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giovedì 21 giugno 2012

Un arrivederci in Paradiso .

In questi giorni ho saputo che si e spento  Don Raul il noto esorcista della diogesi di fermo .
Era un grande sacerdote  e io a lui devo tanto, tanto, perche  mi ha fatto comprendere molte cose  e perche ho potuto camminare  per un bel po affianco a lui  e con le tante persone che lo accompagnavano  .
Do a lui un grande abbraccio  ed non un addio ma un arrivederci  .
Prega per tutti noi  e aiutaci  ad avere sempre fiducia ion Dio come la avevi tu .

Confidiamo sempre in Dio

60548912.jpgConfidiamo sempre in Dio, ed a questo ci aiutino la fede viva ed i conforti della fede cristiana speranza, e preghiamo sempre e la pace non tarderà ad arrivare alle nazioni. Abbiamo rivolto sempre il pensiero al cielo, la vera patria nostra, di cui la terrena non è che una smorta immagine e sforziamoci colla divina assistenza di conservare, in ogni evento o lieto o triste, quella serenità e quella calma che si addice ai veri seguaci del biondo nazareno (Epist. I, p. 596).

Richiesta di Preghiere

 
 
Rdp
 
 
CARI FRATELLI, VI RACCOMANDO MARCO CHE DOVRA' ESSERE PROBABILMENTE RIOPERATO ALLA TESTA. HA 20 ANNI. UN CARO ABBRACCIO, IN GESU'. PATRIZIA DI GROSSETO
 
 
 
MADONNINA MIA ,GESU,SANTO PADRE PIO VI RINGRAZIO PER LA VOSTRA MISERICORDIA PER NOI,POVERI PECCATORI...VI PREGO,VI SUPLICO, RENDETE GIUSTIZIA NEL PROCESSO CHE HANNO I MIEI GENITORI (MARIA,NICOLAE) CON I VICINI. DACCI LA SALUTE E  LA SERENITA' DELL'ANIMA....GUARISCI LE NOSTRE ANIME I NOSTRI CORPI....
MADONNINA MIA, GESU, SANTO PADRE PIO AIUTATEMI A SPOSARMI CON SANTO SACRAMENTO PER  NON VIVERE PIU' IN PECCATO, BENEDITEMI CON UN BAMBINO, AIUTATEMI A RIMANERE INCINTA CON LEONARDO, E IO QUESTO BAMBINO VE LO AFFIDO, AFFINCHE' VEGLIATE SU DI LUI, PER FARE DI LUI UNA BUONA PERSONA...GRAZIE DI CUORE, IO CONFIDO IN VOI!!!!! MARIANA


 Lisa
 

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 2 giugno 2012 [O] - Apparizione a Mirjana


Messaggi di Medjugorje

All'inizio regolarmente la Vergine rivolgeva i Suoi messaggi solo ai veggenti e, tramite loro, ai credenti. Ad iniziare dall'1 marzo 1984 la Vergine ogni giovedì rivolge i suoi messaggi alla comunità parrocchiale di Medjugorje e, tramite questa, a tutto il mondo. Poichè si sono avverate alcune delle cose che il Signore aveva auspicato [O] , come Lei stessa dice, ad iniziare dal 25 gennaio 1987 i messaggi al mondo sono quelli del 25 del mese. E tutto questo continua ancora oggi. Mirjana Dragicevic-Soldo Ivanka Ivankovic-Elez e Jakov Colo hanno avuto apparizioni quotidiane fino al 1982,.1985, i.e. 1998. Da allora, la Madonna appare loro una volta all'anno e dà un messaggio. Essendo dato che il lavoro sugli archivi è ancora in corso, non siamo in grado di pubblicare messaggi dati prima del 1995.

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 2 giugno 2012 [O] - Apparizione a Mirjana

"Cari figli, sono continuamente in mezzo a voi perché, col mio infinito amore, desidero mostrarvi la porta del Paradiso. Desidero dirvi come si apre: per mezzo della bontà, della misericordia, dell’amore e della pace, per mezzo di mio Figlio. Perciò, figli miei, non perdete tempo in vanità. Solo la conoscenza dell’Amore di mio Figlio può salvarvi. Per mezzo di questo Amore salvifico e dello Spirito Santo, Egli mi ha scelto ed io, insieme a Lui, scelgo voi perché siate apostoli del Suo Amore e della Sua Volontà. Figli miei, su di voi c’è una grande responsabilità. Desidero che voi, col vostro esempio, aiutiate i peccatori a tornare a vedere, che arricchiate le loro povere anime e li riportiate tra le mie braccia. Perciò pregate, pregate, digiunate e confessatevi regolarmente. Se mangiare mio Figlio è il centro della vostra vita, allora non abbiate paura: potete tutto. Io sono con voi. Prego ogni giorno per i pastori e mi aspetto lo stesso da voi. Perché, figli miei, senza la loro guida ed il rafforzamento che vi viene per mezzo della benedizione non potete andare avanti. Vi ringrazio. "

