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domenica 19 agosto 2012

Vangelo di oggi e messaggio di Medjugorje

Domenica 19 agosto 2012

20ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

+ VANGELO (Gv 6,51-58)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Nel messaggio dato ad un veggente di Medjugorje due giorni fa, il 17 agosto, per la prima volta dal 2005 la Madonna chiede con forza preghiere per i Vescovi e per il Papa. L’ultima volta che la Madonna ha chiesto preghiere per i Vescovi e il Papa fu il 13 agosto 2004, quando era vivo Papa Giovanni Paolo II. Cari figli in questo tempo, vi prego pregate per i vostri Sacerdoti, i Vescovi e il Santo Padre”. Dal 13 agosto 2004 non aveva mai più chiesto preghiere per il nuovo Papa.
Dalla ricerca fatta non mi risulta nessun messaggio di richiesta di preghiere per il Papa Benedetto XVI dal giorno della elezione al soglio pontificio, il 19 aprile 2005. La Madonna non aveva mai invitato a pregare espressamente per il Papa ma lui veniva sempre inserito nelle preghiere che la Madonna ha sempre chiesto per tutti i Sacerdoti. E lui è ovviamente un Sacerdote. Quindi, è stato sempre inserito nelle preghiere.
La Madonna chiedendo sempre preghiere per i Sacerdoti ha pensato anche al Papa, ma il 17 agosto scorso per la prima volta ha detto di pregare per lui e per tutti i Vescovi. Non è un fatto trascurabile o da sottovalutare, qui c’è qualcosa di molto preoccupante che si muove subdolamente nelle tenebre nere proprio contro la Chiesa, magari colpendo in qualche modo proprio il Santo Padre. Ci sono tenebre e tenebre, queste sono tenebre nere…
D’altronde, a febbraio 2012 si conobbe in tutto il mondo la lettera inviata dal Cardinale Castrillon al Papa in cui lo avvisava di avere saputo da amici cinesi che un altro Cardinale italiano aveva detto nel suo viaggio in Cina a novembre 2011 che entro un anno il Papa morirà. L’intrigo oltre che internazionale è inquietante per noi cattolici.
Neanche a novembre 2011 la Madonna aveva chiesto espressamente preghiere per il Papa, né a febbraio 2012 quando la notizia si diffuse nel mondo.
Chiaramente la Madre di Dio conosce perfettamente tutto e non chiede preghiere seguendo le pubblicazioni dei quotidiani, chiede preghiere quando il pericolo subdolo e tenebroso diventa concreto. E la Madonna per dono e volontà di Dio vede e conosce tutto, partecipa alla conoscenza della Santissima Trinità anche se subordinata e dipendente. Le notizie apparse sui quotidiani nei mesi scorsi anche se hanno preoccupato la Madonna per quanto Lei conosceva nel segreto delle coscienze dei Prelati, non provocavano allora quel tumulto che invece potrebbe avvenire da un momento all’altro all’interno della Chiesa.
Il 17 agosto la Madonna ha chiesto di pregare per il Santo Padre e per i Vescovi con molta probabilità a causa di una situazione allarmante che si sta sviluppando dietro le quinte. Muoversi dietro le quinte significa manovrare una situazione buona o cattiva per mezzo di altri, in questo caso di tratta di un pericolo serio dentro la Chiesa.
Leggiamo il messaggio completo del 17 agosto 2012: Cari figli, anche oggi in modo particolare vi invito a pregare per i miei Sacerdoti, per i miei diletti, a pregare per i Vescovi e per il Santo Padre. Pregate, cari figli, per i miei Pastori, pregate più che mai. La Madre prega insieme con voi ed è con voi. Perciò perseverate nella preghiera e pregate insieme con me per le mie intenzioni. Grazie, cari figli, anche oggi per aver risposto alla mia chiamata”.
È un appello urgente e che richiama tutti i suoi devoti a pregare Corone del Rosario per le sue intenzioni, a pregare per la Chiesa, dal Santo Padre in giù. Tra le righe di queste parole scorgo una grande preoccupazione da parte della Madonna sul momento presente della Chiesa, il significato più profondo che se ne scorge è che la Chiesa è sottoposta ad una durissima prova proprio a causa dei suoi figli. Questo messaggio di Medjugorje è sicuramente inquietante.  
