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venerdì 5 aprile 2013

Coraggio

Forza non scoraggiamoci . Lo so i tempi sono duri per tutti, ma uccidendoci non risolveremo nulla , dobbiamo combattere, anche quando sappiamo che non ce piu nulla da fare . Bisogna sempre combattere e Pregare e aggrapparsi alla Croce di nostro Signore Gesù , l'unico che puo aiutarci , mai farsi prendere dallo sconforto e dalla paura , bisogna avere coraggio .
Lo so a molti le mie parole faranno ridere , ma io e cosi che la penso, anche io non sto passando un bel periodo e con tutte le spese che ogni mese tutti noi abbiamo e con i pochi euro in tasca non e facile far quadrare i conti e arrivare a fine mese .
Ma non per questo dobbiamo scegliere di farla finita ,vincere o perdere dipende sempre da noi , quindi come ho detto anche quando sembra che oramai non ce via di scampo, se guardiamo bene un uscita la troveremo sempre, basta non arrendersi .
Quindi coraggio .

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO...
Mamma uccello, come ogni giorno,
lasciò nel nido i suoi piccoli
per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo,
vide sulla cima di un monte
tre croci e tanta gente.
Curiosa, si avvicinò
e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo
con una corona di spine in testa : era Gesù.
Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria
e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande.
Si posò allora vicino alla testa di Gesù
e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchò di sangue.
Tornò al nido,
raccontò ai figli la triste visione e,
mentre li abbracciava,
macchiò di rosso anche il loro petto.
Da quel giorno in poi,
quegli uccellini si chiamano "pettirosso",
in ricordo del gesto generoso di quella mamma.

giovedì 4 aprile 2013

Vangelo di oggi

Giovedì 4 aprile 2013
Ottava di Pasqua


+ VANGELO (Lc 24,35-48)
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che Io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che Io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche oggi il Vangelo cita i due discepoli di Emmaus, essi erano ancora entusiasmati ed infervorati dopo l’incontro con Gesù, ma in realtà avrebbero dovuto rammaricarsi per la loro incredulità, causata da una eccessiva sicurezza personale. Erano troppo sicuri dei loro pensieri, innalzavano ogni loro pensiero quasi a idolo, nel senso che lo ritenevano sacro. Questa presunzione nasce in coloro che coltivano l’orgoglio come qualcosa di buono.
Rileggiamo ancora una volta il significato di orgoglio. Con orgoglio si intende il forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, si è miseramente convinti di avere compreso tutto dalla vita e capaci di stabilire ogni verità. Inoltre, l’orgoglioso è assolutamente incapace di ricevere umiliazioni. Il sinonimo di orgoglio, manifesta “un’alta opinione di sé”.
L’autostima è la considerazione che un individuo ha di se stesso, ed è normale possedere autostima sincera, quindi veritiera. Cambia in molti il modo della valutazione. Chi ha una spiritualità elevata conosce se stesso e la considerazione di sé rispecchia la verità. Quanti invece non posseggono una spiritualità elevata, si conoscono poco e la valutazione che danno è imperfetta. Più spiritualmente si scende verso il basso e più la considerazione personale è inventata, priva di equilibrio.
Nei due discepoli di Emmaus vediamo la mancanza della guida spirituale, non si confrontavano con nessuno e davano alle proprie convinzioni un sigillo di verità infallibile. Bisogna sempre riguardarsi dalle persone che agiscono per istinto e sono piene di orgoglio, fanno molto male a se stesse e a quanti le frequentano. Il male che esse fanno lo considerano quasi un bene… e si ingannano di subire torti quando invece con le loro iniziative avventate fanno stare male gli altri.
Ma tutti siamo in cammino e dobbiamo pregare per la conversione dei lontani, la salvezza eterna dei peccatori.
Un altro passo che richiede una riflessione è quando Gesù mangia il pesce. Lo fa per mostrare agli impauriti Apostoli che ha un Corpo vivo, che era risorto per davvero, ma ci chiediamo: dove è finito quel cibo? Non abbiamo mai letto di un’Anima del Purgatorio o di un Santo che mangia in una apparizione o qualcosa di simile, la differenza è il Corpo glorioso del Signore, Egli appare risorto con quel Corpo che aveva fin dal concepimento, ma da risorto è spiritualizzato.
La materia non si può spiritualizzare, nessuno può riuscirci tranne Dio. La porzione di pesce arrostito si spiritualizzò in Gesù.
Oggi devo pure dare spazio ad alcune delle tantissime testimonianze che mi arrivano. Le preghiere di liberazione che ho inviato sono potentissime ed è un dono della Madonna, perché questa Parrocchia virtuale è la sua, consacrata a Lei e dipendente dalla sua volontà. Con la nostra newsletter oltre a conoscere come vuole Gesù il suo Vangelo, noi siamo apostoli mariani, apparteniamo alla Madonna e vogliamo crescere in Grazia e santità di vita sotto la sua perfetta guida.
Solo chi trova Maria scopre il vero Gesù. La Vergine Santa vuole trasformare ogni suo devoto in un altro Gesù. Siete pronti?

“Carissimo Padre Giulio come comunica la signora anche a me la newsletter sul Vangelo da lei inviata trema da un po’ di tempo e mi impedisce di leggerla, però ho trovato la soluzione: basta selezionare la newsletter, si copia, si apre un foglio in word e si incolla, così l’impedimento è superato. Grazie di tutto Padre. Ave Maria. Angelo”.

“La ringrazio Padre per la preghiera di liberazione che lei mi ha inviato. Sono sicura che è stata la Provvidenza a suggerire questa preghiera. Da tempo cercavo informazioni riguardanti le Messe di guarigione dell’albero genealogico e inaspettatamente lei mi ha inviato questa preghiera di liberazione. Una delle mie difficoltà riguarda proprio l’incapacità di perdonare in generale, penso che derivi da ingiustizie che la mia famiglia ha subito da parenti ora defunti. Le sarò sempre riconoscente e pregherò per lei, caro Padre, che Dio la benedica. In Fede. Cristina Battistella”.

