al suo
papà. Lo vedeva così poco. La sera tornava dal lavoro proprio quando lui
doveva andare a letto. Oppure era occupato, perché si portava anche del
lavoro a casa. Cercava di consolarsi pensando che domani sarebbe stato
Natale e che avrebbe ricevuto altri bei regali. Ma la cosa che più lo
rasserenò era che finalmente il papà domani poteva essere a casa con lui
tutto il giorno.
La
bambina del giardiniere invece aiutava serenamente la mamma a preparare
il pranzo di Natale. Non aveva molti giocattoli, ma, grazie alla
vivacità e alla fantasia dei suoi genitori, non si sentiva mai sola.
"Domani è Natale, chissà che bei giochi faremo tutti insieme!", pensava
felice.
Giunto
alla fiera, il banchiere cominciò subito a guardare con occhio critico
ogni giocattolo esposto. C'era tutto ciò che un bambino potesse
desiderare: dai trenini elettrici alle biciclette, dai pupazzi di
peluche ai libri, ecc. Voleva comperare qualcosa di veramente grande per
suo figlio, ma soprattutto qualcosa che lo tenesse occupato e al tempo
stesso lo divertisse. Era sempre così impegnato e concentrato nel suo
lavoro che non gli dedicava molto tempo per giocare insieme.
Il
giardiniere, arrivato anche lui alla fiera, si guardava in giro con
calma. Era solo un po' preoccupato perché sperava di trovare qualcosa
che potesse piacere alla sua bambina e che non fosse troppo caro. Anche
se sapeva che non avrebbe potuto comprare molto, non si lasciò sfuggire
niente. Voleva raccontare e descrivere alla sua bambina ogni cosa vista.
Verso sera il direttore ed il giardiniere si incontrarono per caso
davanti ad una stanza dove all'ingresso c'era un grande cartellone con
la scritta: "Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio".
Videro entrare molta gente incuriosita, ma quasi tutti uscivano delusi e
scontenti. Incuriositi, a loro volta decisero di entrare. Era una
grande stanza con le pareti bianchissime, molto illuminata, era quasi
vuota e non c'erano giocattoli. In
fondo alla stanza c'era soltanto un grande specchio antico appeso al
muro e davanti ad esso, seduto ad una scrivania, un vecchio signore con
una lunga barba bianca. Egli scriveva ed ogni tanto guardava la gente
che entrava e usciva.
Il
direttore, perplesso e deluso, stava per uscire subito, ma quando vide
il giardiniere avvicinarsi al vecchio chiedendogli gentilmente chi
fosse, si avvicinò lentamente anche lui. Sentì il vecchio rispondere:
"Sono molto anziano, per tutta la vita ho costruito giocattoli per i
bambini del mondo. Ma quest'anno ho portato qualcosa di particolare e
prezioso... questo bellissimo specchio antico alle mie spalle". Il
direttore ed il giardiniere si guardarono in faccia stupiti, poi
riguardarono lo specchio. Disorientato e quasi irritato il direttore si
girò per andarsene, ma ancora una volta si fermò, perché vide il
giardiniere stringere la mano al vecchio e con il volto felice
esclamare: "Ho capito! Ora so cosa regalare alla mia bambina. Non sono
più preoccupato... arrivederci e grazie mille". Il
giardiniere uscì poi felice dalla stanza. Il banchiere, rimasto solo,
guardò di nuovo lo specchio e pensò che cosa potesse fare un bambino con
uno specchio così antico e fragile. Non osando chiederlo al vecchio,
che incuteva molto rispetto, uscì in fretta per cercare di raggiungere
il giardiniere. Non appena lo trovò gli chiese subito che cosa mai
avesse capito.
"Mi
dispiace, non posso dirtelo!", rispose il giardiniere. "Devi arrivarci
da solo. Vedrai che un giorno capirai il perché questo possa essere il
regalo più bello per tuo figlio!".