È vero che soprattutto negli ultimi mesi si sono accentuate le diffamazioni su Medjugorje e sui veggenti, ma sono proprio queste diffamazioni ad attestare l’assoluta autenticità della presenza della Madonna a Medjugorje. Nelle false apparizioni i diavoli non agitano nulla, non ci sono diffamazioni e non c’è alcun ostacolo posto dal Vescovo locale e dai parroci. Tutti sono d’accordo perché i diavoli non agitano nessuno e tutto fila via liscio.
La Madonna è presente a Medjugorje per dare grandi messaggi spirituali per l’umanità, la prova arriva anche da satana e da tutti i diavoli, perché essi non si scatenerebbero così violentemente con accuse miope, assurde, stupide ed insensate, se Medjugorje fosse falsa. Lascerebbero andare tutto tranquillamente. Ricordate bene questa distinzione.
Ricordate che dove sono fortemente presente Gesù e la Madonna, ci sono inevitabilmente diffamazioni, persecuzioni e soprusi.
È pure vero che in alcuni casi i veggenti di Medjugorje hanno dato occasione per suscitare dubbi e lamentele. Per esempio, qualcuno mi chiede spiegazioni sulle mani che Viska poggia sulle teste dei pellegrini e c’è sicuramente sconcerto e perplessità. Precisando che ognuno è libero di credere o meno alle apparizioni private, non c’è stato finora lì qualcosa anche piccolo che sia contro la sana dottrina della Chiesa e la morale. Nessuno può attaccare Medjugorje su questi argomenti. Vediamo invece il gesto che compie Viska.
Imporre le mani da parte dei veggenti di Medjugorje è sbagliato se lo fanno sostituendosi ai Sacerdoti, ma loro non sono Sacerdoti, sarebbe preferibile non farlo, ma lo spiego meglio. Con questo dimostro anche il mio sereno giudizio e l’obiettività sui fatti che lì avvengono. Essi non impongono le mani considerandosi Sacerdoti, la Madonna non lo permetterebbe, sarebbe una vera tragedia spirituale, perché non ne verrebbe mai nulla di buono. Come spiegare allora l’imposizione che fanno?
Spiego quello che penso, lo considero giusto partendo dal significato dell’intenzione. Qual è l’intenzione di una data azione? Tutto verte sull’intenzione che può essere retta o malvagia. L’intenzione dei sei veggenti nessuno la può conoscere come nessuno conosce la vostra, però è stupido pensare che dopo trent’anni di apparizioni della Madonna siano presi dal desiderio di benedire al posto dei Sacerdoti. Non sarebbe normale e non potrebbero farlo perché non Sacerdoti.
La spiegazione è più semplice: la loro imposizione delle mani non vuole essere una benedizione sacerdotale perché è impossibile, è invece un contatto fisico che vuole trasferire quello di buono che i veggenti hanno accumulato di spirituale in questi trent’anni di incontri con la Madonna. E non è cosa di poco conto! Vuole essere un contatto fisico per comunicare spiritualmente la Fede che posseggono essi, vogliono veicolare qualcosa di buono agli altri.
Se la preghiera recitata per persone che vivono anche a 10mila chilometri può essere potente ed ottenere miracoli, figuriamoci la forza che può emanare con il contatto fisico una persona impregnata di forte spiritualità.
Non posso accettare né credere che i veggenti impongano le mani al posto dei Sacerdoti o diano benedizioni sacerdotali.
Quindi, viene a cadere anche l’accusa dell’imposizioni delle mani sulle teste che fanno i veggenti, perché nessun laico può imporre le mani e benedire altri credenti. Lo insegna la Chiesa e nessuno deve compiere manipolazioni per affermare le sue tesi moderniste e che stanno portando il paganesimo all’interno della Chiesa.
La Madonna per questo ci chiede di pregare molto ogni giorno per il Santo Padre, i Vescovi e i Sacerdoti.

Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.

Per superare le prove dolorose, non soccombere dinanzi gli attacchi dei nemici e ricevere Grazie particolari, anche miracoli impossibili, vi consiglio di recitare ogni giorno la preghiera efficace, già utilizzata da decine di migliaia di fedeli. Sono migliaia le testimonianze di guarigioni e di liberazioni da attacchi malefici, moltissimi hanno superato prove difficili e ottenuto Grazie. Recitatela ogni giorno, è un potentissimo atto di Consacrazione alla Madonna. Potete stamparla dal mio sito:

Continuiamo a recitare ogni giorno il Santo Rosario alle ore 16 e alle ore 21 in comunione di preghiera, già siamo moltissimi a partecipare a questa cordata spirituale. Possiamo pregare in comunione di amore nelle stesse ore, recitando il Santo Rosario ogni giorno secondo le intenzioni della Madonna. Ognuno decide se partecipare alle due Corone oppure a una delle due. L’importante è recitare almeno una Corona al giorno in comunione con Gesù, la Madonna e tra noi. Vi assicuro che le benedizioni saranno abbondanti e chi cerca Grazie le potrà ottenere con maggiore facilità, perché pregando insieme, la preghiera diventa potente.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 agosto 2012 (Mirjana)

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 maggio 2012 (Mirjana)

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 marzo 2012

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 marzo 2012

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 febbraio 2012

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 20 febbraio 1985 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Decidete fermamente che cosa fare di particolare per questa Quaresima. Io vorrei darvi un’idea. Durante questo tempo cercate di vincere ogni giorno un difetto evitando una delle vostre debolezze e mancanze più frequenti, quali l’irascibilità, l’impazienza, la pigrizia, il pettegolezzo, la disubbidienza, il rifiuto delle persone antipatiche. Se non riuscite a sopportare una persona orgogliosa, dovete voi cercare di avvicinarvi a lei. Se volete che diventi umile, fate voi il primo passo verso di lei. Mostratele che l’umiltà vale più dell’orgoglio. Dunque ogni giorno meditate su voi stessi e cercate nel vostro cuore ciò che c’è da cambiare, le debolezze da superare, i vizi da eliminare. Desidero inoltre che ognuno di voi scelga un altro membro del gruppo e insieme decidiate di vivere spiritualmente uniti per tutta la Quaresima. Accordatevi su che cosa fare insieme per cercare di eliminare i vostri difetti. Dovete impegnarvi e sforzarvi al massimo. Dovete desiderare sinceramente che questa Quaresima trascorra nell’amore. Così sarete più vicini a me e al Padre celeste. Sarete più felici voi e saranno più felici anche gli uomini attorno a voi. Come Madre vi invito ad essere coscienti di tutto quello che fate.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 26 novembre 1983 (Messaggio straordinario)
Prima della Messa bisogna pregare lo Spirito Santo. Le preghiere allo Spirito Santo devono sempre accompagnare la Messa.

Messaggio della Madonna a Medjugorje del 2 agosto 1984 (Messaggio dato al gruppo di preghiera)
Prima di accostarvi al Sacramento della Confessione preparatevi consacrandovi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio e invocate la Spirito Santo perché vi illumini.





[SUBSCRIPTIONS]

lunedì 30 luglio 2012

Perdono di Assisi .


L’indulgenza plenaria del perdono di Assisi   - 2 agosto

Condizioni per l’acquisto dell’indulgenza plenaria

L'indulgenza Plenaria del Perdono di Assisi. Una notte dell'anno del Signore 1216 Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola presso Assisi, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero peccatore ti prego che a tutti quanti pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o Frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza". E Francesco si presentò subito dal Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: "Come non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua: io non ho bisogno dl alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo d notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".

Vangelo di oggi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 13,31-35.
Un'altra parabola espose loro: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami».
Un'altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti».
Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole,
perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.