«Caro Padre Giulio, grazie per questa preghiera, penso di averne bisogno anch’io. Sono sicura che nella mia famiglia più di una persona ha fatto ricorso ai “maghi” per essere liberata dalle cosiddette fatture. Senza sapere poi a cosa andavano incontro. Anche io ne sono vittima perchè ho ricevuto una fattura da ragazza. Per anni ho vagato alla ricerca della liberazione, ahimè facendo ricorso come loro ai maghi. Eravamo tutti lontano dai Sacramenti e lontani dal Signore. Ma per Grazia ricevuta il Signore ha sentito il mio grido e mi ha indirizzato verso di Lui. Ciò che resta? Il dolore per aver commesso chissà quanti peccati contro il Signore. Desidero riparare in questa vita e se debbo anche nell’altra. Desidero liberarmi di ogni cosa che mi ha portato verso quel male. Ancora grazie. Carmela».

«Caro Padre Giulio, mi permetta di comunicarle quanto diceva un Monsignore a proposito dell’infestazione diabolica dovuta ai propri antenati. Sembra che il vero motivo della trasmissione di queste maledizioni risieda nel fatto che coloro che hanno commercio col demonio ricevono molti vantaggi se gli “vendono” i propri discendenti, anche quelli non ancora nati e non ancora concepiti. Per cui una persona non può sapere se un suo antenato, per esempio, nel 1750 ha venduto al demonio i suoi discendenti fino alla ventesima generazione. È quindi giusto e auspicabile recitare queste preghiere di liberazione che Lei ci ha inviato. Da molti anni io recito, nei miei momenti bui, le preghiere che ho trovato alcuni anni fa sulla Sua rivista che in famiglia ricevevamo in abbonamento, e posso testimoniare che appena pronuncio le prime parole, la morsa su di me si allenta e io mi sento meglio. Per questo non finirò mai di ringraziarLa per aver pubblicato queste preghiere e per la Sua opera di informazione su questi problemi. Caro Padre, lei è una luce in questo mondo corrotto. A volte penso a quante persone soffrono immensamente per la presenza dei demoni, ma sono atee o convinte che il demonio neppure esista. Prego per Lei Padre, perché il Signore Le dia la forza di continuare in questa sua opera che salva la vita di tante persone. Ave Maria. Donatella Savasta Fiore». 

«Buonasera Padre, da pochi mesi la seguo via internet e ricevo le sue email, stamattina ho ricevuto la sua email con delle preghiere di liberazione. Grazie Padre che continua a scriverci, che il Signore La Benedica, padre, e la Madonna custodisca questa Associazione Cattolica. Poi poco fa ho ricevuto un’altra email ed ho letto la testimonianza di una ragazza di nome Cristina che è “affetta” da anoressia e depressione, vorrei dare un incoraggiamento a questa ragazza, se è possibile Padre. Anch’io sono stata “affetta” da questa “malattia” e sono stata prigioniera di questa malattia dall’età di 16 anni e così per 6 anni, è stata una vera sofferenza ed ogni giorno mi portava alla morte ed ero consapevole di tutto, ma non riuscivo ad uscirne da sola, era più forte di me. La mia famiglia nonostante cattolica, mi portò da un’amica di famiglia che era la psicoterapeuta, ma è stato tutto inutile, la mia condizione peggiorava ogni giorno, ma devo dire che dentro di me, nel mio cuore, c’era la grande volontà di guarire. Finché un giorno, a scuola, una ragazza iniziò a raccontare che era andata con la sua famiglia a Lourdes e Medjugorje perché sua madre è stata molto malata ed è guarita!! Allora dopo qualche mese, sinceramente all’insaputa di tutti, sono andata pure io a Lourdes e a Medjugorje, lì iniziai a piangere come una fontanella, ho pregato in lacrime e mi sono affidata, sicura che Dio mi avrebbe guarita! Tornata a Roma, e dopo un paio di mesi, questa malattia è sparita completamente, senza accorgermene quando fosse sparita, ero finalmente tornata serena, dopo 6 anni di sofferenza. E da allora il mio cuore è in pace, amo il prossimo, “i nemici”, i poveri e studio la sacra teologia. Vengo da una famiglia religiosa, soprattutto mia nonna, da quando ero bambina nonna mi insegnò tante preghiere a memoria. Ma, spesso, basta un piccolissimo spazio che il diavolo si impossessi di noi. Anna».

“Grazie Padre, che il Signore la benedica e le dia sempre salute e serenità per l’amore che dona a tutti noi: avevo bisogno proprio di tali preghiere, ho un momento difficile con i bambini e con me stessa. Cordiali saluti. Valeria”.

“Carissimo Padre Giulio, Proprio questa sera,dopo una giornata di grande sofferenza per la malattia di mia sorella Clementina, leggendo il commento del Vangelo di oggi sulla sofferenza, mi sono sentita tanto fragile e debole, ho pianto tanto e mi sono chiesta che la mia è ancora una fede tanto debole. La prego Padre Giulio preghi tanto per me e per la mia famiglia, che il Signore mi aiuti ad affidarmi totalmente al suo amore. Le chiedo di pregare tanto per la mia sorella Clementina, perchè la chemio l’ha buttata a terra e non ha risolto nulla, che lo Spirito Santo ci guidi a trovare la vera strada per curarla. Grazie di tutto cuore e che Dio la benedica e la protegga sempre. Con affetto. Maria Teresa”.

“La ringrazio tantissimo, caro P. Giulio, per queste preghiere di guarigione e di liberazione tanto, tanto utili!!! Un forte abbraccio in Gesù. Francesco”.

“Caro Padre Giulio la ringrazio vivamente per questa bellissima preghiera di liberazione, ringrazio anche la nostra Mamma celeste per averla ispirata. Sono circa due settimane che facevo il Rosario di liberazione per il mio compagno (bloccato spiritualmente e accusa vari dolori fisici)e quando ho letto la sua bellissima preghiera, l’ho accolta con vera Gioia, è veramente un segno Divino. Credo che avevo proprio bisogno di un Pastore come lei, fortemente motivato verso le afflizioni del suo gregge. Ringrazio Gesù e Maria. Ora le vorrei stampare ma ho le cartucce della stampante scariche, appena le prendo, voglio regalare questa bellissima preghiera anche ad altre persone che ne hanno molto bisogno. Grazie.  Giuseppina Mele”.