Il
giorno di Natale, la figlia del giardiniere aprì il regalo e tutta
felice ammirò con gioia le bellissime penne colorate ed i grandi fogli
bianchi da disegno che suo padre le aveva comperato alla grande fiera
del giocattolo. Si alzò e lo abbracciò: "Grazie papà, così potremo
disegnare insieme tutte le belle cose che hai visto alla fiera".
"Non
solo, bambina mia", disse il padre. "Potremo disegnare altre cose molto
più belle, per esempio la neve... Guarda fuori dalla finestra... sta
ancora nevicando! Sai, questa notte, dopo molti anni, ha nevicato
tantissimo. E siccome tu non hai ancora visto la neve, più tardi andremo
con la mamma a fare una passeggiata tutti insieme e così potrai
toccarla e giocare. Potremo lanciarci palle e fare un pupazzo... Vedrai
che bello!". Anche il figlio del banchiere era contento quel mattino.
Stava aprendo un grandissimo pacco ricevuto in regalo. Con sorpresa non
finiva più di tirare fuori dal pacco tanti piccoli vagoni di un treno;
c'erano anche le rotaie e molte casette che figuravano da stazioni e
case di campagna, verde per i prati, per i monti, alberi e siepi, e
persino un fiumicello con i suoi
ponti.
Era
molto felice: sicuramente il papà lo avrebbe aiutato a costruirlo...
oggi finalmente era tutto il giorno a casa con lui e la mamma. Ma,
mentre si avvicinava per abbracciarlo e ringraziarlo, suonò il telefono.
Il padre si alzò dalla poltrona e andò a rispondere. Il suo viso si
fece serio. Riattaccò e guardando un po' triste la moglie ed il figlio
riferì: "Anche oggi il lavoro mi chiama! Mi dispiace molto, ma domani
devo essere a New York per una conferenza importante. Devo partire
subito!".
La
moglie non disse nulla. Era abituata. Il bambino invece ci restò male.
Il suo viso si fece triste e gli spuntarono due lacrime. Il papà lo notò
e cercò di consolarlo: "Non piangere! Lo sai che ti voglio molto bene.
Poi, per il trenino, non occorre proprio che ci sia anch'io! Potrai
costruirlo con la mamma...".
Il
bambino si girò e stava per scappare piangendo nella sua stanza, ma
inciampò in un pacchetto tutto bianco avvolto con un nastro rosso. Si
chinò e seduto sul tappeto cominciò ad aprire il pacco. Era triste e
cercò di consolarsi con questo nuovo regalo. I genitori si guardarono
perplessi. Quindi il padre chiese: "Non credevo ci fossero altri
regali... Sei stata tu?".
"No!",
rispose la mamma. "Sono rimasta tutto il giorno a casa a preparare il
pranzo. Non so chi possa averlo messo sotto l'albero di Natale!".
Il
padre si avvicinò preoccupato al bambino e al regalo. Voleva sapere da
dove provenisse e soprattutto assicurarsi che non contenesse qualcosa di
pericoloso.
Il
bambino intanto aveva aperto delicatamente il pacco e con sorpresa tirò
fuori una palla rossa con tanti puntini bianchi, come tanti fiocchi di
neve. Il padre guardò il figlio ed il regalo e poi prese la scatola per
vedere se c'era qualche bigliettino con il nome di chi lo aveva
regalato. Con stupore lo trovò: "Babbo Natale". Chiuse gli occhi
pensieroso e subito si ricordò del vecchio con la lunga barba bianca che
incuteva tanto rispetto. Poi si ricordò anche dello specchio e delle
parole che erano scritte all'ingresso della stanza: "Qui puoi trovare il
regalo più bello per tuo figlio". E finalmente capì anche lui e si
commosse. Nello specchio aveva visto la sua immagine e si rese conto che
lui stesso era il regalo più bello per suo figlio! Questo il
giardiniere l'aveva capito subito!