 

Lunedì della XVII settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), sacerdote, fondatore
Omelie in Amigos de Dios (trad. dal sito http://it.escrivaworks.org)
“Perché tutta la pasta fermenti"
        Vi ricordo che la grandezza consiste nel sostenere in modo divino il compimento fedele dei doveri abituali di ogni giorno, le lotte quotidiane che riempiono di gioia il Signore e che soltanto Lui e ciascuno di noi conosciamo. Convincetevi che, d'ordinario, non ci sarà posto per gesta abbaglianti, fra l'altro perché non ne avrete l'occasione. Invece, non vi mancano le occasioni per dimostrare nelle cose piccole, normali, il vostro amore a Cristo. ...

        Nel meditare queste parole di Cristo: Pro eis ego sanctifico me ipsum, ut sint et ipsi sanctificati in veritate, per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità [Gv 17, 19], percepiamo con chiarezza il nostro unico fine: la santificazione, cioè il dovere di essere santi per santificare. Nel contempo, come una sottile tentazione, può venirci in mente che solo in pochi siamo decisi a rispondere alla chiamata divina, e per di più ci riconosciamo strumenti con ben scarse attitudini. E' vero, siamo in pochi in confronto al resto dell'umanità, e personalmente non valiamo nulla; ma l'affermazione del Maestro risuona con tutta la sua autorità: il cristiano è luce, sale, lievito del mondo, e un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta [Mt 5,13-14; Gal 5,9].













mercoledì 25 luglio 2012

Vangelo di oggi


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,20-28.
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa.
Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo».
Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».
Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;
ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.
Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo,
e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo;
appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».




San Giacomo, detto il maggiore, apostolo, festa
Meditazione del giorno
San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa
Omelie  sul Vangelo, 35
“Il mio calice lo berrete”
        Fratelli, poiché oggi celebriamo la festa di un martire, dobbiamo sentirci interpellati dalla forma di pazienza che egli ha praticato. Perché, se ci sforziamo con l'aiuto del Signore di conservare questa virtù, non mancheremo di ottenere la palma del martirio, anche se viviamo in un tempo di pace per la Chiesa. Infatti ci sono due specie di martiri: l'una consiste in una disposizione dello spirito, l'altra aggiunge a questa disposizione dello spirito gli atti esteriori. Ecco perché possiamo essere martiri anche se non moriamo uccisi dalla spada del carnefice. Morire per mano dei persecutori è il martirio in atto, nella sua forma visibile; sopportare le ingiurie amando chi ci odia, è il martirio nello spirito, nella sua forma nascosta.

        Che ci siano due specie di martiri, l'uno nascosto, l'altro pubblico, lo attesta la Verità quando domanda ai figli di Zebedeo: “ Potete bere il calice che io berrò?” Avendo essi replicato: “Lo possiamo”, il Signore risponde subito: “Il mio calice, lo berrete”. Cosa dobbiamo intendere, attraverso questo calice, se non i dolori della Passione, di cui egli dice ancora: “Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice”? (Mt 26,39) I figli di Zebedeo, ovvero Giacomo e Giovanni, non sono morti tutti e due martiri, eppure a entrambi è stato detto che avrebbero bevuto il calice. Infatti, benché Giovanni non sia morto martire, lo è comunque stato, poiché i dolori che non ha subito nel corpo, li ha provati nello spirito. Dobbiamo dunque concludere da questo esempio che anche noi possiamo essere martiri senza passare per la spada, se conserviamo la pazienza nell'anima.

martedì 24 luglio 2012

Vangelo di oggi


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 12,46-50.
Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;
perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».




Martedì della XVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario
Meditazione del giorno
San Rafael Arnaiz Baron (1911-1938), monaco trappista spagnolo
Scritti spirituali, 10/04/1938
“Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”
        Volere solo ciò che Dio vuole è logico per chi è veramente innamorato di lui. Al di fuori dei suoi desideri, i nostri non esistono, e se ne esistesse uno solo, esisterebbe  perché conforme alla sua volontà, qualora non lo fosse allora la nostra volontà non sarebbe unita alla sua. Ma se veramente siamo uniti per amore alla sua volontà, non desidereremo niente che egli non desideri, non ameremo niente che egli non ami, completamente abbandonati alla sua volontà, qualunque cosa ci mandi, o dovunque ci metta ci sarà indifferente. Tutto ciò che vorrà da noi ci sarà, non solo indifferente, ma anche, per di più, piacevole.