“Caro Padre da quando lei mi manda i suoi messaggi io non gioco più alle macchinette dove ho buttato soldi facendomi debiti, prendendo in giro anche Sacerdoti, facendomi prestare soldi e inventato scuse stupide. Adesso non ci penso proprio più voglio diventare amico con lei, mi scriva tutti i giorni, la prego, ho visto che avete qualche libro me ne spedite qualcuno di Gesù e colgo l’occasione per augurarle buona pasqua. Aspetto con ansia vostra lettera. Loreto”.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Proposito
Mi fermerò a pregare per una persona in particolare, quella con cui fatico ad andare d’accordo, o con cui ho uno screzio aperto, o che preferisco non incontrare.

Pensiero
La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze, ma soprattutto nel comprendere che questa regina delle virtù non deve assolutamente restar chiusa in fondo al cuore. (Santa Teresa di Lisieux).

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:

Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.

domenica 31 marzo 2013

Vangelo di oggi

Domenica 31 marzo 2013

DOMENICA  DI  PASQUA

+ VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario -che era stato sul suo capo- non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.  Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Anche nella settimana trascorsa abbiamo avuto difficoltà nella consegna della newsletter, il web superaffollato e divoratore di mail, crea periodicamente problemi e un po’ tutti veniamo penalizzati. Come anche periodicamente esce fuori qualche persona disturbata e cerca di fermare il santo apostolato che si compie. È normale questo, però la Madonna interviene e ci fa conoscere in un modo o nell’altro quelli che in ultima analisi combattono contro Gesù e la Verità del Vangelo.
Anche questa volta mi sono arrivate segnalazioni sull’operato di un uomo che sembra posseduto per l’odio che emana e per la volontà di confondere i cattolici. Sarà un modernista depresso, un uomo che odia la Chiesa. Si chiama Silvano. Questa volta ha preso di mira me e cerca di distogliere i lettori dal seguire la newsletter ovviamente con diffamazioni stupide e contraddittorie. È già stato segnalato alle autorità competenti perché puoi dissentire se qualcosa non ti va o non segui Gesù, ma dire diffamazioni che escono dal cuore di satana, si danneggia l’apostolato e il buon nome.
Sappiamo che è normale incontrare persone piene di spirito malefico e che hanno avversità verso il sacro, il loro odio cercano di propagarlo agli altri in una sorta di consolazione nel vedere la perdizione anche degli altri. È una malattia l’odio, queste persone hanno l’aggravante di voler fermare il santo apostolato quindi colpiscono soprattutto la missione di Gesù e della Madonna.
La tremenda colpa di questi si ingigantisce sempre più, essi diventano diabolici, sono posseduti dall’odio contro il buon apostolato.
Questi attacchi aumenteranno sempre più sul web contro i cristiani che professano di seguire Gesù, questi sono i tempi di satana come dice la Madonna a Medjugorje, è il tempo del terribile attacco che sferrerà contro la Chiesa e i cristiani. Noi lo sappiamo e non ci lasceremo abbattere dalle tentazioni teologiche e da nessuna novità che si oppone al Vangelo.
Oggi i diavoli temono la nostra fedeltà a Gesù, essi riflettono che milioni di cristiani hanno già accettato il modernismo e le novità che svuotano il Vangelo del contenuto rivelato da Gesù, invece noi restiamo solidi ed inamovibili sulla Parola contenuta nelle Scritture. I diavoli ci temono e non possono disturbarci più di tanto perché la Madonna ci protegge, ma istigano i loro servitori a disturbarci o a proporre inviti modernisti per lasciare l’Adorazione Eucaristica o la Corona del Santo Rosario. Questo succede in diverse parrocchie.
La Pasqua ci dice che Gesù è vivo e non ha cambiato una sola parola nel suo Vangelo, i suoi insegnamenti rimangono immutati.
Il vero problema che si riscontra in molti cristiani e molto spesso in coloro che hanno incarichi di rilievo, è la mancata comprensione del Vangelo storico, degli insegnamenti di Gesù. Magari conoscono scientificamente e bene la Bibbia, ma non in modo sapienziale, cioè senza lo Spirito di Dio. D’altronde anche satana conosce benissimo la Scrittura ma non l’osserva, cerca in tutti i modi di paralizzarla e di proibire a tutti di meditarla.
“Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura”, è l’amara osservazione che fa San Giovanni, riferendosi a sé e a San Pietro.
C’è una sostanziale differenza tra la loro mancata comprensione dovuta ad una incapacità spirituale degli Apostoli e la non volontà di comprendere da parte di molti teologi e cattolici di oggi. Ci sono conferenzieri che spiegano molto bene la Bibbia però in modo molto umano, non hanno colto ancora la presenza dello Spirito Santo che guida alla Verità tutta intera. La bellezza della spiegazione della Bibbia sta innanzitutto nella vita pratica di chi la spiega, se egli vive quanto vi è contenuto allora l’ha anche compresa. Se invece non vive quanto insegna, è ancora lontano dalla Verità.
Come Gesù risuscitò da morte, anche coloro che non vivono la Parola di Dio ma la insegnano devono vivere da risorti, questo è possibile solamente quando si conosce sapientemente, cioè con il cuore, la Scrittura. Il fondamento della nostra Fede è la Risurrezione di Gesù da morte, se non fosse avvenuta sarebbe inutile pregare un morto.
Gesù è vivo, questa è la vera novità che cambia la storia, la legge fisica e ogni ragionamento umano.
È determinante soffermarci nella meditazione della Risurrezione di Gesù, questo atto è la chiave per interpretare tutta la sua vita, oltre ad essere il vero fondamento della nostra Fede. Gesù ha vinto la morte, è l’annuncio che porta la speranza anche nei cuori afflitti. Senza la sua vittoria sulla morte qualsiasi predicazione sarebbe vana e la nostra Fede priva di fondamento. E come avvenne la Risurrezione di Gesù, così sarà anche per i veri credenti in Lui.
La Verità della Risurrezione è una realtà centrale della Fede cattolica, fin dagli inizi del Cristianesimo è stata predicata con piena convinzione dagli Apostoli e poi dai missionari. Non furono solamente gli Apostoli a vedere Gesù risorto, il Vangelo ci dice che furono molti a vederlo, ma i cristiani in buonafede fanno continua esperienza di Gesù vivo perché quando si invoca sempre Egli aiuta, prima o poi.
L’annuncio iniziale è sempre stato che Gesù vive, perché è risorto da morte, Egli vive nei credenti ed è Dio perché trionfatore.
Possiamo comprendere lo sbandamento degli Apostoli dopo la crocifissione, in quei momenti concitati non ricordavano più che Gesù aveva lungamente parlato della sua Risurrezione, aveva anche compiuto almeno tre risurrezioni di morti, addirittura Lazzaro era morto da quattro giorni.
Tra le risurrezioni di quei morti e la Risurrezione di Gesù c’è una differenza sostanziale. Mentre Lazzaro risorse col suo corpo ancora soggetto alla morte, la Risurrezione di Gesù è diversa perché il suo Corpo era glorioso, incorruttibile, immortale. Gesù risuscitò per virtù propria mentre gli altri per volontà del Signore.  
Nei tre giorni in cui Gesù rimase in una condizione sepolcrale, il mondo era avvolto dalle tenebre, Egli affrettò la sua Risurrezione per consolare quanto prima la Madre e gli Apostoli, risuscitò “quand’era ancora buio”, anticipando il sole con la propria Luce.
In quei tre giorni il mondo era nelle tenebre come lo era prima della sua Incarnazione, come lo è adesso perché l’umanità ha scelto di non seguire più Gesù vivo. Tre giorni sono stati stabiliti da Dio per la Risurrezione del suo Corpo umano, tre giorni saranno necessari per risvegliare l’umanità dalle tenebre e cominciare a vedere la vera Luce. La gioia autentica arriva dopo la sofferenza, arriva quando Gesù è presente nel proprio cuore.
Adesso molti apostoli cristiani non vedono più con chiarezza la Luce di Gesù vivo, le confusioni teologiche causano ombre appunto oscure. È necessario che la vera Luce risorga nei cristiani che si sono allontanati dalla Verità del Vangelo, solo così incontreranno Gesù vivo e vero e non più quel Gesù ancora morto nel sepolcro. Non è possibile vedere la Luce rimanendo nelle tenebre, occorre una sincera volontà per uscire da sé e andare incontro a Cristo risorto.
Come cristiani dobbiamo proclamare a tutti la regalità di Cristo, annunciandola con le nostre parole e le nostre opere.