Abbracciò
il bambino e piangendo di felicità esclamò: "Oggi non parto. Rimaniamo
insieme... Oggi sei tu più importante del mio lavoro. Dai che usciamo in
giardino... giocheremo con la palla nuova e la mamma farà il tifo per
noi".
Mentre
tutta la famiglia usciva felice per giocare insieme, cominciò a
nevicare anche là dove abitava il bambino che, da quel giorno, non si
sentì più solo e triste.
sabato 15 dicembre 2012
Novena di natale
Novena di Natale
(dal 16 al 24 dicembre)
1° giorno
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e
deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava
sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la
luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce
giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno... (Gen
1,1-5).
Il
primo giorno di questa novena vogliamo ricordare proprio il primo
giorno della creazione, la nascita del mondo. La prima creatura voluta
da Dio potremmo definirla molto natalizia: la luce, come fuoco che
illumina, è uno dei simboli più belli del Natale di Gesù.
Impegno personale: pregherò perché in tutto il mondo creato e amato da Dio possa giungere, la luce della fede in Gesù.
2° giorno Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate
al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua
salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le
nazioni dite i suoi prodigi. Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema
il mare e quanto racchiude; esultino i campi e quanto contengono, si
rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene, perché
viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con
verità tutte le genti (Sal 95,1-3.15-13).
È
il salmo responsoriale del giorno di Natale. Il libro dei salmi nella
Bibbia costituisce la nascita della preghiera di un popolo. Gli autori
sono poeti "ispirati", cioè guidati dallo Spirito a trovare le parole
per rivolgersi a Dio in atteggiamento di supplica, di lode, di
ringraziamento: attraverso la recita del salmo, si innalza la preghiera
di un singolo o di un popolo che come vento, leggero o impetuoso a
seconda delle circostanze, raggiunge il cuore di Dio.
Impegno personale: sceglierò oggi un salmo per rivolgermi al Signore, scelto in base allo stato d'animo che sto vivendo.
3° giorno
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà
dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di
sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito
di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del
Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni
per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà
decisioni eque per gli oppressi del paese (Is 11,1-4).
Come
i salmisti, così anche i profeti sono uomini ispirati da Dio, che
aiutano il popolo eletto a vivere la loro storia come grande vicenda di
amicizia col Signore. Attraverso di loro la Bibbia testimonia la nascita
dell'attesa della visita di Dio, come fuoco che consuma il peccato di
infedeltà o che scalda la speranza di liberazione.
Impegno personale: voglio individuare i segni del passaggio di Dio nella mia vita e ne farò un'occasione di preghiera lungo questa giornata.
4° giorno
In quel tempo l'angelo disse a Maria: "Lo Spirito Santo scenderà su di
te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che
nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche
Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e
questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è
impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del
Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei
(Lc 1,35-38).
Lo
Spirito Santo, quando incontra la risposta obbediente e disponibile
dell'uomo, diventa fonte di vita, come vento che soffiando sui campi
porta in giro vita per nuovi fiori. Maria, con il suo sì, ha consentito
la nascita del Salvatore e ha insegnato a noi ad accogliere la salvezza.
Impegno personale: se
ne ho la possibilità, parteciperò oggi alla S. Messa e riceverò
l'Eucaristia, facendo nascere Gesù dentro di me. Stasera nell'esame di
coscienza metterò di fronte al Signore l'obbedienza ai miei impegni di
fede.
5° giorno
In quel tempo Giovanni diceva alle folle: "Io vi battezzo con acqua; ma
viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di
sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in
Spirito Santo e fuoco... Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre
Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si
aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di
colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto,
in te mi sono compiaciuto" (Lc 3,16.21-22).
Ognuno
di noi è diventato figlio prediletto del Padre, quando ha ricevuto il
primo dono dello Spirito Santo nel Battesimo, come fuoco capace di
accendere nel cuore il desiderio di annunciare il Vangelo. Gesù, grazie
all'accoglienza dello Spirito e in obbedienza alla volontà del Padre, ha
indicato a noi la via per la nascita del Vangelo, cioè della buona
notizia del Regno, in mezzo agli uomini.