Il dono del rabbino

 
 
(fonte non specificata)
 
La storia racconta di un monastero che stava vivendo tempi difficili. In passato aveva ospitato un ordine importante, ma in seguito a un'ondata di persecuzioni antimonastiche verificatesi nel diciasettesimo e diciottesimo secolo e a una crescente tendenza verso il secolarismo nel diciannovesimo secolo, tutti i suoi conventi secondari erano andati distrutti e l'ordine era rappresentato soltanto dall'abate e altri quattro monaci, tutti ultra settantenni, che vivevano nella cadente abbazia. Era chiaramente destinato a scomparire.
Nel fitto bosco che circondava il monastero, si trovava una piccola capanna che un rabbino proveniente da una città vicina usava di tanto in tanto come eremo. Nei lunghi anni di preghiera e contemplazione i vecchi monaci avevano sviluppato una sensibilità quasi paranormale ed erano quindi sempre in grado di dire quando il rabbino si trovava nel suo eremo. "Il rabbino è nel bosco, il rabbino è di nuovo nel bosco", si sussuravano a vicenda, l'abate decise di recarsi all'eremo e di chiedere al rabbino se non avesse alcun consiglio da dargli per salvare il monastero.
Il rabbino accolse l'abate nella capanna, ma quando l'abate gli spiegò lo scopo della sua visita, il rabbino non poté far altro che condividere il suo dolore. "Conosco questo problema", esclamò. "La gente ha perso la spiritualità. Accade lo stesso nella mia città. Quasi nessuno viene più alla sinagoga". Così si lamentarono insieme il vecchio abate e il vecchio rabbino. Poi lessero alcuni brani dalla Torah e presero a conversare serenamente di profonde questioni spirituali. Venne per l'abate il momento di andarsene e i due si abbracciarono. "E' stato meraviglioso incontrarsi dopo tutti questi anni", disse l'abate, ma venendo qui non ho raggiunto il mio scopo. Non c'è nulla che puoi dirmi, nessun consiglio che puoi darmi, per aiutarmi a salvare il mio ordine dalla morte?". "No, mi dispiace", rispose il rabbino, non ho consigli da darti. L'unica cosa che posso dirti è che il Messia è tra voi".
Quando l'abate tornò al monastero i monaci gli si radunarono intorno e gli chiesero: "Ebbene, cosa ti ha detto il rabbino?". Non è stato in grado di autarmi", rispose l'abate. "Abbiamo soltanto pianto insieme e letto la Torah. L'unica cosa che mi ha detto, proprio mentre me ne stavo andando, è stato qualcosa di oscuro. Ha detto che il Messia è tra noi. Ma non so cosa intendesse".
Nei giorni, nelle settimane, nei mesi che seguirono, i vecchi monaci rifletterono su questa frase chiedendosi se le parole del rabbino avessero un qualche particolare significato. Il Messia è tra noi? Voleva forse dire che il Messia è uno di noi? E se è così, chi? Intendeva forse l'abate? Si, se si riferiva a qualcuno, probabilmente si riferiva all'abate. Ci ha guidati per più di una generazione. D'altra parte avrebbe anche potuto riferirsi a fratello Thomas. Sicuramente fratello Thomas è un sant'uomo. Tutti sanno che Thomas è un uomo illuminato. Certamente non poteva riferirsi a fratel Elred! A volte Elred è irascibile. E' una spina nel fianco per tutti, anche se praticamente ha sempre ragione. Chissà se il rabbino non intendesse proprio fratel Elred. Ma sicuramente non fratel Phillip. Phillip è così passivo, una vera nullità. Eppure ha il dono di essere sempre presente quando c'è bisogno di lui. Forse il Messia è proprio lui. Non è proprio possibile che intendesse me. Io sono una persona qualsiasi. Eppure se fosse proprio così? Se fossi io il Messia? Oh no, non io. Non potrei essere così importante per Te, non è vero?
Immersi in questi pensieri, i vecchi monaci cominciarono a trattarsi fra di loro con straordinario rispetto poiché esisteva la possibilità, per quanto remota, che il Messia fosse tra di loro. E per la possibilità, ancor più remota, che il Messia fosse ciascuno di loro, ognuno cominciò a trattare se stesso con altrettanto rispetto.
Accadeva che di tanto in tanto alcuni visitatori si trovassero da quelle parti, quando senza nemmeno rendersene conto cominciarono ad avvertire l'alone di straordinario rispetto che circondava i cinque vecchi monaci, c'era qualcosa di straordinariamente affascinante, persino irresistibile. I visitatori cominciarono a tornare per fermarsi a pregare, portarono gli amici e gli amici portarono altri amici.
Accadde così che qualcuno di loro iniziò a intrattenersi sempre più frequentemente con i monaci. E dopo qualche tempo uno chiese di potersi unire a loro. Poi un altro e un altro ancora. Così, nel giro di pochi anni, il monastero riprese a ospitare un ordine prosperoso e, grazie al dono del rabbino, tornò a essere un vivo centro di luce e di spiritualità.
 