A tutti voi auguro di cuore Buona Pasqua vissuta con Gesù vivo, vi benedico e prego ogni giorno per tutti voi e le vostre famiglie.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.

martedì 18 dicembre 2012

La grande fiera del giocattolo



La Grande Fiera del Giocattolo
(Giuseppe Veronese )
In una città con tantissimi bambini era finalmente arrivato l'avvenimento dell'anno: la grande fiera del giocattolo.
Natale era infatti alle porte e ogni anno, in questo periodo, la città organizzava la fiera. Era una fiera molto conosciuta: i venditori venivano da tutte le parti del mondo per far conoscere la loro merce. Là vi erano tutti i regali possibili che i genitori potevano fare ai loro bambini per renderli felici.
Per l'occasione, un ricco direttore di banca decise di prendere il pomeriggio della vigilia di Natale libero: voleva anche lui visitare la fiera quest'anno! Mentre si avviava, pensava tra sé: "Questo Natale voglio regalare al mio bambino una cosa molto bella ed interessante. Me lo posso permettere... Ho lavorato sodo tutto l'anno e sono disposto a spendere molto... anzi... tantissimo!".
Quello stesso pomeriggio anche un giardiniere si recava alla fiera e camminando pensava: "È stato un anno un po' duro con il mio piccolo stipendio, però sono riuscito ugualmente a risparmiare un pochino... spero di poter comprare qualcosa di carino alla mia bambina".
Intanto, le loro mogli erano rimaste a casa con i bambini e preparavano il pranzo di Natale. Il bambino del direttore era nella sua cameretta. Nonostante la stanza fosse molto bella e vi fosse un armadio colmo di pupazzi e giocattoli, egli era un po' triste. Pensava infatti al suo papà. Lo vedeva così poco. La sera tornava dal lavoro proprio quando lui doveva andare a letto. Oppure era occupato, perché si portava anche del lavoro a casa. Cercava di consolarsi pensando che domani sarebbe stato Natale e che avrebbe ricevuto altri bei regali. Ma la cosa che più lo rasserenò era che finalmente il papà domani poteva essere a casa con lui tutto il giorno.
La bambina del giardiniere invece aiutava serenamente la mamma a preparare il pranzo di Natale. Non aveva molti giocattoli, ma, grazie alla vivacità e alla fantasia dei suoi genitori, non si sentiva mai sola. "Domani è Natale, chissà che bei giochi faremo tutti insieme!", pensava felice.
Giunto alla fiera, il banchiere cominciò subito a guardare con occhio critico ogni giocattolo esposto. C'era tutto ciò che un bambino potesse desiderare: dai trenini elettrici alle biciclette, dai pupazzi di peluche ai libri, ecc. Voleva comperare qualcosa di veramente grande per suo figlio, ma soprattutto qualcosa che lo tenesse occupato e al tempo stesso lo divertisse. Era sempre così impegnato e concentrato nel suo lavoro che non gli dedicava molto tempo per giocare insieme.
Il giardiniere, arrivato anche lui alla fiera, si guardava in giro con calma. Era solo un po' preoccupato perché sperava di trovare qualcosa che potesse piacere alla sua bambina e che non fosse troppo caro. Anche se sapeva che non avrebbe potuto comprare molto, non si lasciò sfuggire niente. Voleva raccontare e descrivere alla sua bambina ogni cosa vista. Verso sera il direttore ed il giardiniere si incontrarono per caso davanti ad una stanza dove all'ingresso c'era un grande cartellone con la scritta: "Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio". Videro entrare molta gente incuriosita, ma quasi tutti uscivano delusi e scontenti. Incuriositi, a loro volta decisero di entrare. Era una grande stanza con le pareti bianchissime, molto illuminata, era quasi vuota e non c'erano giocattoli. In fondo alla stanza c'era soltanto un grande specchio antico appeso al muro e davanti ad esso, seduto ad una scrivania, un vecchio signore con una lunga barba bianca. Egli scriveva ed ogni tanto guardava la gente che entrava e usciva.
Il direttore, perplesso e deluso, stava per uscire subito, ma quando vide il giardiniere avvicinarsi al vecchio chiedendogli gentilmente chi fosse, si avvicinò lentamente anche lui. Sentì il vecchio rispondere: "Sono molto anziano, per tutta la vita ho costruito giocattoli per i bambini del mondo. Ma quest'anno ho portato qualcosa di particolare e prezioso... questo bellissimo specchio antico alle mie spalle". Il direttore ed il giardiniere si guardarono in faccia stupiti, poi riguardarono lo specchio. Disorientato e quasi irritato il direttore si girò per andarsene, ma ancora una volta si fermò, perché vide il giardiniere stringere la mano al vecchio e con il volto felice esclamare: "Ho capito! Ora so cosa regalare alla mia bambina. Non sono più preoccupato... arrivederci e grazie mille". Il giardiniere uscì poi felice dalla stanza. Il banchiere, rimasto solo, guardò di nuovo lo specchio e pensò che cosa potesse fare un bambino con uno specchio così antico e fragile. Non osando chiederlo al vecchio, che incuteva molto rispetto, uscì in fretta per cercare di raggiungere il giardiniere. Non appena lo trovò gli chiese subito che cosa mai avesse capito.
"Mi dispiace, non posso dirtelo!", rispose il giardiniere. "Devi arrivarci da solo. Vedrai che un giorno capirai il perché questo possa essere il regalo più bello per tuo figlio!".
Il giorno di Natale, la figlia del giardiniere aprì il regalo e tutta felice ammirò con gioia le bellissime penne colorate ed i grandi fogli bianchi da disegno che suo padre le aveva comperato alla grande fiera del giocattolo. Si alzò e lo abbracciò: "Grazie papà, così potremo disegnare insieme tutte le belle cose che hai visto alla fiera".
"Non solo, bambina mia", disse il padre. "Potremo disegnare altre cose molto più belle, per esempio la neve... Guarda fuori dalla finestra... sta ancora nevicando! Sai, questa notte, dopo molti anni, ha nevicato tantissimo. E siccome tu non hai ancora visto la neve, più tardi andremo con la mamma a fare una passeggiata tutti insieme e così potrai toccarla e giocare. Potremo lanciarci palle e fare un pupazzo... Vedrai che bello!". Anche il figlio del banchiere era contento quel mattino. Stava aprendo un grandissimo pacco ricevuto in regalo. Con sorpresa non finiva più di tirare fuori dal pacco tanti piccoli vagoni di un treno; c'erano anche le rotaie e molte casette che figuravano da stazioni e case di campagna, verde per i prati, per i monti, alberi e siepi, e persino un fiumicello con i suoi ponti.
Era molto felice: sicuramente il papà lo avrebbe aiutato a costruirlo... oggi finalmente era tutto il giorno a casa con lui e la mamma. Ma, mentre si avvicinava per abbracciarlo e ringraziarlo, suonò il telefono. Il padre si alzò dalla poltrona e andò a rispondere. Il suo viso si fece serio. Riattaccò e guardando un po' triste la moglie ed il figlio riferì: "Anche oggi il lavoro mi chiama! Mi dispiace molto, ma domani devo essere a New York per una conferenza importante. Devo partire subito!".
La moglie non disse nulla. Era abituata. Il bambino invece ci restò male. Il suo viso si fece triste e gli spuntarono due lacrime. Il papà lo notò e cercò di consolarlo: "Non piangere! Lo sai che ti voglio molto bene. Poi, per il trenino, non occorre proprio che ci sia anch'io! Potrai costruirlo con la mamma...".
Il bambino si girò e stava per scappare piangendo nella sua stanza, ma inciampò in un pacchetto tutto bianco avvolto con un nastro rosso. Si chinò e seduto sul tappeto cominciò ad aprire il pacco. Era triste e cercò di consolarsi con questo nuovo regalo. I genitori si guardarono perplessi. Quindi il padre chiese: "Non credevo ci fossero altri regali... Sei stata tu?".
"No!", rispose la mamma. "Sono rimasta tutto il giorno a casa a preparare il pranzo. Non so chi possa averlo messo sotto l'albero di Natale!".
Il padre si avvicinò preoccupato al bambino e al regalo. Voleva sapere da dove provenisse e soprattutto assicurarsi che non contenesse qualcosa di pericoloso.
Il bambino intanto aveva aperto delicatamente il pacco e con sorpresa tirò fuori una palla rossa con tanti puntini bianchi, come tanti fiocchi di neve. Il padre guardò il figlio ed il regalo e poi prese la scatola per vedere se c'era qualche bigliettino con il nome di chi lo aveva regalato. Con stupore lo trovò: "Babbo Natale". Chiuse gli occhi pensieroso e subito si ricordò del vecchio con la lunga barba bianca che incuteva tanto rispetto. Poi si ricordò anche dello specchio e delle parole che erano scritte all'ingresso della stanza: "Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio". E finalmente capì anche lui e si commosse. Nello specchio aveva visto la sua immagine e si rese conto che lui stesso era il regalo più bello per suo figlio! Questo il giardiniere l'aveva capito subito!
Abbracciò il bambino e piangendo di felicità esclamò: "Oggi non parto. Rimaniamo insieme... Oggi sei tu più importante del mio lavoro. Dai che usciamo in giardino... giocheremo con la palla nuova e la mamma farà il tifo per noi".
Mentre tutta la famiglia usciva felice per giocare insieme, cominciò a nevicare anche là dove abitava il bambino che, da quel giorno, non si sentì più solo e triste.
 