Impegno personale: mi
recherò in chiesa, al fonte battesimale, per fare memoria riconoscente
al Padre del dono di essere suo figlio e rinnoverò la volontà di essere
suo testimone in mezzo agli altri.
6° giorno
Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su
tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si
squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue
mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò (Lc 23,44-46).
Il
mistero del Natale è legato misteriosamente al mistero della Passione
di Gesù: egli comincia a conoscere da subito la sofferenza, per il
rifiuto ad essere accolto che lo farà nascere in una povera stalla e per
l'invidia dei potenti che scatenerà la furia omicida di Erode. Ma
esiste anche un misterioso legame di vita tra i due momenti estremi
dell'esistenza di Gesù: il soffio di vita che fa nascere il Signore è lo
stesso soffio dello Spirito che Gesù sulla Croce riconsegna a Dio per
la nascita della Nuova Alleanza, come vento vitale che spazza via
l'inimicizia tra gli uomini e Dio sorta col peccato.
Impegno personale: risponderò
con un gesto di generosità al male che purtroppo è diffuso intorno a
noi o che addirittura nasce da me. Se poi sono io a subire
un'ingiustizia, perdonerò di cuore e stasera ricorderò al Signore la
persona che mi ha causato questo torto.
7° giorno
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti
insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo,
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si
trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si
posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito
Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro
il potere d'esprimersi (At 2,1-4).
Qui
ritroviamo le immagini ormai familiari del vento e del fuoco, che
dicono la realtà viva e diversificata dello Spirito. La nascita della
Chiesa, che avviene nel Cenacolo dove sono riuniti gli apostoli insieme
con Maria, dà inizio a una storia ininterrotta fino ad oggi, come fuoco
che arde senza consumarsi per trasmettere l'amore di Dio a tutte le
generazioni.
Impegno personale: ricorderò oggi con gratitudine il giorno della mia Cresima, quando
sono diventato per mia scelta un discepolo responsabile nella vita
della Chiesa. Affiderò al Signore, nella mia preghiera, il mio vescovo,
il mio parroco e tutta la gerarchia ecclesiastica.
8° giorno
Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo
Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla
quale li ho chiamati". Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero
loro le mani e li accomiatarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito
Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. Giunti a
Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei
Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante (At 13,1-4).
Il
libro degli Atti degli Apostoli ci testimonia la nascita della
missione, come vento che soffia incessantemente da un estremo all'altro
del mondo portando ai quattro angoli della terra il Vangelo.
Impegno personale: pregherò
con molto affetto per il Papa, che ha la responsabilità della
diffusione del Vangelo in tutto il mondo, e per i missionari,
infaticabili viaggiatori dello Spirito.
9° giorno
Pietro stava ancora parlando, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti
coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli venuti con Pietro si
meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello
Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con
l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". E
ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo
lo pregarono di fermarsi alcuni giorni (At 10,44-48).
Come
oggi noi possiamo inserirci nella vita della Chiesa e nascere a tutte
le novità che il Signore ha preparato per noi? Attraverso i sacramenti,
che segnano ancor oggi ogni successiva nascita della fede. I sacramenti,
come fuoco che trasforma, ci introducono sempre di più nel mistero di
comunione con Dio.
Impegno personale: pregherò
per tutti coloro che nella mia comunità o anche nella mia famiglia
stanno per ricevere un dono dello Spirito attraverso un sacramento e
affiderò di cuore al Signore tutti i consacrati affinché seguano il
Cristo con fedeltà.
Preghiera conclusiva.
Invochiamo lo Spirito su tutto il mondo creato da Dio, su noi che
abbiamo in Maria il modello della collaborazione pronta alla sua opera
di salvezza, e sui sacerdoti che in questo tempo natalizio sono
impegnati a portare il Vangelo di Gesù di casa in casa. Spirito di Dio,
che agli inizi della creazione ti libravi sugli abissi del mondo, e
trasformavi in sorriso di bellezza il grande sbadiglio delle cose,
scendi ancora sulla terra, questo mondo che invecchia sfioralo con l'ala
della tua gloria. Spirito Santo, che hai invaso l'anima di Maria,
donaci il gusto di sentirci "estroversi". Rivolti, cioè, verso il mondo.