 
 
Lisa
 

Le riviste apparentemente ‘‘cristiane

 Famiglia Cristiana, Jesus, Concilium:
le riviste apparentemente ‘‘cristiane’’,
ma in realtà moderniste in salsa politically correct

Ciliegina sulla torta è ‘‘L’Eco di San Gabriele’’, la rivista dei passionisti,
piena di articoli né formativi né edificanti fino all’errore vero e proprio

di Fabrizio Cannone

Benedetto XVI ricordò nel 2005 che l’eresia della discontinuità era assai visibile in una «parte della teologia moderna». Come quella, per esempio, che si esprime nelle riviste cattoliche di divulgazione, di approfondimento e di informazione (cfr. “Famiglia cristiana”, “Jesus”, “Concilium”, etc.).
Su “L’Eco di san Gabriele” (aprile 2012), rivista dei Passionisti italiani che reggono il Santuario del grande San Gabriele dell’Addolorata, non si tratta neppure più di discontinuità, ma di metamorfosi. Ovvero si ha la volontà di trasformare la religione cattolica in altro da sé, fino al punto da renderla irriconoscibile a metà strada tra religione rivelata, protestantesimo liberale e odierno relativismo etico.
La copertina presenta a tutta pagina il volto del magistrato (ateo) Gherardo Colombo e riporta una sua frase in caratteri cubitali: «Educare alla libertà e non all’obbedienza». Ora, sapevamo che i religiosi cattolici, Passionisti inclusi, fanno voti di povertà, castità e obbedienza, e non di «libertà» (?).
Come si può inoltre gettare il discredito su una parola come obbedienza, così legata al messaggio di Cristo e del Vangelo? (cf. Gn 22,18; Rm 10,16; 1 Cor 16,16; Ef 6,1; Tt 3,1; 2 Cor 10,6).
Sempre in copertina una frase generica e ambigua, tipica delle inchieste laiche: «Attenti, la famiglia, è violenta. Indagini e dati preoccupanti». Senza commento! 84 pagine in formato magazine piene di articoli né formativi né edificanti, fino all’errore vero e proprio: non si sa davvero da che parte iniziare.
Nell’intervista a Colombo, presentato come uno di quei santi laici che tanto piacciono a certo mondo cattolico marxista, il magistrato afferma di non condividere l’idea del carcere come «espiazione»: «Dire a una persona che deve espiare significa dirle che deve pagare, che deve essere retribuita con il male per il male che ha fatto» (p. 17). Lui invece che farebbe? Favorirebbe il “recupero” del criminale. E come? Né col carcere, né tanto meno colla pena di morte perché «l’omicidio legale a opera dello stato (scritto colla minuscola da un magistrato) è un cattivo insegnamento» poiché «insegna ad ammazzare rendendo legittimo l’omicidio» (pp. 17-18).
E la galera dunque insegnerebbe ai cittadini la legittimità del sequestro di persona? L’articolo sulla violenza domestica -causata in primis dal femminismo, dal nichilismo valoriale e dagli “amori deboli” di oggi- è tutto avverso alla famiglia presentata come causa del male. Per il redattore la violenza intrafamiliare «è più pericolosa di quella della malavita organizzata, della mafia» (p. 22). Come se non fosse noto che tali storture, reali ma anche esagerate ad arte, servono alle lobby anti-familiari per colpire l’ideale cristiano della famiglia come base insostituibile della società.
Dipoi un certo Gianni di Santo attacca direttamente la Chiesa (con la minuscola, ovviamente), proponendo perfino dei candidati simbolo per riformarla. In «Quale chiesa domani?» (pp. 24-25) si parla delle «questioni che la chiesa dovrà affrontare non più in un futuro lontano ma nel presente», ovvero «dei temi che scottano rispetto alla storia e alla tradizione millenaria della chiesa cattolica».
Fuor di metafora: celibato, collegialità, ruolo delle donne…
Il giornalista confida in «una serie di personalità (…) che con coraggio e libertà indicano la via di un nuovo annuncio del vangelo: Enzo Bianchi, i monaci camaldolesi, e i cardinali Martini e Ravasi» (p. 25).
Infine un altro articolo propone il «matrimonio solidale» (pp. 26-27) sostituendo le Liste di nozze con «Liste di solidarietà». Bella idea, peccato che le associazioni proposte dalla rivista cattolica siano nientemeno che Emergency, Save the Children e l’Unicef, il meglio cioè di quella “cultura di morte” (pro aborto, eutanasia e teoria del gender) che secondo i Pontefici è «attivamente promossa da forti correnti culturali, economiche e politiche» (Evangelium vitae, 12).