sabato 15 dicembre 2012

Novena di natale

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Novena di Natale
(dal 16 al 24 dicembre)
 
1° giorno In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno... (Gen 1,1-5).
Il primo giorno di questa novena vogliamo ricordare proprio il primo giorno della creazione, la nascita del mondo. La prima creatura voluta da Dio potremmo definirla molto natalizia: la luce, come fuoco che illumina, è uno dei simboli più belli del Natale di Gesù.
Impegno personale: pregherò perché in tutto il mondo creato e amato da Dio possa giungere, la luce della fede in Gesù.
 
2° giorno Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Gioiscano i cieli, esulti la terra, frema il mare e quanto racchiude; esultino i campi e quanto contengono, si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene, perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti (Sal 95,1-3.15-13).
È il salmo responsoriale del giorno di Natale. Il libro dei salmi nella Bibbia costituisce la nascita della preghiera di un popolo. Gli autori sono poeti "ispirati", cioè guidati dallo Spirito a trovare le parole per rivolgersi a Dio in atteggiamento di supplica, di lode, di ringraziamento: attraverso la recita del salmo, si innalza la preghiera di un singolo o di un popolo che come vento, leggero o impetuoso a seconda delle circostanze, raggiunge il cuore di Dio.
Impegno personale: sceglierò oggi un salmo per rivolgermi al Signore, scelto in base allo stato d'animo che sto vivendo.
 
3° giorno Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese (Is 11,1-4).
Come i salmisti, così anche i profeti sono uomini ispirati da Dio, che aiutano il popolo eletto a vivere la loro storia come grande vicenda di amicizia col Signore. Attraverso di loro la Bibbia testimonia la nascita dell'attesa della visita di Dio, come fuoco che consuma il peccato di infedeltà o che scalda la speranza di liberazione.
Impegno personale: voglio individuare i segni del passaggio di Dio nella mia vita  e ne farò un'occasione di preghiera lungo questa giornata.
 
4° giorno In quel tempo l'angelo disse a Maria: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei (Lc 1,35-38).
Lo Spirito Santo, quando incontra la risposta obbediente e disponibile dell'uomo, diventa fonte di vita, come vento che soffiando sui campi porta in giro vita per nuovi fiori. Maria, con il suo sì, ha consentito la nascita del Salvatore e ha insegnato a noi ad accogliere la salvezza.
Impegno personale: se ne ho la possibilità, parteciperò oggi alla S. Messa e riceverò l'Eucaristia, facendo nascere Gesù dentro di me. Stasera nell'esame di coscienza metterò di fronte al Signore l'obbedienza ai miei impegni di fede.
 
5° giorno In quel tempo Giovanni diceva alle folle: "Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco... Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto" (Lc 3,16.21-22).
Ognuno di noi è diventato figlio prediletto del Padre, quando ha ricevuto il primo dono dello Spirito Santo nel Battesimo, come fuoco capace di accendere nel cuore il desiderio di annunciare il Vangelo. Gesù, grazie all'accoglienza dello Spirito e in obbedienza alla volontà del Padre, ha indicato a noi la via per la nascita del Vangelo, cioè della buona notizia del Regno, in mezzo agli uomini.
Impegno personale:  mi recherò in chiesa, al fonte battesimale, per fare memoria riconoscente al Padre del dono di essere suo figlio e rinnoverò la volontà di essere suo testimone in mezzo agli altri.
 
6° giorno Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò (Lc 23,44-46).
Il mistero del Natale è legato misteriosamente al mistero della Passione di Gesù: egli comincia a conoscere da subito la sofferenza, per il rifiuto ad essere accolto che lo farà nascere in una povera stalla e per l'invidia dei potenti che scatenerà la furia omicida di Erode. Ma esiste anche un misterioso legame di vita tra i due momenti estremi dell'esistenza di Gesù: il soffio di vita che fa nascere il Signore è lo stesso soffio dello Spirito che Gesù sulla Croce riconsegna a Dio per la nascita della Nuova Alleanza, come vento vitale che spazza via l'inimicizia tra gli uomini e Dio sorta col peccato.
Impegno personale: risponderò con un gesto di generosità al male che purtroppo è diffuso intorno a noi o che addirittura nasce da me. Se poi sono io a subire un'ingiustizia, perdonerò di cuore e stasera ricorderò al Signore la persona che mi ha causato questo torto.
 
7° giorno Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi (At 2,1-4).
Qui ritroviamo le immagini ormai familiari del vento e del fuoco, che dicono la realtà viva e diversificata dello Spirito. La nascita della Chiesa, che avviene nel Cenacolo dove sono riuniti gli apostoli insieme con Maria, dà inizio a una storia ininterrotta fino ad oggi, come fuoco che arde senza consumarsi per trasmettere l'amore di Dio a tutte le generazioni.
Impegno personale: ricorderò oggi con gratitudine il giorno della mia Cresima,  quando sono diventato per mia scelta un discepolo responsabile nella vita della Chiesa. Affiderò al Signore, nella mia preghiera, il mio vescovo, il mio parroco e tutta la gerarchia ecclesiastica.  
 
8° giorno Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati". Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono. Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui salparono verso Cipro. Giunti a Salamina cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante (At 13,1-4).
Il libro degli Atti degli Apostoli ci testimonia la nascita della missione, come vento che soffia incessantemente da un estremo all'altro del mondo portando ai quattro angoli della terra il Vangelo.
Impegno personale: pregherò con molto affetto per il Papa, che ha la responsabilità della diffusione del Vangelo in tutto il mondo, e per i missionari, infaticabili viaggiatori dello Spirito.
 