Mettici le ali ai piedi perché, come Maria, raggiungiamo in fretta la
città, la città terrena che tu ami appassionatamente. Spirito del
Signore, dono del Risorto agli apostoli del Cenacolo, gonfia di
passione la vita dei tuoi preti. Rendili innamorati della terra, capaci
di misericordia per tutte le sue debolezze. Confortali con la
gratitudine della gente e con l'olio della comunione fraterna. Ristora
la loro stanchezza, perché non trovino appoggio più dolce per il loro
riposo se non sulla spalla del Maestro.
Lisa
Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta
3ª Domenica di Avvento
“L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta
Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta
Domenica 16
Dicembre 2012 – Anno C
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,10-18
Le
folle lo interrogavano:
«Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a
chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia
altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli
chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro:
«Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo
interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo
fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno,
contentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in
attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non
fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo
con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno
di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi
battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per
ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la
pula, la brucerà con fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni annunziava al popolo
la buona novella.
“L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta
Brani estratti da più volumi, rivelati da Gesù in momenti diversi
Satana
si presenta sempre con
veste benevola, con aspetto comune. Se le anime sono attente e
soprattutto in spirituale contatto con Dio, avvertono quell’avviso che
le rende
guardinghe e pronte a combattere le insidie demoniache. Ma se le anime
sono disattente al divino, separate da una carnalità che soverchia e
assorda, non aiutate dalla preghiera che congiunge a Dio e riversa la
sua forza come da un canale nel cuore dell’uomo, allora difficilmente
esse
si avvedono del tranello nascosto, sotto l’apparenza innocua e vi
cadono. Liberarsene poi, è molto difficile.
Le
due vie più comuni
prese da satana per giungere alle anime sono il senso e la gola.
Comincia sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà
l’attacco alla parte superiore.
Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l’amore -quello non esiste già più quando l’uomo ha sostituito l’amore divino con altri amori umani- ma anche il timore di Dio.
Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l’amore -quello non esiste già più quando l’uomo ha sostituito l’amore divino con altri amori umani- ma anche il timore di Dio.
È allora che
l’uomo si abbandona in anima e corpo a satana, pur di arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.
Come
Io mi sia comportato, lo
hai visto. Silenzio e orazione. Silenzio. Perché se satana fa la sua
opera di seduttore e ci viene intorno, lo si deve subire senza stolte
impazienze e vili paure, ma reagire con la sostenutezza alla sua
presenza e con la preghiera alla sua seduzione.
È
inutile discutere
con satana. Vincerebbe lui, perché è forte nella dialettica. Non c’è che
Dio che lo vinca; e allora ricorrere a Dio che
parli per noi, attraverso noi. Mostrare a satana quel Nome e quel Segno,
non tanto scritti su una carta o incisi su un legno, quanto scritti e
incisi
nel cuore. Il mio Nome, il mio Segno. Ribattere a satana unicamente
quando insinua che egli è come Dio, usando la parola di Dio. Egli non la
sopporta. (…)
Occorre
avere volontà
di vincere satana e Fede in Dio e nel suo aiuto, Fede nella potenza
della preghiera e nella bontà del Signore. Allora satana non può
fare del male.
*
Satana
estende il suo potere
sui tre gradi dell’uomo. Le possessioni più tiranniche e sottili, dalle
quali si liberano solo coloro che sono sempre tanto poco
degradati nello spirito da sapere ancora comprendere l’invito della
Luce. Doras non fu un lussurioso, ma con tutto questo non seppe venire
al
Liberatore. In questo sta la differenza.