        Non so se mi sbaglio in quanto dico; mi sottometto in tutto a colui che ascolta queste cose; dico solo ciò che sento. Veramente, non desidero niente di più che amarlo, e tutto il resto lo rimetto tra le sue mani. Che la sua volontà si compia! Ogni giorno sono più felice, nel completo abbandono tra le sue mani.

lunedì 23 luglio 2012

 
 
 Ho bisogno di stare con te
(Louis Evely)
Signore,
ho urgente bisogno
della tua misericordia,
per poter sopportare
di nuovo me stesso.
Ho urgente bisogno di stare con te,
per rappacificarmi
con gli altri e con me stesso.
Di me nulla conosco
finché non conosco te.
E nulla mi piaceva del mio intimo
prima di scoprirvi la tua grazia,
il tuo compiacimento
e la tua immagine.
Davanti a te la vita
cambia completamente la sua essenza;
il tempo non viene contaminato
da febbrili inquietudini,
e oppresso dall'inutilità.
Esso scorre denso,
si svolge potentemente
e niente resiste al suo valore.
La sua densità fa male.
E tuttavia,
non appena interrompo
la mia preghiera, mi sento costretto
a riprendere questa preghiera.
Lisa

Vangelo di oggi


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8.
«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.


 

Santa Brigida di Svezia, Religiosa, Compatrona d’Europa, festa
Meditazione del giorno
Papa Benedetto XVI
Udienza generale del 27/10/2010 ( © Libreria Editrice Vaticana)
Santa Brigida e la chiesa domestica
        Il primo periodo nella vita di questa santa è caratterizzato dalla sua condizione di donna felicemente sposata. Il marito si chiamava Ulf ed era governatore di un importante distretto del regno di Svezia. Il matrimonio durò ventott'anni, fino alla morte di Ulf. Nacquero otto figli, di cui la secondogenita, Karin (Caterina), è venerata come santa. Ciò è un segno eloquente dell'impegno educativo di Brigida nei confronti dei propri figli. ...

        Brigida, spiritualmente guidata da un dotto religioso che la iniziò allo studio delle Scritture, esercitò un influsso molto positivo sulla propria famiglia che, grazie alla sua presenza, divenne una vera “chiesa domestica”. Insieme con il marito, adottò la Regola dei Terziari francescani. Praticava con generosità opere di carità verso gli indigenti; fondò anche un ospedale. Accanto alla sua sposa, Ulf imparò a migliorare il suo carattere e a progredire nella vita cristiana. Al ritorno da un lungo pellegrinaggio a Santiago di Compostela, effettuato nel 1341 insieme ad altri membri della famiglia, gli sposi maturarono il progetto di vivere in continenza; ma poco tempo dopo, nella pace di un monastero in cui si era ritirato, Ulf concluse la sua vita terrena.

        Questo primo periodo della vita di Brigida ci aiuta ad apprezzare quella che oggi potremmo definire un'autentica “spiritualità coniugale”: insieme, gli sposi cristiani possono percorrere un cammino di santità, sostenuti dalla grazia del Sacramento del Matrimonio. Non poche volte, proprio come è avvenuto nella vita di santa Brigida e di Ulf, è la donna che con la sua sensibilità religiosa, con la delicatezza e la dolcezza riesce a far percorrere al marito un cammino di fede. Penso con riconoscenza a tante donne che, giorno dopo giorno, ancor oggi illuminano le proprie famiglie con la loro testimonianza di vita cristiana. Possa lo Spirito del Signore suscitare anche oggi la santità degli sposi cristiani, per mostrare al mondo la bellezza del matrimonio vissuto secondo i valori del Vangelo: l'amore, la tenerezza, l'aiuto reciproco, la fecondità nella generazione e nell'educazione dei figli, l'apertura e la solidarietà verso il mondo, la partecipazione alla vita della Chiesa.