9° giorno Pietro stava ancora parlando, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli venuti con Pietro si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: "Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni (At 10,44-48).
Come oggi noi possiamo inserirci nella vita della Chiesa e nascere a tutte le novità che il Signore ha preparato per noi? Attraverso i sacramenti, che segnano ancor oggi ogni successiva nascita della fede. I sacramenti, come fuoco che trasforma, ci introducono sempre di più nel mistero di comunione con Dio.
Impegno personale: pregherò per tutti coloro che nella mia comunità o anche nella mia famiglia stanno per ricevere un dono dello Spirito attraverso un sacramento e affiderò di cuore al Signore tutti i consacrati affinché seguano il Cristo con fedeltà.
 
Preghiera conclusiva. Invochiamo lo Spirito su tutto il mondo creato da Dio, su noi che abbiamo in Maria il modello della collaborazione pronta alla sua opera di salvezza, e sui sacerdoti che in questo tempo natalizio sono impegnati a portare il Vangelo di Gesù di casa in casa. Spirito di Dio, che agli inizi della creazione ti libravi sugli abissi del mondo, e trasformavi in sorriso di bellezza il grande sbadiglio delle cose, scendi ancora sulla terra, questo mondo che invecchia sfioralo con l'ala della tua gloria. Spirito Santo, che hai invaso l'anima di Maria, donaci il gusto di sentirci "estroversi". Rivolti, cioè, verso il mondo. Mettici le ali ai piedi perché, come Maria, raggiungiamo in fretta la città, la città terrena che tu ami appassionatamente. Spirito del Signore, dono del Risorto agli apostoli del Cenacolo, gonfia di passione la vita dei tuoi preti. Rendili innamorati della terra, capaci di misericordia per tutte le sue debolezze. Confortali con la gratitudine della gente e con l'olio della comunione fraterna. Ristora la loro stanchezza, perché non trovino appoggio più dolce per il loro riposo se non sulla spalla del Maestro.
 
 

Lisa

Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta

  Domenica  di  Avvento
Rivelazione di Gesù a Maria Valtorta

Domenica 16 Dicembre 2012 – Anno C

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,10-18
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco  inestinguibile». Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.

“L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta
Brani estratti da più volumi, rivelati da Gesù in momenti diversi