Mentre nei lunatici, nei muti, nei sordi o ciechi per opera demoniaca,
cercano e
pensano i parenti a portarli a Me, in questi posseduti dello spirito, è
solo il loro spirito che provvede a cercare la libertà. Per
questo essi sono perdonati oltre che liberati, perché il loro volere ha
per primo iniziato la possessione dal Demonio.
*
L’indemoniato.
Pietro chiede:
“Perché, Maestro, lo spirito immondo fece tanta resistenza?”.
“Perché era uno
spirito completo”.
“Che vuole dire questa
parola?”.
“Uditemi. Vi è
chi si dà a satana aprendo una porta a un vizio capitale. Vi è chi si dà due volte, chi tre, chi sette. Quando uno apre lo
spirito ai sette vizi, allora entra in lui uno spirito completo. Entra satana, il principe nero”.
“Quell’uomo,
giovane ancora, come poteva essere preso da satana?”.
“Oh, amici! Sapete per
quale sentiero viene satana? Tre sono le vie generalmente battute, e una non manca mai. Tre: il senso, il denaro, la superbia della mente.
Il senso è quello che non manca mai. Staffetta delle altre
concupiscenze, passa seminando il suo veleno e tutto fiorisce di fiorita
satanica. Per questo Io vi dico: “Siate padroni della vostra
carne”.
Sia questa padronanza
l’inizio d’ogni altra, così come questa schiavitù è inizio d’ogni altra. Lo schiavo della lussuria diviene ladro e barattiere, crudele, omicida, pur di servire la sua padrona. La
stessa sete di potere ha parentela con la carne. Non vi pare? Così è. Meditate e vedrete se erro. Per la carne satana entrò
nell’uomo e, felice se lo può fare, per la carne vi rientra. Lui agisce col proliferare delle sue legioni di demoni
minori”.
“Maria di Magdala Tu
dicesti che aveva sette demoni. Eppure Tu la liberasti con molta facilità”. (…) “La donna voleva, ormai, essere
libera dal suo possesso. Voleva. La volontà è tutto”. (…)
Satana
sapeva di questa
perfezione (della donna). Tante cose sa satana. È lui che parla sulle
labbra dei pitoni, dicendo menzogne commiste a verità. E queste
verità che egli odia perché egli è Menzogna, le dice solo -tenete a
mente o voi tutti e voi futuri- per sedurvi con la
chimera che non sia la Tenebra che parla ma la Luce.
Satana, astuto, tortuoso e
crudele, si è insinuato in questa perfezione e lì ha morso, e lì ha lasciato il suo veleno. La perfezione della donna
nell’amare, è divenuta così strumento a satana per dominare donna e uomo e propagare il male
…”.
*
Vi
è un modo sicuro
per comprendere se un prodigio viene da Dio o da un demonio, ed è ciò
che l’anima prova. Se il fatto straordinario viene da Dio,
pace s’infonde nell’anima, pace e gaudio maestoso, se da un demonio,
viene con esso prodigio, turbamento e dolore. E anche dalle parole di
Dio pace e gaudio vengono, mentre da quelle di un demonio, sia demonio
spirito che demonio uomo, viene turbamento e dolore.
*
Il
mondo -e per mondo intendo
non solo i laici- nega il soprannaturale, ma poi, davanti alle
manifestazioni di Dio, è pronto a tirare in ballo non il soprannaturale
ma
l’occulto. Confondono una cosa con l’altra. Ora udite: soprannaturale è
ciò che da Dio viene. Occulto è ciò
che viene da fonte extraterrena ma che non ha radice in Dio.
In
verità vi dico che
gli spiriti possono venire a voi, ma come? In due modi. Per comando di
Dio o per violenza d’uomo. Per comando di Dio vengono Angeli e Beati e
Spiriti che già sono nella luce di Dio. Per violenza d’uomo possono
venire spiriti sui quali anche un uomo ha comando, perché
immersi in plaghe più basse di quelle umane in cui ancora è un ricordo
di Grazia, se più non vi è la Grazia attiva.
I primi vengono spontanei,
ubbidienti ad un solo comando: il mio e con loro portano la verità che Io voglio conosciate.
Gli
altri vengono per un
complesso di forze congiunte. Forze di uomo idolatra con forze di
satana-idolo. Possono darvi verità? No, mai, assolutamente mai. Può
una formula, anche se insegnata da satana, piegare Dio al volere
dell’uomo? No, Dio viene sempre spontaneo. Una preghiera vi può unire a
Lui, non una magica formula.
*
Vi sono creature, già adoratrici di satana perché
hanno il culto della superbia, che pur d’imporsi agli
altri vendono se stesse al Tenebroso per averlo amico. (…) Non con
monete e contratti materiali, ma con l’adesione al Male, con la
scelta, con la donazione di sé al Male pur di avere un’ora di trionfo.
In verità vi dico che coloro che si vendono al Maledetto
pur di riuscire in un loro scopo, sono più numerosi di quanto non si
creda.
*
I pseudo superuomini di ora
negano che il demonio possa essere autore d’infermità fisiche. Molte cose negano i superuomini. Troppe. Non si accorgono che i “posseduti”, ora, sono loro.
Negano esservi infermità causate da
forze extranaturali, non sanno però, con forze naturali, comprendere e
curare certe infermità. Non lo possono appunto perché
certe infermità hanno radice fuori dalla carne e opprimono questa, ma
non nascono da questa. Nascono nelle zone dove si agitano i regni
dello spirito.
I regni dello spirito sono
due: uno, celeste, viene da Dio; l’altro, maligno, viene da satana.
Dio permette, talora, ai suoi predestinati, infermità che sono passaporto per il Regno divino. Satana, dà, ancora più di frequente, infermità che sono vendetta contro il servo di Dio o balzello sui poveri che hanno ceduto alle sue seduzioni. Poveri, di una povertà orrenda perché è perdita della vera ricchezza: quella della Grazia che vi fa figli e eredi di Dio.
Dio permette, talora, ai suoi predestinati, infermità che sono passaporto per il Regno divino. Satana, dà, ancora più di frequente, infermità che sono vendetta contro il servo di Dio o balzello sui poveri che hanno ceduto alle sue seduzioni. Poveri, di una povertà orrenda perché è perdita della vera ricchezza: quella della Grazia che vi fa figli e eredi di Dio.
I
rimedi umani sono inutili
in tali casi. Solo il dito di Dio cancella il decreto di miseria e
sottoscrive il decreto di liberazione. Colui che è liberato guarisce dal
“possesso” se è posseduto.
Colui che è liberato
entra nel Cielo, se la sua infermità è da Dio.
Oltre
alle infermità
della carne ci sono le infermità dello spirito. Sono opera del Maligno.
esse vi curvano, vi fanno dibattere e schiumare, vi ottundono sensi e
parola, vi portano ad aberrazioni morali peggio delle malattie della
carne, perché curvano e ottundono l’anima.
Io le posso guarire, Io solo.
L’anima liberata dall’influsso che la teneva
curvata si raddrizza e glorifica il Signore, come la donna del Vangelo.
(…) Chi mi segue non pecca e non peccando, non si asservisce a
colui che vuole fare di voi dei miei nemici.
*
Due sono le forme delle
spirituali infermità e due sono le forme di possessione spirituale. Si dice “posseduto” colui che è afferrato, straziato,
premuto, dominato da satana, perché non si deve, con ancor più giusta ragione, chiamare “posseduto” colui che è
abbracciato, sollevato, plasmato, dominato da Dio? Beatifica, sublime, felice possessione!
L’anima non ha che
abbandonarsi, in amore, all’Amore che la circonda, l’abbraccia, la penetra, la trasporta, le dà sensi nuovi e conoscenze
sconosciute ai mortali. È il tuffo nel gorgo di Dio, gorgo di Luce, di Scienza, di Carità, di ogni virtù. È tuffo nel
gorgo della Pace.
Estratto di "l'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta
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