Satana si presenta sempre con veste benevola, con aspetto comune. Se le anime sono attente e soprattutto in spirituale contatto con Dio, avvertono quell’avviso che le rende guardinghe e pronte a combattere le insidie demoniache. Ma se le anime sono disattente al divino, separate da una carnalità che soverchia e assorda, non aiutate dalla preghiera che congiunge a Dio e riversa la sua forza come da un canale nel cuore dell’uomo, allora difficilmente esse si avvedono del tranello nascosto, sotto l’apparenza innocua e vi cadono. Liberarsene poi, è molto difficile.
Le due vie più comuni prese da satana per giungere alle anime sono il senso e la gola. Comincia sempre dalla materia. Smantellata e asservita questa, dà l’attacco alla parte superiore.
Prima il morale: il pensiero con le sue superbie e cupidigie; poi lo spirito, levandogli non solo l’amore -quello non esiste già più quando l’uomo ha sostituito l’amore divino con altri amori umani- ma anche il timore di Dio.
È allora che l’uomo si abbandona in anima e corpo a satana, pur di arrivare a godere ciò che vuole, godere sempre più.
Come Io mi sia comportato, lo hai visto. Silenzio e orazione. Silenzio. Perché se satana fa la sua opera di seduttore e ci viene intorno, lo si deve subire senza stolte impazienze e vili paure, ma reagire con la sostenutezza alla sua presenza e con la preghiera alla sua seduzione.
È inutile discutere con satana. Vincerebbe lui, perché è forte nella dialettica. Non c’è che Dio che lo vinca; e allora ricorrere a Dio che parli per noi, attraverso noi. Mostrare a satana quel Nome e quel Segno, non tanto scritti su una carta o incisi su un legno, quanto scritti e incisi nel cuore. Il mio Nome, il mio Segno. Ribattere a satana unicamente quando insinua che egli è come Dio, usando la parola di Dio. Egli non la sopporta. (…)
Occorre avere volontà di vincere satana e Fede in Dio e nel suo aiuto, Fede nella potenza della preghiera e nella bontà del Signore. Allora satana non può fare del male.
*
Satana estende il suo potere sui tre gradi dell’uomo. Le possessioni più tiranniche e sottili, dalle quali si liberano solo coloro che sono sempre tanto poco degradati nello spirito da sapere ancora comprendere l’invito della Luce. Doras non fu un lussurioso, ma con tutto questo non seppe venire al Liberatore. In questo sta la differenza.
Mentre nei lunatici, nei muti, nei sordi o ciechi per opera demoniaca, cercano e pensano i parenti a portarli a Me, in questi posseduti dello spirito, è solo il loro spirito che provvede a cercare la libertà. Per questo essi sono perdonati oltre che liberati, perché il loro volere ha per primo iniziato la possessione dal Demonio.
*
L’indemoniato.
Pietro chiede: “Perché, Maestro, lo spirito immondo fece tanta resistenza?”.
“Perché era uno spirito completo”.
“Che vuole dire questa parola?”.
“Uditemi. Vi è chi si dà a satana aprendo una porta a un vizio capitale. Vi è chi si dà due volte, chi tre, chi sette. Quando uno apre lo spirito ai sette vizi, allora entra in lui uno spirito completo. Entra satana, il principe nero”.
“Quell’uomo, giovane ancora, come poteva essere preso da satana?”.
“Oh, amici! Sapete per quale sentiero viene satana? Tre sono le vie generalmente battute, e una non manca mai. Tre: il senso, il denaro, la superbia della mente. Il senso è quello che non manca mai. Staffetta delle altre concupiscenze, passa seminando il suo veleno e tutto fiorisce di fiorita satanica. Per questo Io vi dico: “Siate padroni della vostra carne”.
Sia questa padronanza l’inizio d’ogni altra, così come questa schiavitù è inizio d’ogni altra. Lo schiavo della lussuria diviene ladro e barattiere, crudele, omicida, pur di servire la sua padrona. La stessa sete di potere ha parentela con la carne. Non vi pare? Così è. Meditate e vedrete se erro. Per la carne satana entrò nell’uomo e, felice se lo può fare, per la carne vi rientra. Lui agisce col proliferare delle sue legioni di demoni minori”.
“Maria di Magdala Tu dicesti che aveva sette demoni. Eppure Tu la liberasti con molta facilità”. (…)   “La donna voleva, ormai, essere libera dal suo possesso. Voleva. La volontà è tutto”. (…)
Satana sapeva di questa perfezione (della donna). Tante cose sa satana. È lui che parla sulle labbra dei pitoni, dicendo menzogne commiste a verità. E queste verità che egli odia perché egli è Menzogna, le dice solo -tenete a mente o voi tutti e voi futuri- per sedurvi con  la chimera che non sia la Tenebra che parla ma la Luce.
Satana, astuto, tortuoso e crudele, si è insinuato in questa perfezione e lì ha morso, e lì ha lasciato il suo veleno. La perfezione della donna nell’amare, è divenuta così strumento a satana per dominare donna e uomo e propagare il male …”.
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Vi è un modo sicuro per comprendere se un prodigio viene da Dio o da un demonio, ed è ciò che l’anima prova. Se il fatto straordinario viene da Dio, pace s’infonde nell’anima, pace e gaudio maestoso, se da un demonio, viene con esso prodigio, turbamento e dolore. E anche dalle parole di Dio pace e gaudio vengono, mentre da quelle di un demonio, sia demonio spirito che demonio uomo, viene turbamento e dolore.
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Il mondo -e per mondo intendo non solo i laici- nega il soprannaturale, ma poi, davanti alle manifestazioni di Dio, è pronto a tirare in ballo non il soprannaturale ma l’occulto. Confondono una cosa con l’altra. Ora udite: soprannaturale è ciò che da Dio viene. Occulto è ciò che viene da fonte extraterrena ma che non ha radice in Dio.
In verità vi dico che gli spiriti possono venire a voi, ma come? In due modi. Per comando di Dio o per violenza d’uomo. Per comando di Dio vengono Angeli e Beati e Spiriti che già sono nella luce di Dio. Per violenza d’uomo possono venire spiriti sui quali anche un uomo ha comando, perché immersi in plaghe più basse di quelle umane in cui ancora è un ricordo di Grazia, se più non vi è la Grazia attiva.
I primi vengono spontanei, ubbidienti ad un solo comando: il mio e con loro portano la verità che Io voglio conosciate.
Gli altri vengono per un complesso di forze congiunte. Forze di uomo idolatra con forze di satana-idolo. Possono darvi verità? No, mai, assolutamente mai. Può una formula, anche se insegnata da satana, piegare Dio al volere dell’uomo? No, Dio viene sempre spontaneo. Una preghiera vi può unire a Lui, non una magica formula.
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Vi sono creature, già adoratrici di satana perché hanno il culto della superbia, che pur d’imporsi agli altri vendono se stesse al Tenebroso per averlo amico. (…) Non con monete e contratti materiali, ma con l’adesione al Male, con la scelta, con la donazione di sé al Male pur di avere un’ora di trionfo. In verità vi dico che coloro che si vendono al Maledetto pur di riuscire in un loro scopo, sono più numerosi di quanto non si creda.
*
I pseudo superuomini di ora negano che il demonio possa essere autore d’infermità fisiche. Molte cose negano i superuomini. Troppe. Non si accorgono che i “posseduti”, ora, sono loro. Negano esservi infermità causate da forze extranaturali, non sanno però, con forze naturali, comprendere e curare certe infermità. Non lo possono appunto perché certe infermità hanno radice fuori dalla carne e opprimono questa, ma non nascono da questa. Nascono nelle zone  dove si agitano i regni dello spirito.
I regni dello spirito sono due: uno, celeste, viene da Dio; l’altro, maligno, viene da satana.
Dio permette, talora, ai suoi predestinati, infermità che sono passaporto per il Regno divino. Satana, dà, ancora più di frequente, infermità che sono vendetta contro il servo di Dio o balzello sui poveri che hanno ceduto alle sue seduzioni. Poveri, di una povertà orrenda perché è perdita della vera ricchezza: quella della Grazia che vi fa figli e eredi di Dio.
I rimedi umani sono inutili in tali casi. Solo il dito di Dio cancella il decreto di miseria e sottoscrive il decreto di liberazione. Colui che è liberato guarisce dal “possesso” se è posseduto.
Colui che è liberato entra nel Cielo, se la sua infermità è da Dio.
Oltre alle infermità della carne ci sono le infermità dello spirito. Sono opera del Maligno. esse vi curvano, vi fanno dibattere e schiumare, vi ottundono sensi e parola, vi portano ad aberrazioni morali peggio delle malattie della carne, perché curvano e ottundono l’anima.
Io le posso guarire, Io solo. L’anima liberata dall’influsso che la teneva curvata si raddrizza e glorifica il Signore, come la donna del Vangelo. (…)  Chi mi segue non pecca e non peccando, non si asservisce a colui che vuole fare di voi dei miei nemici.
*
Due sono le forme delle spirituali infermità e due sono le forme di possessione spirituale. Si dice “posseduto” colui che è afferrato, straziato, premuto, dominato da satana, perché non si deve, con ancor più giusta ragione, chiamare “posseduto” colui che è abbracciato, sollevato, plasmato, dominato da Dio? Beatifica, sublime, felice possessione!
L’anima non ha che abbandonarsi, in amore, all’Amore che la circonda, l’abbraccia, la penetra, la trasporta, le dà sensi nuovi e conoscenze sconosciute ai mortali. È il tuffo nel gorgo di Dio, gorgo di Luce, di Scienza, di Carità, di ogni virtù. È tuffo nel gorgo della Pace.

Estratto di "l'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta